GP Singapore, Ferrari perde il doppio podio: errore fatale di Hamilton

11 Ottobre 2026 - 21:15
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GP Singapore, Ferrari perde il doppio podio: errore fatale di Hamilton

Secondo e sesto posto, ma il potenziale era da doppio podio. L’amarezza della Ferrari a Singapore nasce proprio da qui: l’errore strategico sulla vettura di Lewis vanifica un risultato ben più pesante. Il rammarico resta evidente poiché, con ogni probabilità, Marina Bay rappresentava il tracciato più affine alle caratteristiche tecniche della monoposto italiana.

Ferrari parte forte, poi Verstappen se ne va

Il bagliore dei riflettori di Marina Bay accende le speranze della Scuderia Ferrari, pronta a sfidare l’egemonia di Max Verstappen in un intricato gioco di scacchi ad altissima velocità. Sulla griglia di partenza, il calore e l’umidità asfissiante trasformano la pista in un inferno di asfalto. Il muretto di Maranello svela le proprie carte tattiche con una mossa tecnica.

Si tratta di differenziare il piano di attacco. Gomme Soft per Charles Leclerc, pronte a mordere da subito l’asfalto per cercare lo scatto vincente, e mescole Medium per Lewis Hamilton, destinate a una gara di pura pazienza e gestione termica. L’obiettivo appare cristallino alle menti degli ingegneri: stringere la formidabile Red Bull numero 1 in una morsa tattica insidiosa.

Una teoria valida, sempre che l’olandese non abbia un passo nettamente superiore. Allo spegnimento dei semafori, lo stacco frizione della vettura numero 16 -26 è ottimo: Leclerc scatta co ferocia inaudita, affianca la monoposto rivale e fiuta il colpo a sorpresa. Max, però, conosce a memoria l’arte della difesa spietata, piazza una staccata chirurgica all’interno di curva 1 e chiude la porta.

Alle loro spalle, Hamilton conserva la posizione. Verstappen ha disinnescato subito la minaccia più grande. La sua vettura vanta un’efficienza aerodinamica e una capacità di scaricare l’energia ibrida a terra fuori dal comune, dettagli tecnici in grado di rendere i tentativi di sorpasso in pista una vera e propria chimera. I primissimi giri raccontano l’illusione di una Ferrari in forma smagliante.

Le immagini dall’abitacolo mostrano una vettura docile, pulita nelle traiettorie, perfettamente bilanciata anche con il peso extra del serbatoio a pieno carico. Un’oasi di serenità apparente che però non basterà per la lotta alla prima posizione. Al settimo passaggio, l’olandese decide di rompere gli indugi. Il cronometro si illumina di fucsia, sigla il giro veloce e scava un solco incolmabile a suon di decimi.

La gestione gomme della Ferrari non è buona come quella Red bull

Leclerc prova a resistere, si aggrappa a tutto il suo talento per restare in scia, mentre Hamilton, più attardato, concentra i suoi sforzi sulla rigorosa salvaguardia delle coperture Pirelli a banda gialla. La corsa subisce una prima violenta scossa al giro nove, a causa dell’esposizione della Virtual Safety Car. Il muretto ordina ai piloti di mantenere la posizione in pista.

Serve un occhio di riguardo vitale alle temperature degli pneumatici per evitare crolli improvvisi di aderenza. Alla ripartenza, le dinamiche di gara cambiano volto. Lewis si ritrova privo della potenza extra per attaccare il compagno e deve guardarsi le spalle da un arrembante Kimi Antonelli. Il giovane talento della Mercedes ha fame di gloria e mette nel mirino il sette volte iridato.

Dal box Ferrari piovono indicazioni frenetiche: traiettorie da ricalibrare d’urgenza, velocità di percorrenza da elevare per affrontare curva nove, mappature da aggiornare sui comandi al volante per addolcire la rotazione della vettura in ingresso. Il degrado termico come previsto incombe. Il primo valzer dei pit-stop rimescola l’ordine prestabilito dai giri iniziali.

Hamilton inaugura la girandola delle soste e passa alle coperture Soft, accompagnate da un doppio click di carico aerodinamico sull’ala anteriore per favorire l’inserimento. Una mossa eseguita alla perfezione. L’inglese rientra in pista senza traffico davanti a sé, libero di imporre il proprio ritmo e sfruttare l’aria pulita. La mescola più morbida esalta il potenziale e i tempi gli danno ragione.

Lewis anticipa la sosta

Quando Leclerc e Antonelli rientrano ai box nel passaggio successivo, la trappola strategica della Ferrari scatta con estrema precisione. Charles monta le Medium e conserva la posizione sul compagno, mentre il giovane alfiere Mercedes scivola a tre secondi di distanza. Tuttavia, il delicato equilibrio interno del Cavallino Rampante inizia presto a scricchiolare.

Le mescole Medium di Leclerc faticano a entrare nella giusta finestra di utilizzo. Lewis Hamilton, forte di un ritmo superiore, avverte la netta sensazione di essere bloccato e lo comunica in modo inequivocabile alla squadra. Dal box chiedono pazienza all’inglese, invitano alla calma e alla massima gestione delle coperture, ma la tensione sale vertiginosamente.

Pochi minuti dopo, il monegasco zittisce le polemiche via radio con un giro magistrale in grado di regalargli il record provvisorio della corsa, ristabilendo le gerarchie e le distanze. L’armonia nel box resta però appesa a un filo sottilissimo. L’inglese prosegue la sua gara alla perenne ricerca di riscontri cronometrici e garanzie sulla tenuta effettiva delle sue gomme per l’infuocato finale.

L’errore fatale di Lewis, i problemi di Leclerc

Il drammatico colpo di scena si materializza con l’ingresso della seconda Virtual Safety Car. Le strategie del muretto si dividono in modo definitivo. Leclerc si tuffa nella corsia box per montare un treno di gomme Soft nuove, pronto per l’assalto a Max Verstappen, scivolando in terza posizione. Lewis, al contrario, resta in pista con le stesse coperture.

Da questo preciso momento, il buio cala inesorabile sulla corsa dell’inglese che sceglie personalmente la sua tattica. Il britannico va in totale confusione tattica e psicologica, sente la vettura sfuggirgli di mano. In quel frangente, dopo il regime di doppia bandiera gialla, realizzare una sosta significherebbe cedere due posizioni a vantaggio degli inseguitori. Ma nel mentre succede altro.

Le difficoltà tecniche colpiscono l’altra metà del box. Sull’auto di Leclerc compare all’improvviso un errore di sistema imprevisto. I tecnici lavorano da remoto, analizzano i dati e impongono un reset attraverso un comando dal volante per aggirare il problema. Risolto la questione, Charles si lancia in un furioso inseguimento, ma il divario dal vertice resta una voragine incolmabile. Il passo imposto dalla Red Bull si conferma appartenere a un’altra categoria di competizione.

Debacle finale per Lewis

Il finale di gara si trasforma in un autentico incubo sportivo per Lewis Hamilton. Le sue gomme crollano sotto il peso della fatica. Prima lo passa Kimi Antonelli, poi Lando Norris Antonelli. Negli ultimi, interminabili passaggi della corsa, anche Piastri si unisce alla festa, costringe alla resa il britannico della Rossa e lo relega a una dolorosa sesta posizione finale.

Singapore consegna alla Ferrari un verdetto agrodolce da digerire. Il tracciato cittadino di Marina Bay, sulla carta terreno di caccia ideale per esaltare le caratteristiche della SF-26, si rivela un contesto molto positivo, ma pure un’occasione mancata per fare più punti. Se la vittoria di Max non era in discussione, il doppio podio era assolutamente alla portata del team.

La scelta di Lewis condanna la sua vettura, mentre Charles porta a casa un secondo posto. Pensando alla qualifica, si poteva fare meglio. Arriva la sosta, tempo per riflettere e ripresentarsi ad Austin nel migliore dei modi. A quanto pare, la Rossa lo farà con un nuovo pacchetto di aggiornamenti, l’ultimo della stagione, con la speranza di realizzare uno step competitivo verso l’alto.

GP Singapore, classifica finale: 

POS NO. DRIVER TEAM LAPS TIME / RETIRED PTS
1 3 Max Verstappen Red Bull Racing 62 1:42:00.785 25
2 16 Charles Leclerc Ferrari 62 +7.335s 18
3 12 Kimi Antonelli Mercedes 62 +24.573s 15
4 1 Lando Norris McLaren 62 +40.506s 12
5 81 Oscar Piastri McLaren 62 +49.644s 10
6 44 Lewis Hamilton Ferrari 62 +53.188s 8
7 30 Liam Lawson Racing Bulls 62 +81.666s 6
8 27 Nico Hulkenberg Audi 62 +83.386s 4
9 63 George Russell Mercedes 62 +84.677s 2
10 6 Isack Hadjar Red Bull Racing 62 +90.862s 1
11 10 Pierre Gasly Alpine 61 +1 lap 0
12 87 Oliver Bearman Haas F1 Team 61 +1 lap 0
13 31 Esteban Ocon Haas F1 Team 61 +1 lap 0
14 55 Carlos Sainz Williams 61 +1 lap 0
15 41 Arvid Lindblad Racing Bulls 61 +1 lap 0
16 14 Fernando Alonso Aston Martin 61 +1 lap 0
17 11 Sergio Perez Cadillac 60 +2 laps 0
18 23 Alexander Albon Williams 59 DNF 0
19 77 Valtteri Bottas Cadillac 59 +3 laps 0
NC 18 Lance Stroll Aston Martin 36 DNF 0
NC 43 Franco Colapinto Alpine 29 DNF 0
NC 5 Gabriel Bortoleto Audi 7 DNF 0

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