Gualtieri, il flop grottesco dei nuovi bus elettrici pagati 250 milioni: le batterie durano meno di un turno e tornano al deposito

23 Giugno 2026 - 20:12
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Gualtieri, il flop grottesco dei nuovi bus elettrici pagati 250 milioni: le batterie durano meno di un turno e tornano al deposito

Gualtieri, il flop grottesco dei nuovi bus elettrici pagati 250 milioni: le batterie durano meno di un turno e tornano al deposito

Forse pochi si sono accorti del  “capolavoro” verde del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, ma i romani sì. La notizia è incredibile ma vera: i nuovi bus elettrici hanno le batterie che durano meno di un turno. Alcuni sono stati fatti rientrare nei depositi prima del previsto per la ricarica. L’Atac spiega: “Colpa del caldo, stiamo provvedendo”. In che mani siamo commentano gli utenti. “Ma le batterie le avete prese su un sito di sconti?”, ironizzano i romani sui social. Ma non c’è niente da scherzare. Per l’acquisto dei mezzi l’azienda ha già speso 250 milioni.  Il Campidoglio voleva “rimodernare la rete” al fine di consentire l’immissione in servizio dei nuovi convogli di ultima generazione denominati Urbos. La transizione ecologica del Comune fa cilecca.

Il fallimento “verde” di Gualtieri: i bus elettrici hanno batterie che durano meno di un turno

Tale scenario incredibile ma vero chiama in causa  l’operato dell’Assessorato alla Mobilità e del Sindaco Gualtieri: appare amministrativamente discutibile pianificare una commessa milionaria per l’acquisto di vetture d’avanguardia senza aver garantito la contestuale e tempestiva operatività dei requisiti tecnici di rete. “E’ incredibile quanto emerge sui nuovi autobus elettrici acquistati da Roma Capitale- commenta Mariacristina Masi, consigliera comunale di FdI- . Se fosse confermato che, a causa dell’utilizzo dell’aria condizionata, i mezzi sono costretti a rientrare anticipatamente in deposito per problemi di autonomia delle batterie, saremmo di fronte a un fatto gravissimo: soprattutto alla luce dell’ingente investimento sostenuto”.

Grave approssimazione da 250 milioni: centrodestra all’attacco

“Roma è una città che ogni estate affronta temperature estreme e non può permettersi mezzi che rischiano di andare in difficoltà proprio quando ce n’è più bisogno. Presenteremo un’interrogazione per fare piena luce su quanto accaduto. E capire come sia stato possibile non considerare tutte le variabili nella pianificazione di un investimento così importante. La transizione ecologica va affrontata con pragmatismo e buon senso, non con l’ideologia. Lo diciamo da sempre, innovazione e sostenibilità non possono tradursi in minori servizi e nuovi disagi per cittadini e lavoratori. E, infine, Roma non può permettersi investimenti milionari che rischiano di rivelarsi inadeguati alle esigenze della città. La modernizzazione del trasporto pubblico deve garantire mezzi efficienti e affidabili, non creare nuovi problemi. Attendiamo risposte immediate e chiarimenti puntuali da parte dell’Amministrazione capitolina”.

La vicenda grottesca: i bus elettrici non “reggono”  all’estate romana

L’inadeguatezza della Giunta Gualtieri tocca l’apice in questa surreale vicenda, sottolinea Maurizio Politi, consigliere della Lega in Assemblea Capitolina. “L’ultima clamorosa dimostrazione del fallimento politico e amministrativo della giunta Gualtieri si tinge di grottesco: i nuovi bus elettrici acquistati in pompa magna dal Campidoglio con i fondi del Pnrr non reggono l’estate romana”. C’è da ridere già così. Bastano le prime giornate di caldo torrido per mandare in tilt le batterie da 340 kWh, costringendo decine di mezzi a interrompere il turno e a rientrare anticipatamente nei depositi per non rischiare di rimanere a secco in mezzo alla strada. “Siamo di fronte a un investimento colossale da 250 milioni di euro per 411 mezzi, pagati oltre 500 mila euro ciascuno che invece di garantire la svolta ecologica della Capitale si trasformano in un boomerang per i cittadini a causa dell’approssimazione di questa sinistra”.

Bus elettrici fuori uso, FdI: “Inaccettabile approssimazione”

250 milioni di fondi pubblici e i romani restano a piedi. “Una situazione inaccettabile su cui Roberto Cantiani, membro del consiglio di amministrazione di Atac, ha opportunamente deciso di accendere i riflettori- aggiunge Politi- chiedendo un audit interno per fare chiarezza. A seguito delle verifiche, scopriamo che l’autonomia reale di questi mezzi rischia quasi di dimezzarsi rispetto ai 300 chilometri previsti non appena si accende l’aria condizionata per non far morire di caldo passeggeri e lavoratori. È incredibile che il Sindaco Gualtieri e i suoi uffici, in fase di capitolato o di pianificazione, non abbiano calcolato che a Roma d’estate fa caldo e che un servizio pubblico civile richiede l’uso imprescindibile della climatizzazione. Non c’è nulla di ‘naturale’ nel pagare mezzo milione di euro a vettura con i soldi dei contribuenti; per poi veder ridotta l’efficienza delle linee proprio nei mesi più critici, mandando all’aria la regolarità delle corse diurne e notturne; i fondi del Pnrr non possono essere bruciati sull’altare di un’ideologia green priva di qualsiasi pragmatismo. Non tollereremo che l’approssimazione della sinistra lasci i romani a piedi sotto il sole”.

 

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