Guardi il telefono mentre attraversi? In arrivo una multa da 75 euro
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Guardare lo schermo invece della strada mentre si attraversano le strisce potrebbe presto costare 75 euro. La revisione del Codice della Strada allo studio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti interviene infatti anche sui comportamenti dei pedoni. Una nuova norma introdurrebbe una specifica stretta sull’utilizzo di smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici nei momenti in cui la distrazione può trasformarsi in un rischio per la sicurezza. La multa ai pedoni con smartphone, però, non è ancora operativa. La disposizione infatti fa parte del testo-base sottoposto alla consultazione degli operatori e delle associazioni di settore e potrà quindi essere modificata prima dell’approvazione definitiva.
La novità si inserisce in una revisione molto più ampia del sistema sanzionatorio. Il MIT ha comunicato che la nuova tabella sottoposta al confronto comprende 795 fattispecie. Di queste, 66 vedrebbero aumentare la sanzione, mentre sono 85 i nuovi casi introdotti anche sulla base delle segnalazioni provenienti dalla Polizia locale. Nel complesso, secondo il Ministero, l’impatto economico delle sanzioni dovrebbe diminuire di circa il 7%, concentrando gli aumenti sui comportamenti ritenuti maggiormente pericolosi.
Multa ai pedoni con smartphone: quando potrebbe scattare
Il principio contenuto nella bozza è piuttosto semplice: il telefono non verrebbe vietato mentre si cammina normalmente sul marciapiede, ma il suo utilizzo diventerebbe sanzionabile quando interferisce con l’attenzione necessaria per muoversi sulla carreggiata o attraversarla. Secondo il testo-base diffuso agli operatori e le ricostruzioni pubblicate nelle ultime settimane, chi procede o attraversa guardando lo schermo di smartphone, tablet, notebook o dispositivi analoghi rischierebbe una sanzione di 75 euro. Il divieto riguarderebbe tanto gli attraversamenti sulle strisce quanto le situazioni in cui il pedone si trova legittimamente sulla carreggiata.
Non sarebbe invece vietato in assoluto utilizzare un telefono in questi frangenti. La bozza contempla la possibilità di ricorrere al vivavoce o agli auricolari, purché il loro impiego non comprometta la capacità di percepire ciò che accade intorno. È prevista inoltre un’eccezione per situazioni di comprovata urgenza. Il punto centrale, dunque, non sarebbe il possesso del dispositivo, ma la perdita di attenzione provocata dallo schermo nel momento in cui il pedone entra nello spazio utilizzato dai veicoli.
La revisione interviene anche su altri comportamenti durante l’attraversamento. Il pedone dovrebbe evitare cambi improvvisi di direzione, inversioni repentine o movimenti imprevedibili capaci di sorprendere chi sopraggiunge. Prima di impegnare un attraversamento sarebbe inoltre richiesto un comportamento prudente, verificando le condizioni della circolazione e la possibilità di essere visto dai conducenti. In altre parole, la riforma punta a rafforzare il principio secondo cui la sicurezza stradale non dipende soltanto da chi guida.
Una parte di questa logica esiste già nell’attuale Codice. L’articolo 190 stabilisce infatti che, quando attraversamenti pedonali, sottopassi o sovrappassi non esistono oppure distano più di cento metri, il pedone deve attraversare in senso perpendicolare e con l’attenzione necessaria a evitare situazioni di pericolo. La normativa vigente vieta anche di attraversare diagonalmente le intersezioni e di sostare o indugiare senza necessità sulla carreggiata. La novità sarebbe quindi soprattutto quella di disciplinare espressamente la distrazione provocata dai dispositivi elettronici. Un fenomeno che il Codice attuale non individua in maniera specifica.
Perché la riforma interviene anche sui pedoni
Il tema non è marginale se si guarda ai dati sull’incidentalità. Secondo l’ultimo rapporto ACI-Istat, nel 2025 sulle strade italiane sono morte 2.868 persone e altre 237.822 sono rimaste ferite in 177.207 incidenti. Le vittime sono diminuite del 5,3% rispetto al 2024, ma il numero complessivo degli incidenti è aumentato del 2,2%. I pedoni deceduti sono stati 419, il 10,9% in meno rispetto all’anno precedente, ma continuano a rappresentare una delle categorie maggiormente esposte alle conseguenze degli investimenti.
I dati ufficiali non consentono, però, di attribuire automaticamente una quota precisa degli investimenti all’utilizzo dello smartphone da parte di chi cammina. È quindi necessario evitare la semplificazione secondo cui centinaia di incidenti sarebbero direttamente provocati dai cellulari dei pedoni. Quello che emerge con chiarezza dalle statistiche è piuttosto il peso generale della distrazione nella sicurezza stradale. Nel 2025 distrazione, mancato rispetto della precedenza, velocità e manovre irregolari hanno rappresentato complessivamente il 43,1% delle cause di incidente rilevate.
Il problema acquista ancora più rilevanza nei centri urbani. Nelle città veicoli, biciclette, monopattini e persone a piedi condividono spazi molto ravvicinati. Uno studio pubblicato nel 2026 dalla Fondazione Filippo Caracciolo dell’ACI ricorda che nel 2024 gli incidenti avvenuti in ambito urbano hanno rappresentato circa il 73% del totale nazionale e che gli episodi con coinvolgimento di pedoni sono stati oltre 13.900. È in questo contesto che anche pochi secondi trascorsi con lo sguardo abbassato sullo schermo possono ridurre la capacità di percepire un veicolo in arrivo, un semaforo o un cambiamento improvviso della circolazione.
La multa ai pedoni con smartphone nasce quindi da un approccio che prova ad ampliare la responsabilità nella circolazione. Negli ultimi anni le norme si sono concentrate soprattutto sulle distrazioni dei conducenti, in particolare sull’uso del cellulare al volante. La nuova impostazione tende invece a considerare anche chi cammina come parte attiva del sistema stradale, senza per questo ridurre gli obblighi imposti agli automobilisti nei confronti degli utenti vulnerabili.
Quando potrebbe entrare in vigore la multa da 75 euro
Su questo punto è importante evitare equivoci. Oggi non si può essere multati con 75 euro semplicemente perché si attraversa guardando lo smartphone sulla base della nuova disposizione, perché il testo non è ancora entrato in vigore. La consultazione sulle proposte del Ministero rimane aperta fino al 13 settembre 2026 e coinvolge oltre cento tra associazioni, enti e operatori del settore, chiamati a presentare osservazioni e proposte di modifica.
Terminata questa fase, il testo dovrà affrontare gli ulteriori passaggi previsti dal procedimento normativo. La revisione nasce dalla delega contenuta nella legge 177 del 2024. Questa affida al Governo il compito di rivedere e riordinare la disciplina della motorizzazione e della circolazione stradale. La stessa delega stabilisce che gli schemi dei decreti legislativi debbano essere sottoposti ai pareri previsti e successivamente trasmessi alle Commissioni parlamentari competenti.
Anche il calendario della riforma resta quindi un cantiere aperto. È in discussione in Parlamento la proroga del termine della delega, attraverso il disegno di legge C.2713-B, che dopo le modifiche approvate dal Senato è tornato alla Camera e, alla data delle ultime informazioni parlamentari disponibili, risulta ancora nel proprio iter. Non sarebbe pertanto corretto presentare come definitiva una data di entrata in vigore del nuovo Codice.
Quello che appare chiaro è invece l’indirizzo scelto dalla riforma: lo smartphone viene considerato sempre più come un possibile fattore di distrazione non soltanto per chi è al volante, ma per tutti gli utenti della strada. Se la norma supererà l’iter senza modifiche sostanziali, attraversare con gli occhi incollati allo schermo non sarà più soltanto un comportamento rischioso. Potrà diventare anche un’infrazione da 75 euro.
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