Guerra in Ucraina, Tajani (FI-PPE): “L’UE scelga un inviato per parlare con russi, ucraini e americani”

15 Ottobre 2026 - 17:30
0

Bruxelles – Sul tavolo delle trattative per porre fine alla guerra di aggressione della Russia in Ucraina, “l’Europa ha bisogno di un portavoce che parli per conto dell’intera Unione. Può essere un gruppo di Stati o una singola persona. L’importante è che ci sia una posizione univoca, perché altrimenti la politica europea apparirebbe debole“. A sottolinearlo oggi (15 ottobre) è stato il vice presidente del Consiglio italiano e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, a margine del pre-Vertice del Partito Popolare Europeo (PPE), cioè la riunione dei capi di Stato e principali leader politici della famiglia popolare prima del Consiglio europeo. Non si tratta di una novità, ma di una richiesta che il ministro ha già espresso: “L‘Europa deve avere un interlocutore in grado di parlare con gli americani, con i russi, con gli ucraini”, ha sottolineato questa mattina.

Nelle sue comunicazioni al Parlamento in vista del Summit, ieri, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dichiarato che l’intesa sul gasolio russo annunciata dal presidente USA, Donald Trump, è “una scelta molto rischiosa” in quanto potrebbe legittimare Mosca, garantire al Cremlino nuove risorse per finanziare la guerra in Ucraina e indebolire la strategia delle sanzioni occidentali. Una scelta per cui Meloni ha ricevuto dei ringraziamenti pubblici dal presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelenskyy, “per il sostegno e per la sua posizione chiara e inequivocabile“.

Tajani “condivide assolutamente” la linea politica del governo di cui è vice premier, e questa mattina ha rimarcato quanto la scelta dell’amministrazione Trump di riaprire il mercato ai russi sia “rischiosa, non condivisibile”. Nonostante ciò, ha subito rassicurato che “i rapporti con gli Stati Uniti restano solidissimi, perché sono rapporti secolari” e “gli Stati Uniti sono il nostro principale alleato”.

Delle azioni dell’alleato a stelle e strisce, però, gli europei si trovano a subire delle conseguenze anche su un altro fronte: quello Mediorientale e dello Stretto di Hormuz, dove l’Unione europea sta lavorando per garantire la sicurezza e la libertà di navigazione dispiegando la sua operazione ASPIDES. Una situazione, però, migliorabile. Almeno agli occhi del ministro della Difesa italiana, Guido Crosetto, che da settimane sta chiedendo a Bruxelles e soprattutto ai Paesi membri di rafforzare il contributo navale nella zona. Una richiesta fatta propria anche dall’Alta rappresentante UE per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, e che oggi Tajani ha puntellato. “Noi chiediamo con grande forza che venga rafforzata la missione ASPIDES per garantire la libertà di navigazione attraverso Suez, il Mar Rosso e Bab-el-Mandeb. È fondamentale che l’Europa acceleri i tempi, ci sono state alcune risposte positive e si tratta di trasformare risposte positive in azioni”.

Al momento “l’Italia sta facendo tutto ciò che può”, ha chiarito il ministro degli Affari esteri, poiché “garantiamo il trasporto commerciale marittimo in quell’area, dove passa circa il 40 per cento del traffico marittimo commerciale italiano che è anche il 60 per cento del traffico marittimo che porta beni prodotti nel nostro Paese verso l’Asia”. Un’azione “fondamentale per tutta l’Europa che è un continente manifatturiero”. Dunque l’invito è di accelerare “i tempi in un momento di grande difficoltà perché, come sapete, gli Houthi continuano ad attaccare”, ha concluso. Lo stesso appello lo ha rinnovato anche Kallas, al suo arrivo al Consiglio europeo: “Abbiamo bisogno di più navi”.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User