Havant completa l’acquisizione di Intesa: a Milano nasce un nuovo player europeo per la trasformazione digitale

03 Luglio 2026 - 16:15
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Havant completa l’acquisizione di Intesa: a Milano nasce un nuovo player europeo per la trasformazione digitale

Havant, presentata la nuova dimensione del gruppo con l’acquisizione di Intesa: oltre 110 milioni di euro di fatturato e oltre 5.000 clienti

Havant ha completato l’acquisizione di Intesa e dà vita a un nuovo gruppo europeo di riferimento per la trasformazione digitale delle imprese. L’operazione è stata presentata ieri nel corso di una conferenza stampa al ristorante Horto, nel cuore di Milano, in una giornata dedicata ai temi della sovranità digitale, dell’intelligenza artificiale, del digital trust, della resilienza e della sostenibilità. Con il closing dell’operazione, Havant, gruppo internazionale attivo nella Digital Innovation con focus sull’Intelligent Process & Content Automation, e Intesa, Trusted Solution Provider e tra i principali QTSP italiani ed europei, uniscono le proprie competenze per costruire un ecosistema tecnologico integrato. Il nuovo gruppo supera i 110 milioni di euro di fatturato, conta più di 700 professionisti, oltre 5.000 clienti, più di 5 miliardi di transazioni gestite e una presenza consolidata in Italia, Olanda, Belgio, Francia, Germania e Irlanda.

L’obiettivo è offrire alle imprese europee un unico punto di accesso per affrontare la trasformazione digitale con la solidità del Digital Trust e l’agilità dell’Intelligent Automation. La complementarità tra le due realtà riguarda, da un lato, le soluzioni business di HavantIntelligent Document Processing, gestione avanzata dei contenuti, orchestrazione dei processi e intelligenza artificiale applicata – e, dall’altro, i servizi di Intesa, tra cui qualified trusted services, identità digitale, onboarding, scambio EDI, fatturazione elettronica e conservazione a norma. Il risultato indicato dal gruppo è un ecosistema end-to-end certificato e conforme al quadro normativo europeo, da eIDAS 2.0 a DORA, AI Act e GDPR.

Ad aprire la conferenza è stato Carlo Alberto Carnevale Maffè, Professor of Strategy alla SDA Bocconi School of Management, con un intervento dedicato a “Sovranità, Intelligenza, Fiducia. L’Europa digitale al bivio”. Nella presentazione, il tema dell’impresa digitale è stato inquadrato intorno a quattro convergenze: AI governata, digital trust, resilienza e sostenibilità. La conferenza ha poi previsto gli interventi di Massimo Missaglia, Founder & CEO di Havant, Pietro Lanza, Managing Director di Havant e Chairman di Intesa, e Giuseppe Mariani, CEO di Intesa.

“Con Intesa facciamo un passo importante nel consolidare il nostro posizionamento come leader nell’affiancare le aziende nei percorsi di trasformazione digitale, percorsi sempre più strategici per la competitività europea”, ha dichiarato Massimo Missaglia, Founder & CEO di Havant. “Un cammino che abbiamo iniziato anni fa con una visione precisa e che non si ferma qui: questa è una tappa significativa di un percorso di crescita europea ancora in corso. Portiamo sul mercato un’offerta che in Italia oggi non ha eguali per ampiezza, profondità tecnologica e conformità normativa. E continuiamo a costruire: ci sono ulteriori opportunità all’orizzonte, sempre con la stessa logica di complementarietà e valore per i clienti che ha guidato ogni acquisizione finora”. La nuova dimensione del gruppo è stata presentata non soltanto come una crescita numerica, ma come un cambio di passo industriale. “Non è soltanto una crescita dimensionale: è l’accelerazione del nostro piano”, ha sottolineato Pietro Lanza, Managing Director di Havant e Chairman di Intesa.

“Integrare l’eccellenza di Intesanel digital trust con le nostre competenze in IDP, AIe digitalizzazione dei processi ci permette di presentarci al mercato come un unico partner end-to-end. È un’operazione che anticipa ciò che il mercato ci chiederà nei prossimi anni, e da qui continuiamo a costruire”. Per Intesa, l’ingresso in Havant segna l’apertura di una nuova fase dopo quarant’anni di storia nel digital trust. “L’ingresso in Havant apre un capitolo straordinario per Intesa, valorizzando quarant’anni di storia nel digital trust”, ha commentato Giuseppe Mariani, CEO di Intesa. “In un mercato in rapida evoluzione, unendo le nostre soluzioni, certificazioni e le nostre competenze alla forza tecnologica di Havant, insieme guideremo la trasformazione digitale europea, garantendo ai nostri clienti innovazione continua, l’affidabilità di sempre, e la solidità di un gruppo che continuerà a crescere”.

Al centro della proposta di valore del gruppo ci sono la sovranità del dato e l’integrazione dell’intelligenza artificiale all’interno di processi aziendali certificati e sicuri. Havant è indicata nei documenti come tra i primi operatori italiani ad aver ottenuto la certificazione ISO/IEC 42001, che attesta un approccio etico e conforme all’AI Act nella gestione dell’intelligenza artificiale. Intesa porta invece un patrimonio di soluzioni, competenze specializzate, relazioni di settore e certificazioni riconosciute, con un presidio continuo sulle evoluzioni normative e sull’integrazione dell’European Digital Identity Wallet nella propria offerta.

L’integrazione riguarda anche il fronte della sostenibilità. Le due realtà condividono infatti una visione comune: Havant è indicata come numero uno nella classifica Top 100 ICT Sostenibile 2025, con certificazioni ESG di livello A, mentre Intesa è Società Benefit con rating Open ES. Riduzione dell’impatto ambientale e adozione di pratiche di lavoro inclusive sono presentate come obiettivi strategici condivisi e rafforzati nel percorso di crescita del gruppo. Con il perfezionamento dell’accordo, Havant e Intesa si presentano quindi come un unico partner end-to-end per le imprese che intendono affrontare la trasformazione digitale combinando Intelligent Automation, Digital Trust, AI, data governance e conformità normativa. Nei documenti, l’acquisizione viene descritta come “un trampolino, non un traguardo”: una tappa di un percorso di crescita europea che il gruppo intende continuare.

L’intervista di Affaritaliani a Massimo Missaglia, CEO e Founder di Havant

A margine dell’evento Massimo Missaglia ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “Dal punto di vista del cliente, il valore principale è legato alla possibilità di contare oggi su una filiera end-to-endcompleta, in grado di indirizzare l’intero percorso di digitalizzazione dei processi trasversali all’interno delle organizzazioni attraverso un unico interlocutore”. “Credo che questo sia un elemento importante: ogni pillardella filiera trova una risposta. Non siamo gli unici a presidiare singole aree, ma offrire una risposta unica sull’intera filiera, con un unico interlocutore di valore, rappresenta un fattore distintivo”. Missaglia spiega che si tratta, infatti, di un’organizzazione ormai significativa, tra i principali player nel mondo del trust in Europa. “Credo che questo sia il più grande valore che le aziende avranno e che ci stanno già riconoscendo”.

Il digital trust e l’intelligenza artificiale stanno modificando lo scenario di business. Di conseguenza, le aziende sono chiamate a ripensare i propri processi a partire da questi elementi e da questi pillar tecnologici. La normativa, in questo contesto, deve accompagnare l’evoluzione, perché alle grandi opportunità si affiancano anche nuovi rischi.

“È opportuno che le normative diano linee guida alle aziende per operare in una logica di compliancea tutto tondo”, sottolinea Missaglia. Allo stesso tempo, le regole devono essere compatibili con lo scenario di mercato: “Oggi l’Europa è probabilmente l’area più regolamentata. Questo non significa necessariamente che sia un problema; l’importante è che la compliancee le normative non diventino un vincolo all’evoluzione, perché questo comporterebbe una perdita di valore per le aziende europee”. In questo scenario assume un’importanza particolarmente rilevante l’unione tra il mondo del trust e quello dei processi aziendali. Havant nasce con l’obiettivo di affiancare le aziende nei percorsi di trasformazione digitale, mentre Intesa, forte di una lunga storia e di un posizionamento di mercato rilevante, nasce per garantire i servizi trust.

“Unire questi due elementi permette alle aziende di operare in un contesto di trasformazione digitale in maniera completa e con la massima garanzia”. Sul mercato esistono operatori specializzati nei servizi trust e operatori focalizzati sulla digitalizzazione, ma sono pochi quelli in grado di offrire un approccio realmente end-to-end. “L’intera filiera, un interlocutore unico, l’utilizzo dei servizi trustall’interno dei processi: credo che questo sia il valore più importante”.

Missaglia ricorda quanto osservato dal professor Maffè, viene infine evidenziato che l’adozione della firma digitale non coincide, di per sé, con la digitalizzazione di un processo. “Questo è il vero elemento: portiamo i servizi trust, che Intesaha sempre garantito in modo importante, all’interno dei processi, unendoli alla capacità di Havant, riconosciuta dal mercato, di essere un partner e un interlocutore nei percorsi di trasformazione digitale”.

L’intervista di Affaritaliani a Giuseppe Mariani, General Manager Intesa

Giuseppe Mariani, ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “L’acquisizione è importantissima perché arriva in un momento storico particolare per l’azienda. Oggi avevamo bisogno di trovare la nostra strada insieme a un gruppo che condividesse la nostra value proposition. Con Havantabbiamo individuato una complementarità perfetta, sia in termini di soluzioni sia di go-to-market. Operiamo in due ambiti di mercato diversi e offriamo soluzioni complementari, differenti ma integrabili tra loro. Tutto questo rappresenta il valore che cercheremo di mettere a sistema e di portare ai nostri clienti”. “Si tratta quindi del collegamento ideale, rispetto a ciò che facevamo fino a ieri. Ci aspettiamo sicuramente maggiore agilità, maggiore velocità e, soprattutto, la possibilità di offrire ai nostri clienti una value propositionpiù ampia dal punto di vista dei servizi e delle soluzioni. Questo ci consentirà di ampliare il mercato a cui ci rivolgiamo e il numero di soluzioni che possiamo proporre ai nostri clienti”, ha concluso Mariani.

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