HDD più cari per 14 anni, negli USA scatta la class action contro TDK e NHK
L'ennesima class action indetta negli Stati Uniti e che interessa l'ambito tech prende di mira i produttori di un componente essenziale per gli HDD meccanici. Si tratta di TDK (Hutchinson, Magnecomp, SAE Magnetics) e NHK (NAT Peripheral). L'accusa rivolta nei loro confronti è seria: aver fatto cartello e stabilito in modo illegale i prezzi dei gruppi di sospensione, le braccia sulle quali sono montate le testine che si occupano di leggere e scrivere i dati. Neanche a dirlo, la spesa extra è ricaduta prima sulle spalle dei rivenditori, poi inevitabilmente su quelle degli utenti finali.
IL CARTELLO DEGLI HDD: NUOVA CLASS ACTION NEGLI USA
La causa legale fa riferimento a un periodo piuttosto ampio, dall'inizio del 2003 alla fine del 2016, indicativamente fino a quando gli SSD non hanno iniziato a essere molto diffusi anche nel segmento consumer. Possono partecipare tutti i privati e le realtà che in quel lasso di tempo hanno acquistato un'unità. A raccogliere la documentazione è la Corte del Northern District californiano, specificando che al momento non ha ancora deciso chi ha ragione o torto
, che non sono disponibili fondi e non vi è alcuna garanzia che lo saranno in futuro
. Insomma, non è certo che l'azione avrà un seguito.
Per come sono strutturate le class action oltreoceano, in questa fase gli utenti non devono far nulla per acquisire il diritto a un eventuale risarcimento. Al contrario, avranno tempo fino al 23 agosto per esprimere in modo esplicito l'intenzione di rinunciarvi, attraverso una sorta di opt-out. Trattandosi di prodotti distribuiti a livello globale, potremmo assistere al lancio di iniziative simili altrove, ma seguendo iter diversi a seconda della giurisdizione.
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