I formidabili protagonisti di Pitti Fragranze 2026, da Niccolò Pasqualetti a Daniela Andrier
Non c’è confine anagrafico, spaziale e temporale alla creatività di un naso. Al suo fiuto e amore per gli odori e le fragranze che gli permettono di creare composizioni sempre nuove, utilizzando note e molecole olfattive di sintesi o naturali per dare vita a una visione o a un ricordo o a un pensiero. Sotto forma di fragranza. L’ultima edizione di Pitti Fragranze 2026 ci ha fatto incontrare alcuni protagonisti della profumeria di ricerca. Sono nasi emergenti (che arrivano dalla moda); storici e famosissimi per aver creato profumi che hanno segnato la storia delle fragranze ma che si reinventano; nomi al primo sguardo sconosciuti ma che nascondono avi celebri; profumieri italiani che dettano le note della profumeria coreana. Da Niccolò Pasqualetti a Daniela Andrier, da Veronique Spoturno a Luca Maffei.
Daniela Andrier lancia Apollinaire: la sua collezione di profumi/poesie
È pronta ad arrivare a gennaio 2027, la nuova e prima collezione di fragranze di Daniela Andrier, composta da sei fragranze e creata insieme a Fabio Zambernardi, ex design director di Prada e Miu Miu. Maître Parfumeur di origini tedesca e studentessa di Filosofia, poi, alla Sorbona di Parigi, è la firma di famosissime fragranze. L’ultima (quasi edibile) è Fleur de Lait di Miu Miu; le prossime, invece, saranno le sue. Dopo successi iconici (come Prada Candy e Infusion d’Iris sempre di Prada), diventa autrice per se stessa. Attraverso componimenti olfattivi che riportano il nome di componimenti poetici. Quelli di Apollinaire, poeta e drammaturgo francese della Belle Époque.
«Il cognome di Guillaume mi ha subito incuriosito: quando sono arrivata per la prima volta a Parigi, da giovanissima, era la parola che più mi incuriosiva», spiega Andrier dal palco di Pitti Fragranze. «E dopo tante ricerche per il nome da dare alla mia collezione, ho scelto Apollinaire. In fondo, con le mie fragranze vorrei spingere chi le sente e le indossa a ritrovare la poesia del presente».

Ritratto di Daniela Andrier – Courtesy Press Office
Il tempo non esiste per Daniela Andrier. Si sovrappone, anno dopo l’anno: ogni epoca contiene l’epoca passata e quella futura. Così, il ricordo della mamma, persa quando era appena un’adolescente, torna nel profumo di quella torta che la madre le preparava una volta all’anno nel giorno del suo compleanno. «E c’era sempre un po’ di caffè. Quel profumo…», racconta ancora Andrier, «le fragranze hanno come temi la luce, la memoria, le emozioni, la natura. Saranno fragranze che suggeriscono e non si impongono. Vorrei che il mio profumo aiutasse a creare uno spazio dove ognuno è libero di esprimere se stesso. Trovo che le fragranze attuali siano molto aggressive: i miei sono jus per così dire, anti-violenza. Educati, cordiali: fragranze che ti tengono la porta con quel gesto gentile che è sempre più difficile incontrare. Jus che stimolano un pensiero o fanno riemergere un ricordo, una sensazione».
Tra le fragranze che abbiamo sentito in anteprima, ci ha colpito quella al gelsomino. «Quando la senti ti senti tutto un gelsomino», spiega Daniela Andrier, «quel fiore che fiorisce così attaccato all’estate, rievoca il momento più bello dell’anno». Le sei fragranze della collezione Apollinaire non si prestano al layering olfattivo. Per Daniela Andrier il layering può funzionare bene sono se è di coppia: la fragranza che nasce dall’abbraccio di due persone che indossano due fragranze differenti è magica.
Il profumo di Niccolò Pasqualetti sfugge ogni etichetta
Special Guest di Pitti Fragranze 2026, il designer toscano Niccolò Pasqualetti, uno dei protagonisti più interessanti della moda italiana, finalista al LVMH Prize 2024, presenta la sua prima collezione di fragranze. L’installazione ha mostrato la ricerca sperimentale che è all’origine del suo debutto olfattivo e i materiali che sono serviti come spunto di ispirazione per i tre profumi creati: i cristalli. La profumeria d’autore accoglie l’ingresso di un nuovo membro, con la collaborazione del Maître Parfumeur Cristiano Canali.

Il designer Niccolò Pasqualetti presenta la sua collezione all Paris Fashion Week – Foto Getty Images
«Ho spaziato molto, per creare questo universo», racconta Niccolò Pasqualetti, «vorrei specificare che è un progetto indipendente ed è parallelo alla moda. Non è un accessorio delle mie collezioni. Ho creato profumi che non avessero note immediatamente riconoscibili: profumi che non possono essere identificati o etichettati».
Concettuali, introspettivi, fragranze che pongono di fronte a una dualità. E traspongono nel linguaggio olfattivo i principi di inclusività già presenti nel lavoro dello stilista.
Véronique Spoturno riporta in vita la passione del famoso bisnonno
Ha origini corse (e probabilmente anche liguri), il cognome di Véronique Spoturno. Fondatrice di un’azienda di profumi di nicchia, Maison Spoturno, vanta, anzi nasconde e soltanto sussurra, radici iconiche nel mondo delle fragranze. Il bisnonno era François Spoturno detto François Coty. Un nome, una visione geniale, un impero. L’idea dalla pronipote è trascendere il suo spirito innovativo e audace per creare capolavori olfattivi che abbraccino la modernità. Per sviluppare il suo marchio di alta profumeria francese è stata ispirata dagli antichi ricettari dei suoi antenati.

Courtesy Press Office
Con un salto di oltre 120 anni, dalla morte del bisnonno, nel 1934, Véronique Spoturno lancia quelle che sarebbero oggi le creazioni del suo antenato. Profumi moderni e iconici, concepiti con totale libertà e standard rigorosi.
Luca Maffei è il naso italiano dietro molte fragranze coreane
L’edizione 24 di Pitti Fragranze è stata ricca di brand provenienti dalla Corea. Dal mondo della skincare e delle fragranze. Ed è stato sorprendente scoprire come dietro una delle più curiose e interessanti realtà coreane di profumi ci sia un naso italiano: Luca Maffei.
Perfumer di fama mondiale, fondatore di Atelier Fragranze Milano, ha creato composizioni intime, nello stile della tendenza coreana, per Sisology. Il brand che con le fragranze, come fossero l’obiettivo di una macchina fotografica, cattura i momenti speciali e sociali di ogni giorno. Quelli che si condividono e si ricordano. Tra le fragranze firmate da Maffei, c’è Closer: istantanea olfattiva che esplora e cattura la distanza sottile, l’armonia e lo spazio che vivono tra due persone.
Hold the Light rievoca un momento difficile che si attraversa con fede e speranza. Mute è un tributo all’iris che sorprende con le sue fioriture selvatiche e nasconde il suo profumo non nei petali ma nel suo rizoma.
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