I microrganismi, e non gli uomini, determinano le vicende di questo mondo

I microrganismi – detti comunemente microbi – sono stati la prima forma di vita unicellulare ad apparire sulla Terra – 3,8 miliardi di anni fa. Si stima che il nostro pianeta sia attualmente popolato da almeno cento miliardi (10 elevato alla undici) di specie diverse di microrganismi, in maggioranza batteri, ma anche virus e altri organismi unicellulari come funghi e alghe. Sì, avete letto bene: miliardi e miliardi di specie diverse tra loro. Pertanto, la cifra che li caratterizza è l’estrema diversità.
Non molti sanno, però, che solo una infinitesima parte di queste specie (poco più di un migliaio) è responsabile di malattie infettive, più o meno gravi. L’evoluzione, infatti, ha favorito i microrganismi che non uccidono i loro ospiti perché dipendono da questi ultimi per sopravvivere. Questo significa che le specie restanti – cioè poco meno di cento miliardi – sono formate da microrganismi utili ed essenziali per l’uomo e per l’intero ecosistema poiché è da loro che dipende la nostra vita.
Nonostante ciò, è altrettanto vero che la storia umana è stata segnata da un ristretto gruppo di microrganismi patogeni che hanno causato la morte di centinaia di milioni di persone. Del resto, un forte promemoria dell’impatto che un microrganismo può avere sulla salute e sulla società è la recente pandemia legata al virus SARS-cov-2, che secondo le stime della Who (World Health Organization) ha ucciso finora venti milioni di persone (cfr. Who et al., 2022). I documenti storici sono peraltro pieni di descrizioni di gravi malattie infettive che hanno letteralmente cambiato la storia umana e alcuni dei saggi raccolti in questo libro parlano proprio di questi eventi e dei loro risvolti politici, sociali ed economici.
Data la retrospettiva storica, ne deriva che nell’immaginario collettivo i microrganismi siano degli esseri viventi – invisibili a occhio nudo – dei quali ci si deve sbarazzare il prima possibile così che non possano nuocere all’uomo. E in effetti, a giudicare dalle decine di spot televisivi sulle proprietà sterilizzanti di questo o quel detergente, la “sterilità” di un ambiente o di un oggetto viene commercialmente venduta come un valore in sé positivo. Non sempre però è così. In antropologia sociale, ad esempio, la “sterilità” è usata come metafora per rappresentare un disvalore perché l’essere definiti “sterili” da qualcuno non è certo un complimento per nessuno!
Questo libro è una raccolta di racconti che vedono protagonisti i microrganismi, ma non solo. Molte di queste storie, alcune con episodi della mia vita di ricercatore, le ho raccontate durante le lezioni di microbiologia per biologi e biotecnologi dell’Università di Bologna negli anni dal 1995 al 2019.
La microbiologia è una materia affascinante ma che può diventare noiosa se divulgata come un elenco pressoché infinito di batteri o virus. Il mio intento nel trattare a lezione anche temi non microbiologici era duplice: tenere alta l’attenzione degli studenti associando un determinato microrganismo a importanti avvenimenti storici e sociali così che nome e caratteristiche dell’organismo trattato restassero nella mente dello studente ben oltre il termine della lezione. A fine anno, rileggendo i commenti dei miei studenti sulle schede di valutazione del corso, capivo se, e in che misura, il corso e i miei racconti fuori programma fossero stati apprezzati. In genere, la maggioranza aveva dato una valutazione positiva alle lezioni, ma alcuni (per fortuna pochi) avevano giudicato le mie divagazioni inopportune, scrivendo sulla scheda: “il prof mi distrae parlando d’altro”. L’altro, a cui alcuni studenti facevano riferimento, è quello che ho trattato in questo libro ed è quella parte della microbiologia che ci permette di uscire dall’aula e che lega le nozioni scientifiche alla storia della Terra e degli esseri viventi. E, credetemi, sono rari i casi nei quali un microrganismo non abbia una sua vita nascosta che merita di essere raccontata.
Da questa introduzione emerge in modo chiaro che molti aspetti della storia umana e dell’intero ecosistema sono influenzati, piaccia o non piaccia, dall’attività di creature invisibili, i microrganismi, appunto. D’altro canto, se l’influenza dei microrganismi sulla nostra esistenza è un fatto acclarato, poca o nessuna attenzione viene data alle conseguenze dell’impatto umano sui microrganismi. Questo aspetto, invece, non dovrebbe essere sottovalutato dal momento che i microrganismi, interagendo con l’intero ecosistema, sostengono tutte le forme di vita sulla Terra (cfr. Rappuoli et al., 2023). Per avvalorare questa tesi, i racconti che ho raccolto in questo libro riguardano pochi microrganismi causa di gravi malattie o di morte nell’uomo e moltissimi microrganismi utili per noi e per il pianeta.
Concludo, con una affermazione che potrebbe apparire catastrofica in una visione antropocentrica della vita sulla Terra: la diversità e la versatilità dei microrganismi di adattarsi ai cambiamenti ambientali è così grande, se paragonata a quella dell’uomo o degli animali più evoluti, che i microrganismi – magari diversi dagli attuali – continueranno senza ombra di dubbio a colonizzare e plasmare il nostro pianeta anche quando noi, e gli altri esseri viventi, avremo abbandonato la scena.
L’ovvia conclusione è che sono i microrganismi e non gli organismi superiori (ad esempio Homo sapiens) a determinare le vicende di questo mondo. Beh, io sarò di parte, ma leggendo questo libro sono certo che anche voi arriverete alla mia stessa conclusione.

Tratto da “Invisibili giganti”, di Davide Zannoni, ed. Carrocci, pp. 208, 20,90€
L'articolo I microrganismi, e non gli uomini, determinano le vicende di questo mondo proviene da Linkiesta.it.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)