Il caldo a 43°C riduce del 6% la capacità nucleare francese: già tagliati 4 GW e ora possibili ulteriori limitazioni

24 Giugno 2026 - 12:34
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Il caldo a 43°C riduce del 6% la capacità nucleare francese: già tagliati 4 GW e ora possibili ulteriori limitazioni

Una straordinaria ondata di caldo torrido, con temperature che hanno sfiorato i 43 °C, ha colpito duramente la Francia, costringendo il colosso energetico Edf (Électricité de France) a correre ai ripari. Dalla notte tra lunedì e martedì è stato spento il reattore nucleare da 1,3 GW di Golfech 2, ma come resoconta l’agenzia specializzata in questioni energetiche Montel, sono adesso ben tre i reattori che hanno ridotto la produzione. Questa situazione climatica estrema ha infatti costretto Edf a effettuare un taglio immediato di circa il 6% della capacità nucleare complessiva del Paese, portando la riduzione totale a quota 4 GW. Le centrali termonucleari transalpine dipendono fortemente dai corsi d’acqua interni per i loro sistemi di raffreddamento, un meccanismo che entra in grave sofferenza quando il termometro sale oltre i livelli di guardia stagionali.

La ragione principale di queste repentine limitazioni risiede nelle rigide normative ambientali che tutelano la flora e la fauna dei fiumi francesi, in particolare lungo i bacini del Rodano e della Garonna. Quando l’acqua fluviale viene prelevata per raffreddare i reattori, viene successivamente reimmessa nel flusso a una temperatura superiore. Se il fiume è già surriscaldato dall’afa, lo scarico termico rischia di devastare l'ecosistema acquatico. Per evitare questo disastro ecologico, la legge impone a Edf di ridurre la potenza o spegnere gli impianti.

Le prospettive a breve termine rimangono fortemente critiche, poiché le previsioni meteorologiche indicano il persistere di temperature eccezionali e di una grave siccità, con condizioni analoghe alla devastante estate 2003. Di conseguenza, Edf ha già emesso avvisi formali circa la concreta possibilità di dover applicare ulteriori restrizioni alla produzione nei giorni successivi, estendendo i tagli anche ad altri siti atomici non ancora coinvolti. La flessibilità del sistema è messa a dura prova da un’estate che si preannuncia complessa. E questo sta avvenendo proprio mentre il sistema elettrico nazionale, sovraccaricato dal massiccio ricorso ai sistemi di raffreddamento, è sottoposto a forti stress. La situazione tra l’altro non migliorerà col passare dei giorni, considerando che la «canicule», come chiamano in Francia i periodi di caldo estremo prolungato, farà da padrone ancora almeno per tutta la prima metà di luglio.

Le autorità assicurano che nonostante la contrazione della produzione delle centrali nucleari la sicurezza della rete elettrica nazionale e l’approvvigionamento dei cittadini non sono a rischio. Tuttavia, la riduzione della disponibilità di energia in Francia, che storicamente rappresenta il principale esportatore di elettricità in Europa, sta già provocando forti tensioni sui mercati energetici continentali. La minore offerta rischia infatti di innescare una fiammata dei prezzi all’ingrosso dell’elettricità a breve termine in tutta la regione.

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