Il waterfront di Livorno cambia pelle, grazie al Pnrr (e al fotovoltaico)

23 Giugno 2026 - 16:19
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Il waterfront di Livorno cambia pelle, grazie al Pnrr (e al fotovoltaico)

Nella città labronica la Darsena Vecchia e gli Scali Cialdini cambiano volto, tra recupero delle banchine storiche, spazi più accessibili, servizi per la pesca professionale e produzione di energia solare. A Livorno è stato inaugurato l’intervento di riqualificazione funzionale ed energetica dell’area portuale, finanziato integralmente dal Pnrr attraverso il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, con un investimento complessivo di 1,7 milioni di euro.

Al taglio del nastro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale, Davide Gariglio, la vicepresidente della Regione Toscana Bintou Mia Diop e il sindaco Luca Salvetti. Il progetto interviene su un tratto di waterfront storicamente legato alla marineria e alla vendita del pescato, cercando di coniugare la fruizione pubblica degli spazi con le esigenze operative della flotta peschereccia locale.

In Darsena Vecchia è stato rimosso l’asfalto esistente e sostituito con una pavimentazione architettonica in betonelle, integrata da percorsi tattili per le persone con disabilità sensoriale. Sul piazzale del Pennello sono state installate due pensiline in acciaio zincato, rivestite con doghe in legno composito, materiale scelto per la durabilità nell’ambiente salmastro. Le strutture ospitano moduli fotovoltaici di colore verde, studiati per minimizzare l’impatto paesaggistico.

Il restauro ha riguardato anche le scale monumentali in granito e travertino, sottoposte a un intervento conservativo che ha previsto la rimozione delle croste nere e il riposizionamento di blocchi lapidei asportati nel tempo. Per agevolare le operazioni marittime, sono stati inoltre collocati pontili galleggianti con passerelle di accesso e colonnine per l’erogazione di acqua ed elettricità.

Agli Scali Cialdini il progetto ha puntato invece sulla rigenerazione delle strutture esistenti, evitando demolizioni integrali. I sedici box destinati ai pescatori sono stati riqualificati con nuove doghe in legno composito, mentre la vecchia copertura in acciaio, ormai deteriorata, è stata sostituita con una nuova pensilina tecnologica dotata di un impianto fotovoltaico da circa 20 kWp e sistemi di accumulo a batterie.

L’intervento comprende anche nuovi punti per la raccolta differenziata dei rifiuti prodotti dalle attività di pesca e un sistema di illuminazione pubblica a Led, progettato per resistere alle condizioni tipiche dell’ambiente costiero. La pesca professionale mantiene dunque la propria presenza lungo le banchine, concentrando però la vendita del pescato in un’unica area dedicata.

«Questo intervento rappresenta un tassello chiave per una reale integrazione tra il porto e la città di Livorno. Grazie alle risorse del Pnrr, siamo riusciti a coniugare la tutela del patrimonio storico con le sfide della transizione ecologica, garantendo al contempo un supporto concreto alla qualità del lavoro svolto in quest'area. Il nostro obiettivo principale – ha dichiarato Gariglio – era restituire alla cittadinanza spazi pienamente accessibili e riqualificati, offrendo contemporaneamente ai pescatori infrastrutture moderne, efficienti e sostenibili, nel pieno rispetto dei più rigorosi criteri ambientali».

Per Salvetti, l’opera si inserisce nel più ampio percorso di rigenerazione del fronte mare cittadino, costruito attraverso la collaborazione tra Comune e Autorità portuale. «L'AdSP ha ottenuto i finanziamenti necessari e il Comune ha contribuito con un'idea forte, pienamente condivisa dal presidente Davide Gariglio, che è stata quella riqualificare la passeggiata che va dalla scritta Livorno fino ai Quattro Mori», ha dichiarato il sindaco.

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