Il Decreto Lavoro è legge, Meloni: «Avanti così». Dal salario giusto agli sgravi per giovani e donne: tutte le novità

24 Giugno 2026 - 18:41
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Il Decreto Lavoro è legge, Meloni: «Avanti così». Dal salario giusto agli sgravi per giovani e donne: tutte le novità

Il Decreto Lavoro è legge, Meloni: «Avanti così». Dal salario giusto agli sgravi per giovani e donne: tutte le novità

Il decreto lavoro è legge. Il via libera definitivo al provvedimento che introduce, tra gli altri, il principio de salario giusto e che il governo ha varato lo scorso 1 maggio è arrivato ufficialmente da Palazzo Madama, che ha detto sì. Immediata soddisfazione è stata espressa dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che da Berlino, dove è in corso il Vertice dei Paesi E5, ha commentato attraverso i suoi canali social: «Oggi il Senato ha approvato in via definitiva il Decreto Lavoro. Manteniamo gli impegni presi con gli italiani: difendere chi lavora, favorire nuove occupazioni, premiare le imprese che investono sul lavoro di qualità. Lo facciamo introducendo il principio del salario giusto e intervenendo sulla disciplina dei rinnovi dei contratti collettivi, incentivando le assunzioni per giovani e donne, favorendo la conciliazione tra vita familiare e lavoro, contrastando sfruttamento e caporalato digitale. Continuiamo a seguire una strada chiara: sostenere il lavoro, non la dipendenza dai sussidi. Creare opportunità, non assistenzialismo esasperato. Dare dignità a chi ogni giorno manda avanti questa Nazione con il proprio lavoro». Il post di Meloni si conclude guardando al domani: «Avanti così, perché il lavoro è dignità, libertà e futuro».

Calderone, ‘ok aula passo fondamentale’

Ad intervenire sull’approvazione definitiva è stata anche Marina Calderone, ministro del Lavoro del governo Meloni, sottolineando che la conversione in legge del decreto lavoro «per noi è un passo fondamentale: è un decreto a cui abbiamo lavorato tanto e su cui abbiamo avuto un’importante condivisione e confronto con le parti sociali. È frutto di un lavoro che va avanti da quattro anni e che ci vede portare i temi del lavoro e delle politiche sociali in ogni provvedimento importante che questo governo ha adottato». La titolare del dicastero di via Veneto ha poi ricordato che il testo «è figlio delle politiche fatte in sede di legge di bilancio 2026, dove abbiamo sostenuto i rinnovi contrattuali, la fiscalità di vantaggio per la contrattazione di secondo livello e il lavoro faticoso. Oggi sosteniamo le aziende che assumono i lavoratori e le lavoratrici giovani o che operano nei territori della Zes unica, sosteniamo la stabilizzazione contratti a termine, diamo continuità ai nostri interventi, che hanno uno spirito comune: costruire e mettere tasselli importanti» come quello del «salario giusto ancorato al trattamento economico complessivo».

Dal salario giusto alla decontribuzione: ecco il decreto lavoro da quasi 1 mld

Via libera definitivo in Parlamento al decreto del 1 maggio da circa miliardo di euro. Tra le norme previste c’è il “salario giusto”, che costituisce la principale novità introdotta dalla maggioranza, in risposta al salario ‘minimo’ proposto dalle opposizioni e dalla Cgil. Mentre il salario ‘minimo’ avrebbe stabilito per legge con tetto minimo di remunerazione oraria a nome euro lordi uguale per tutti i lavoratori, il salario ‘giusto’ è un Trattamento economico complessivo, Tec, sulla base dei ccnl che garantisce quindi retribuzioni non inferiori ai minimi tabellari stabiliti dai principali contratti collettivi nazionali. In base alle modifiche introdotte nell’iter parlamentare il Tec dovrà prevede tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, mensilità aggiuntive, indennità e prestazioni di welfare.

Zero contributi giovani e donne. Proroga fino al 31 dicembre della decontribuzione sulle assunzioni stabili di under35 per due anni, con uno ‘sconto’ totale massimo fino a 500 euro al mese o fino a 650 euro per le assunzioni nella Zes. Esteso fino a fine anno anche il bonus per le donne con uno sgravio contributivo per 24 mesi fino a 650 euro al mese e fino a 800 euro per le lavoratrici nella Zes. In alcuni casi la decontribuzione può essere di 12 mesi. Previsti dei ‘paletti’ per le imprese: ne possono beneficiare solo quelle con massimo di 10 dipendenti, che non abbiano licenziato nei sei mesi precedenti e nelle quali le assunzioni portino ad un aumento occupazionale netto. Incentivi al lavoro stabile.

Il dl prevede poi l’esonero contributivo totale per due anni per un tetto massimo di 500 euro mensili per la trasformazione – tra il primo agosto ed il 31 dicembre 2026 – dei rapporti di lavoro precario in contratti a tempo indeterminato per il personale non dirigenziale. Rider più protetti. Dalla verifica dell’identità digitale alla trasparenza dell’algoritmo, il decreto introduce norme più severe contro il caporalato digitale per i rider al servizio delle maxi piattaforme. Il rapporto di lavoro si considererà di tipo ‘subordinato’ nel momento in cui emergano circostanze che indicano l’esistenza di poteri di direzione e controllo.

Lavoro-famiglia. Sgravio contributivo fino all’1% nel limite di 50mila euro annui per il 2026, 2027 e 2028 per le aziende che favoriscono la conciliazione lavoro-famiglia.

Previdenza complementare. Torna al 50% la quota che può liquidata in forma di capitale (cioè in un’unica soluzione) al momento del pensionamento, rispetto al 60% previsto dalla manovra di bilancio.

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