Il mercato di Sartori: "Seguivo Calafiori al Basilea e presi Ndoye, ma volevo Diouf dell'Inter. Segnatevi questi due nomi"
L'uomo mercato rossoblù confida qualche retroscena
Giovanni Sartori, direttore dell'area tecnica del Bologna, ha parlato a La Gazzetta dello Sport:
“Macché fenomeno. Sono una persona normalissima. E in questo mondo, mi creda, essere nella normalità è un vantaggio. Lo sa, vero, come diceva quel genio di Lucio Dalla? Che ‘l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale’. Verità”.
DOMENICO TEDESCO
“È stato nei nostri pensieri due anni fa quando poi è venuto Italiano: ci eravamo trovati un paio di volte, siamo rimasti in contatto, scambio e condivisioni sulle vedute circa i calciatori. Quando c’è stato il momento della sostituzione abbiamo pensato a lui, conoscendo le sue risposte in tempi non sospetti. Ci siamo riparlati, ha condiviso con noi il progetto. Ci piace perché è moderno, propositivo, non integralista, lui faceva vari moduli, dalla difesa a cinque alla quattro, oltre agli accorgimenti in gara. Un allenatore internazionale che ha allenato il Belgio e in tre campionati europei in cui anche vinto due trofei. E parla cinque lingue. A lui interessavano l’Italia e il Bologna. Ci eravamo lasciati due anni fa con un po’ di dispiacere ma con la speranza di ritrovarci dopo qualche anno. Il suo sangue italiano credo abbia influito molto sulla decisione: aveva anche altre richieste (ancora dalla Turchia, ndr) ma ha scelto noi”.
ITALIANO
“Speravo restasse, personalmente, per proseguire sul nostro cammino e dare un seguito al nostro progetto, dopo due anni fatti molto bene. Il perché dell’addio? Pensava che un ciclo fosse finito e quando succede questo, anche se tu provi con insistenza a fargli cambiare idea, un tecnico va avanti su quella strada. Quando abbiamo capito che sarebbe andato via? Ognuno ha le proprie sensazioni... Così come le avevo di Motta, diciamo che le ho avute per lui. Sapevamo che sarebbe potuto entrare in un effetto domino, ecco... Mi pare lo volesse pure il Benfica”.
ORSOLINI
“Lui sa che è stimatissimo dalla società, dagli ultimi allenatori che ha avuto ed è stimato da chi arriverà. Il contratto con la nostra proposta ce l’ha nel suo cassetto, deve solo firmarlo. Se sono ottimista? Non so, dipende da lui: abbiamo fatto lo sforzo più grande che potevamo fare, con la speranza che lui possa diventare il Bulgarelli degli Anni 2000. Poi non so, magari lo vuole Italiano in Turchia (ride, ndr). Anche a Freuler abbiamo fatto un’offerta, ci pensa e ci penserà, se decide di firmare saremo tutti contenti, anche Tedesco stesso. Lucumi credo che abbia deciso per un’esperienza diversa, poi se deciderà di stare qui anche lui saremo felici. Rowe non è sul mercato. Il telefonino è ‘off’”.
IL RETROSCENA SU DIOUF
“Pensi che ero andato a vedere Calafiori e scoprimmo quanto era forte Ndoye. Sa chi volevo prendere? Diouf, quello dell’Inter, ma costava troppo".
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