Il Vannacci pensiero nel salotto di Gruber: quote rosa, migranti e Lgbtq+. Cosa ha detto il Generale
Roberto Vannacci a ruota libera nel salotto di Lilli Gruber. Ospite di “Otto e mezzo”, la trasmissione di approfondimento politico in onda su La7, il generale e fondatore di Futuro Nazionale ha sintetizzato quello che è il suo pensiero, già spiegato in passato nel suo libro “Il mondo al contrario”.
I migranti e la “deportazione”
Oltre alle dichiarazioni prettamente politiche sul suo addio alla Lega di Matteo Salvini e sul governo di Giorgia Meloni, Vannacci è tornato sui temi che l’hanno reso noto al pubblico, a partire dalla questione migranti. Un argomento a cui è arrivato facendo iniziare il proprio ragionamento con una riflessione sulle tasse. Secondo il generale, “l’immigrazione illimitata assorbe risorse dello Stato. Gli immigrati pagano pochissime tasse e non contribuiscono allo stato sociale. Basta vedere il livello della contribuzione e il numero di immigrati che non hanno alcun lavoro e non possono averlo in quanto clandestini”. Inevitabile un passaggio sulla remigrazione: “Vanno remigrati coloro che non hanno motivo e diritto di essere da noi. Sono la maggior parte”, ha affermato Vannacci. “Come si fa la remigrazione? Intanto, creando tanti Cpr. Ci sono già accordi bilaterali per il rimpatrio, con quasi tutti i Paesi. Il problema è che poi in Europa c’è qualcuno che fa parte di questa alleanza di centrodestra che quando c’è da votare sull’applicazione di questi accordi vota contro”. Poi ha aggiunto: “Grazie al decreto sui Paesi sicuri passato in Europa, qualora manchi un accordo bilaterale col Paese dal quale provengono, possiamo portare queste persone in Paesi terzi sicuri. L’importante è che non stiano da noi. Se vanno deportati? Se con ‘deportazione’ intendiamo movimentazione coatta al di là della loro volontà, certo. Dobbiamo portarli in Paesi sicuri che li accetteranno e poi li instraderanno verso il loro Paese”.
Vannacci: “Quote rosa? Le donne valgono per quello che sono”
Destinate a suscitare polemiche anche le affermazioni sulle quota rosa. A proposito della riforma della legge elettorale, Vannacci ha detto che “la proposta per ridefinire le quote rosa nelle liste è mia. Le donne valgono per quello che sono, non per il sesso che hanno. Il 50% del nostro elettorato è composto da donne e saranno libere di votare le donne che vogliono”. L’idea dell’ex generale è che sia necessario abbassare il numero dei posti riservati alle donne nelle liste elettorali. L’emendamento è stato avanzato alla Camera da tre nuovi acquisti di Futuro Nazionale: gli ex leghisti Laura Ravetto e Rossano Sasso e l’ex FdI Emanuele Pozzolo.
Vannacci: “Non capisco perché l’orientamento sessuale debba dar luogo a diritti”
Infine, una stoccata anche alla comunità Lgbtq+, i cui rappresentati “non li metto alla porta, ma non li invito alle riunioni di partito, né mi metto a discutere su determinati paletti – secondo me sono estremamente chiari – su quella che è la famiglia naturale, che continuo a promuovere”, ha detto Vannacci nell’intervista con Lilli Gruber. “Non capisco perché il frutto di un orientamento sessuale, quindi di un gusto personale, debba dare luogo a diritti“. Insomma, una summa del Vannacci-pensiero in poco più di mezz’ora di dialogo con la giornalista, che non ha risparmiato critiche al leader di Futuro Nazionale: “Complimenti, continuiamo a fare passi indietro”, gli ha detto, commentando in particolare le dichiarazioni su quote rosa e comunità Lgbtq+.
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