Inchiesta Nexus a Siracusa, opposizioni all’attacco. Gilistro: “Italia si dimetta”

14 Ottobre 2026 - 19:25
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Inchiesta Nexus a Siracusa, opposizioni all’attacco. Gilistro: “Italia si dimetta”

L’inchiesta Nexus sugli appalti pubblici a Siracusa apre un fronte politico che investe direttamente l’amministrazione del sindaco Francesco Italia. Dopo l’esecuzione delle misure cautelari disposte nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura europea, arrivano le prese di posizione dei partiti e dei movimenti cittadini. Dalle richieste di chiarimento sulla gestione degli affidamenti pubblici fino alla domanda esplicita di dimissioni del primo cittadino, le opposizioni chiedono risposte a Palazzo Vermexio.

Al centro delle reazioni politiche c’è soprattutto la posizione di Concetta Carbone, vicepresidente del Consiglio comunale ed ex assessora della giunta Italia, raggiunta dalla misura degli arresti domiciliari. Le contestazioni degli inquirenti, ancora da verificare nelle successive fasi del procedimento, riguardano un presunto sistema di favori e affidamenti pubblici, con possibili ricadute anche sul sostegno elettorale. Tra le opere finite sotto la lente investigativa figura l’ostello per i lavoratori stagionali di Cassibile.

La richiesta più netta arriva dal deputato regionale di ControCorrente Carlo Gilistro, che invita Francesco Italia a lasciare la guida del Comune. “Di fronte a quanto sta emergendo dall’inchiesta della Procura europea di Palermo, il sindaco di Siracusa Francesco Italia deve compiere un atto di responsabilità e rassegnare le dimissioni. Non si tratta di anticipare sentenze o di sostituirsi alla magistratura, ma di prendere atto della gravità di una vicenda che investe direttamente l’immagine e la credibilità dell’amministrazione comunale e impone una risposta politica all’altezza”.

Secondo Gilistro, l’inchiesta non può essere letta soltanto attraverso le singole posizioni giudiziarie. Il deputato richiama il ruolo ricoperto da Carbone nell’amministrazione comunale e le ipotesi accusatorie relative agli affidamenti: “Le contestazioni delineano un quadro inquietante con affidamenti pubblici che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati piegati a interessi personali e utilizzati anche come strumento di compensazione del sostegno elettorale. Se queste accuse dovessero trovare conferma, ci troveremmo davanti a una distorsione intollerabile della funzione pubblica”.

Per il parlamentare regionale, pur nel rispetto della presunzione di innocenza, resta una questione di responsabilità politica. “Le ombre che oggi si allungano sulla macchina amministrativa richiedono risposte chiare e non silenzi né tentativi di minimizzare”. Il Movimento 5 Stelle di Siracusa parla invece di “un’ombra pesante sull’amministrazione Italia”. In una nota firmata da Giuseppe Mirabella, il gruppo territoriale ringrazia la Procura europea, la magistratura e gli investigatori della Digos per il lavoro svolto, precisando che spetterà alla giustizia accertare le eventuali responsabilità.

Il M5S sottolinea tuttavia il peso politico della posizione di Carbone, definita “figura di primo piano della maggioranza e persona di strettissima fiducia del sindaco Francesco Italia, che infatti l’aveva anche nominata assessore”. Una vicenda che, secondo il Movimento, «pone inevitabili interrogativi sull’ambiente in cui maturano le decisioni amministrative e sui rapporti tra potere pubblico e affidamenti a soggetti privati e tornaconti politici».

Il giudizio politico si allarga poi alla situazione complessiva della città. I pentastellati richiamano le criticità dei servizi, la qualità delle opere pubbliche e le contestazioni che hanno accompagnato alcune assegnazioni di posti di lavoro negli enti pubblici e nelle aziende che operano per il Comune. “Perché il degrado di una città non è soltanto fatto di strade dissestate, rifiuti e servizi inefficienti: può essere anche il riflesso di un degrado della cultura politica e del senso delle istituzioni“, sostiene Mirabella. Il Movimento conclude chiedendo trasparenza e responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche, che non devono diventare “uno strumento per consolidare il potere”.

Toni particolarmente duri anche da Alleanza Verdi Sinistra, che attraverso una nota congiunta del segretario regionale di Sinistra Italiana Pierpaolo Montalto, del segretario provinciale Seby Zappulla, del portavoce regionale di Europa Verde Fabio Giambrone e del coportavoce provinciale Salvo La Delfa, inserisce la vicenda siracusana in una riflessione più ampia sul rapporto tra politica e gestione degli appalti in Sicilia. Per AVS, quanto sta emergendo dall’indagine rappresenta un fatto di estrema gravità, con contestazioni che chiamano in causa il sistema delle commesse pubbliche e i rapporti tra amministratori e imprese. La coalizione richiama la posizione di Carbone, ricordandone il passato da assessora della giunta Italia e la candidatura alla Camera con Azione: “Le misure cautelari per Concetta Carbone, attuale vicepresidente del Consiglio comunale ed ex assessora della giunta Italia, nonché ex candidata alla Camera per Azione, il partito di Calenda e del sindaco Italia, trascinano l’Amministrazione comunale di Siracusa in una vicenda giudiziaria gravissima, con ulteriori inquietanti risvolti ancora tutti da chiarire”.

AVS denuncia quella che considera una crisi etica della politica regionale e chiede un cambiamento radicale nella gestione della cosa pubblica. Le accuse contenute nell’inchiesta vengono lette dai rappresentanti della coalizione come un segnale della necessità di interrompere i rapporti impropri tra interessi privati e amministrazione pubblica, ferma restando la necessità di accertare giudiziariamente le responsabilità individuali.

Il Partito Democratico di Siracusa sceglie una posizione centrata soprattutto sulla richiesta di chiarimenti amministrativi. I democratici esprimono “sconcerto e preoccupazione” per le condotte nell’affidamento e nella gestione degli appalti oggetto delle accuse emerse nelle ultime ore. “Attendiamo di comprendere la natura e gli sviluppi dell’indagine che coinvolge importanti esponenti dell’amministrazione cittadina, per i riflessi politici e amministrativi dei fatti oggetto del procedimento”, si legge nella nota.

Il Pd chiede che venga fatta luce “col massimo rigore su ogni passaggio degli affidamenti in appalto indagati”, ricordando che l’amministrazione comunale è chiamata a garantire trasparenza e a fornire risposte precise. Un’attenzione particolare viene riservata all’ostello di Cassibile, infrastruttura destinata all’accoglienza dei lavoratori stagionali e al contrasto dello sfruttamento dei migranti. Per i democratici, proprio la finalità sociale dell’opera rende ancora più importante chiarire ogni aspetto relativo alla sua realizzazione e gestione.

“L’immagine di Siracusa non può essere deturpata da chi saccheggia le risorse pubbliche né oltraggiata dalle ombre di corruzione e malaffare, e neppure da inescusabile indifferenza ai principi etici e giuridici di legalità nella Pubblica Amministrazione”, conclude il Partito Democratico. Sull’ostello di Cassibile interviene anche Carlo Gradenigo, presidente di Lealtà e Condivisione, che concentra la propria riflessione sul valore sociale dell’infrastruttura:“Ciò che emerge oggi sull’ostello di Cassibile è un fatto gravissimo e desolante a danno di una infrastruttura nata tra mille difficoltà per dare una seppur piccola risposta alle esigenze dei tanti lavoratori stagionali presenti ogni anno nella nostra città”. Gradenigo ricorda le difficoltà affrontate per realizzare una struttura pensata per offrire condizioni di accoglienza più dignitose ai lavoratori impegnati nelle campagne del territorio.

Pur rimettendo alla giustizia l’accertamento delle responsabilità degli indagati, il presidente di Lealtà e Condivisione esprime amarezza per la possibilità che un’opera con quelle finalità possa essere stata coinvolta in un presunto sistema di scambi di favori: “Solo l’idea che si possa trasformare un luogo di accoglienza e umanità in scambio di favori economici, politici ed elettorali è un tradimento e un’offesa al lavoro e allo spirito di coloro che quella infrastruttura l’hanno desiderata e faticosamente messa in piedi per dare un aiuto concreto a chi ne aveva ed ha ancora bisogno”.

Le reazioni delineano così un fronte di contestazione politica articolato, con richieste differenti ma accomunate dalla domanda di chiarimenti sulla gestione degli appalti e sul funzionamento dell’amministrazione comunale. Gilistro arriva a chiedere le dimissioni del sindaco, mentre Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e Partito Democratico sollevano interrogativi sulla responsabilità politica e amministrativa di Palazzo Vermexio. Lealtà e Condivisione pone invece l’accento sul danno che le vicende contestate, qualora confermate, rappresenterebbero per il valore sociale dell’ostello di Cassibile.

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