Investire in prevenzione per battere il rischio sismico, focus al Senato

I terremoti non si possono prevedere, ma il rischio sismico si può ridurre. A partire da questa consapevolezza, domani – martedì 7 luglio, dalle 10.30 – il Senato ospita l’iniziativa “Prevenzione del rischio sismico in Italia”, promossa dal senatore Pietro Lorefice.
L’incontro si svolgerà nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, presso il Senato della Repubblica, in piazza Capranica 72 a Roma, e sarà trasmesso anche in diretta sulla webtv del Senato. Al centro dei lavori, la necessità di rafforzare le politiche pubbliche di prevenzione, intervenendo sulla conoscenza del territorio e del patrimonio edilizio prima che gli eventi calamitosi producano vittime e danni.
Tra gli interventi previsti spicca quello dell’economista Mauro Grassi, direttore della Fondazione Earth and Water Agenda – nonché firma di prestigio di greenreport – dedicato a esplorare i capisaldi del necessario “Piano antisismico nazionale”. Un tema che chiama in causa la programmazione degli interventi, la sicurezza delle abitazioni e delle infrastrutture, la tutela del patrimonio storico e la capacità delle istituzioni di mettere in campo investimenti costanti, non limitati alla risposta emergenziale dopo le scosse.
L’iniziativa vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, della Protezione civile, del mondo accademico e delle professioni. Sono annunciati, tra gli altri, il vicepresidente della Camera Sergio Costa, il capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano, il presidente dell’Ingv Carlo Doglioni, il presidente di Anci Gaetano Manfredi, il vicepresidente di Ance Piero Petrucco, la direttrice Ewa Maria Teresa Lettieri e il presidente della Società geologica italiana Rodolfo Carosi.
Proprio Carosi porterà il contributo della comunità geologica italiana, richiamando il ruolo essenziale delle conoscenze scientifiche nella prevenzione. «I terremoti non sono prevedibili nel tempo e nello spazio, ma il rischio sismico può essere significativamente ridotto attraverso una conoscenza sempre più approfondita dei processi geologici e delle caratteristiche del territorio, da un lato, e del costruito – edifici e infrastrutture – dall'altro. La prevenzione inizia dalla conoscenza».
Per il presidente della Società geologica italiana, questo significa investire nel completamento e nell’aggiornamento della Carta geologica d’Italia, sviluppare cartografie tematiche e rafforzare la microzonazione sismica: lo studio della risposta locale dei terreni e degli effetti di amplificazione dello scuotimento connessi alle caratteristiche geologiche e stratigrafiche.
«Completare e aggiornare la Carta Geologica d'Italia, sviluppare la cartografia tematica e promuovere la microzonazione sismica, ovvero lo studio della risposta sismica locale e degli effetti di amplificazione dello scuotimento dovuti alle caratteristiche geologiche e stratigrafiche dei terreni, significa – sottolinea Carosi – mettere a disposizione di amministratori, progettisti e cittadini strumenti indispensabili per pianificare uno sviluppo territoriale più sicuro e resiliente».
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