Invito al corteo pro-Pal nel registro elettronico: scatta l’ispezione al liceo. Valditara: «No all’indottrinamento»

05 Ottobre 2026 - 22:25
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Invito al corteo pro-Pal nel registro elettronico: scatta l’ispezione al liceo. Valditara: «No all’indottrinamento»

Propaganda pro-Pal al liceo di Novi Ligure ufficializzata su registro elettronico. Valditara: no all’indottrinamento

Siamo alle solite: laddove per “solite” intendiamo propaganda e indottrinamento parcellizzati in inviti alla mobilitazione e in incontri scolastici mirati per rinsaldare narrazioni e ragioni di una sola fazione. Non sorprende allora, ma inqueta come sempre, il fatto che sotto la lente dell’Ufficio scolastico sia finito l’invito al corteo inviato agli studenti del “Liceo Amaldi” di Novi Ligure. Con il ministro Valditara che non può fare a meno di rilevare, affondando il colpo: «I condizionamenti ideologici appartengono solo ai regimi totalitari».

Propaganda pro-Pal al liceo di Novi Ligure sul registro elettronico. Valditara: no indottrinamento

Ma riavvolgiamo il nastro e partiamo dal principio. L’Ufficio scolastico del Piemonte, in riferimento «all’invito di adesione al corteo Sudario di Gaza rivolto agli studenti e pubblicato nella bacheca del registro elettronico ClasseViva del Liceo Edoardo Amaldi di Novi Ligure, ha già disposto un’ispezione per accertare quanto accaduto e verificare l’eventuale utilizzo improprio di uno strumento istituzionale della scuola per convocare gli studenti a manifestazioni».

Scatta l’ispezione: «Qualora i fatti fossero confermati si configurerebbe una grave violazione della deontologia professionale»

Aggiungendo alla notizia: «Qualora i fatti riportati dalla stampa fossero confermati, si configurerebbe una grave violazione della deontologia professionale – osserva il ministero di Viale Trastevere –. L’ispezione disposta dal Ministero servirà a ricostruire puntualmente i fatti e ad accertare le relative responsabilità». Non solo. «La scuola costituzionale è quella che educa allo spirito critico, al pluralismo e che rifiuta ogni forma di indottrinamento», dichiara il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Chiosando emblematicamente: «La pratica dell’indottrinamento degli studenti, appartiene soltanto ai regimi totalitari».

E nel frattempo, resta tuttavia da segnalare che dalla scuola è arrivata la precisazione che l’istituto non avrebbe organizzato, patrocinato, né finanziato la manifestazione. E che il dirigente ha parlato di un errore di comunicazione, escludendo che il corteo fosse un’iniziativa istituzionale. Sarà ora l’ispezione disposta dall’Ufficio scolastico ad appurare fatti e posizioni. E a ricostruire modalità e responsabilità della pubblicazione.

Pluralismo educativo e militanza di parte: quale il confine?

Nel frattempo, tant’è: il confine tra pluralismo educativo e militanza politica fra i banchi di scuola continua a essere oltrepassato con inquietante disinvoltura. L’ultimo episodio, come anticipato, arriva dal Liceo Edoardo Amaldi di Novi Ligure, dove la bacheca del registro elettronico ClasseViva – strumento istituzionale nato per comunicazioni didattiche e voti – è stata utilizzata per recapitare agli studenti un invito ad aderire al corteo pro-Palestina “Sudario di Gaza”.

Un utilizzo improprio dei canali scolastici che ha fatto immediatamente scattare l’intervento delle istituzioni. Con l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte che ha disposto un’ispezione d’urgenza per fare piena luce sull’accaduto. E accertare le responsabilità. Se le ricostruzioni venissero dunque confermate, si tratterebbe di una violazione palese della deontologia professionale.

Propaganda pro-Pal sul registro elettronico: quanto indottrinamento e dove la democrazia?

A suonare l’allarme con chiarezza e fermezza è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha sottolineato come la scuola delineata dalla Costituzione sia quella fondata sullo spirito critico e sul rispetto del pluralismo, rigettando qualsiasi forma di condizionamento. L’affondo del ministro centra il punto politico e culturale della vicenda: la pratica dell’indottrinamento e la trasformazione delle aule in tribune di propaganda non appartengono alla democrazia, ma sono una prassi tipica dei regimi totalitari.

Il registro un megafono di parte

L’episodio di Novi Ligure rilancia una criticità purtroppo non isolata nel panorama scolastico nazionale, dove settori della docenza politicizzata tentano ciclicamente di veicolare messaggi ideologici unilaterali. Ma nel caso in oggetto, l’utilizzo del registro elettronico per chiamare i giovani alla piazza militante rappresenta un salto di qualità: trasforma un canale d’informazione ufficiale in un megafono di parte.

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