Iran, Trump: “Ho sospeso l’attacco: sono in corso negoziati seri”. Così i Paesi arabi hanno fermato il tycoon
Nuova deroga Usa di 30 giorni sul petrolio russo. Teheran propone il congelamento del programma nucleare e trasferimento dell’uranio in Russia
Il presidente americano Donald Trump ha sospeso l’attacco all’Iran previsto per martedì, spiegando che sono in corso “colloqui seri” che potrebbero portare a un accordo. In un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente americano ha però ribadito che gli Stati Uniti restano pronti a lanciare “un assalto su vasta scala contro Teheran” con preavviso immediato nel caso in cui non venga raggiunta un’intesa ritenuta accettabile.
Il passo indietro dopo la richiesta dei Paesi arabi
La decisione arriva dopo le pressioni di Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, convinti che il negoziato possa ancora produrre un accordo soddisfacente per Washington e per l’intera regione. Trump ha indicato come punto imprescindibile dell’eventuale intesa il divieto assoluto per l’Iran di dotarsi di armi nucleari.
Secondo fonti americane, la nuova proposta iraniana in 14 punti è stata giudicata insufficiente dalla Casa Bianca: il documento conterrebbe impegni generici sul mancato sviluppo dell’arma atomica, ma nessun dettaglio concreto sulla sospensione dell’arricchimento dell’uranio o sulla consegna delle scorte già accumulate. Per questo Trump avrebbe riunito nella Situation Room i consiglieri per la sicurezza nazionale per riesaminare le opzioni militari predisposte dal Pentagono.
Iran pronta a un congelamento del programma nucleare
Teheran si sarebbe detta disponibile ad accettare un lungo congelamento del programma nucleare, ma non il suo completo smantellamento, a condizione che circa 400 chilogrammi di uranio altamente arricchito vengano trasferiti in Russia e non negli Stati Uniti. Una proposta che il presidente americano continua a respingere.
La guerra in Iran e il nodo di Hormuz
Nella trattativa, l’Iran avrebbe inoltre chiesto una tregua articolata in più fasi e una graduale riapertura dello Stretto di Hormuz, con il coinvolgimento di Pakistan e Oman come garanti. Intanto il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano ha annunciato la creazione di una nuova autorità incaricata della gestione dello stretto, che al momento resta di fatto chiuso.
Secondo l’agenzia Tasnim, gli Stati Uniti avrebbero proposto una deroga temporanea alle sanzioni sul petrolio iraniano in cambio di un accordo e della riapertura di Hormuz. Washington ha comunque precisato che non ci sarà alcuna revoca gratuita delle sanzioni senza contropartite da parte di Teheran.
Per limitare le tensioni sul mercato energetico, gli Stati Uniti hanno infine concesso una nuova deroga di 30 giorni sul petrolio russo. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha spiegato che la misura punta a stabilizzare il mercato e a ridurre la possibilità per la Cina di continuare ad acquistare greggio a prezzi scontati.
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