Pronto soccorso, Giordano (M5s): “Decessi mentre i pazienti non riescono a chiedere aiuto”. Bucci: “Inaccettabile”

Maggio 19, 2026 - 22:11
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Pronto soccorso, Giordano (M5s): “Decessi mentre i pazienti non riescono a chiedere aiuto”. Bucci: “Inaccettabile”
pronto soccorso san martino influenza

Genova. Al pronto soccorso del San Martino, con le barelle “in coda come all’uscita di un’autostrada” avvengono decessi “di cui gli operatori sanitari non si rendono neanche conto, perché non c’è nessuno che possa urlare che il paziente sta male“. È la denuncia portata oggi in consiglio regionale da Stefano Giordano, consigliere del M5s, in risposta all’assessore alla Sanità Massimo Nicolò sul tema del boarding, pazienti che attendono giorni in barella prima di essere ricoverati nei reparti.

Con le barelle una dietro l’altra all’interno dei corridoi, gli infermieri e gli operatori sanitari non hanno più una mano da parte dei pazienti perché non ci sono campanelli di allarme per chiedere assistenza, e quindi l’unica soluzione è che il paziente vicino al paziente chiami gli operatori sanitari – ha spiegato Giordano -. Queste sono le macerie che avete lasciato nelle aree di emergenza”.

Una dichiarazione che ha fatto scoppiare la bagarre in aula, col presidente Marco Bucci andato su tutte le furie. “È inaccettabile questo modo di parlare, vergognati di quello che hai detto, sei un incapace“, ha urlato il governatore all’esponente pentastellato. “Incapace è lei, si vergogni lei. Ho detto la realtà, vada a parlare con gli operatori sanitari”, la replica mentre il presidente dell’assemblea Stefano Balleari faticava a riportare l’ordine.

“Il fenomeno del boarding nel pronto soccorso è stato oggetto di un approfondimento a livello regionale finalizzato a comprenderne le determinanti organizzative e a individuare soluzioni non limitate alla gestione emergenziale – aveva detto Nicolò nella risposta all’interrogazione di GIordano -. Le analisi condotte hanno evidenziato come le criticità rilevate siano riconducibili non tanto a singole realtà, quanto ad un assetto complessivo del sistema, caratterizzato da un disallineamento tra domanda urgente e capacità di risposta dei reparti, con particolare impatto sull’area medica”. L’obiettivo è non solo la “riduzione dei tempi di permanenza in pronto soccorso”, ma anche il “progressivo riequilibrio del sistema nel suo complesso, intervenendo sulle principali leve organizzative che incidono sulla capacità di assorbimento dei ricoveri urgenti”. Tra le azioni già avviate l’assessore ha ricordato “il rafforzamento della capacità di presa in carico dei reparti, il miglioramento dei percorsi di dimissione e la definizione di criteri organizzativi uniformi per la gestione dei ricoveri urgenti finalizzati a garantire un’applicazione omogenea sul territorio regionale, nel rispetto delle specificità di diversi contesti organizzativi”.

“La risposta non corrisponde all’operatività all’interno delle aree di emergenza – ha ribattuto Giordano – perché da novembre 2024 ad oggi non c’è un miglioramento all’interno dei pronto soccorso della Regione Liguria. Siamo monitorando giorno dopo giorno, e le dico sinceramente che arriviamo oltre i 300 pazienti all’interno delle aree di emergenza della città metropolitana”.

“Oggi abbiamo avuto la dimostrazione plastica di ciò che non avremmo mai voluto certificare: il presidente Bucci e l’assessore Nicolò non hanno la più pallida idea di cosa accada realmente nei pronto soccorso liguri – ha aggiunto poi Giordano in una nota -. Ignorano quanto il fenomeno del boarding incida sulla sicurezza dei pazienti. Ignorano che non è semplicemente attesa: è rischio clinico. Ignorano che letteratura scientifica lo collega, insieme al sovraffollamento dei pronto soccorso, a esiti peggiori per i pazienti. Non stiamo parlando di un disagio organizzativo: stiamo parlando di sicurezza delle cure e di vite umane“.

“La reazione di Bucci alla mia replica è stata rivelatoria – continua -. Infatti, non ha gradito che in aula abbia riportato la testimonianza agghiacciante di un sanitario relativa al decesso di un paziente rimasto in barella, impossibilitato a chiedere aiuto e dunque a riceverlo in tempo. Attenzione, però: la colpa non è dei sanitari, che si consumano in corsia per assistere più pazienti possibili. La colpa è di chi pensa di amministrare la sanità senza avere un quadro reale delle criticità con cui devono fare quotidianamente i conti gli operatori e i pazienti. Lo dimostra l’irricevibile intervento dell’assessore Nicolò”.

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