La dichiarazione pro-Gaza del Reggio Children, scoppia la bufera sul centro pedagogico: scuole Usa pronte a ritirare il marchio
Bufera continua. Non c’è pace sul prestigioso centro pedagogico per l’infanzia “Reggio Children”; da quando (incautamente) sarebbe stato chiesto dalla dirigenza reggiana ai docenti ospiti (ebrei israeliani e americani) una dichiarazione scritta che attestava la loro “distanza dal governo Netanyau”, la vicenda ha fatto il giro del mondo.
La vicenda soprattutto ha fatto il giro degli Stati Uniti raccontata da giornali e televisioni. Durissimo il commento che la direttrice del centro pedagogico di Miami, Yeudis Smith, diffuso dal sito “Jewish Philantropy” con cui collabora da anni. La direttrice si è chiesta: “Come possiamo ora continuare a ispirarci al metodo educativo di Reggio Emilia? Come difendiamo la nostra comunità?” In altre parole: le scuole americane stanno riflettendo se togliere o no il marchio, universalmente riconosciuto, dí Reggio Children; cioè di un centro internazionale (società partecipata dal Comune emiliano) che promuove, difende e valorizza in tutto il mondo, i diritti e le potenzialità dei bambini, oltre che l’lesperienza educativa delle scuole e dei nidi di infanzia comunali.
Chiesta l’audizione in Parlamento per la presidente di Reggio Children
La bufera avanza, mezzo Governo sta seguendo la vicenda scoppiata ai primi di ottobre. Due ministri in particolare si sono fatti sentire: Nordio e Piantedosi che hanno chiesto al prefetto di Reggio una dettagliata relazione sulla vicenda. Centrodestra all’attacco al grido “è razzismo, si dimettano”. Fratelli d’Italia vuole sentire la direttrice Maddalena Tedeschi (presidente di Reggio Children), la dirigente che avrebbe sottoposto alla delegazione ebraica il diktat: “O firmano o non vengono”, frase raccolta da un audio Rai che sta imbarazzando i più.
Fratelli d’Italia vuole che la Tedeschi venga quindi a riferire nella commissione presieduta dalla senatrice Liliana Segre. E la questione squota anche l’opposizione, con tre partiti – Italia viva, +Europa, Psi – hanno chiesto “un confronto di maggioranza per un cambio di passo” amministrativo che prenda le distanze da posizioni considerate estremiste.
Il mea culpa del sindaco
Il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari con una nota diffusa dopo le polemiche montate in città, e’intervenuto dicendo: “Mi scuso con chi non si è sentito accolto. Un errore quel documento su Gaza”. È il caso di ricordare che a Reggio Emilia sono comunque venute 22 docenti israeliane non i docenti statunitensi. La delusione dei 70 insegnanti rimasti a casa è stata raccontata anche dalla WABC-Tv, emittente televisiva locale di proprietà della Walt Disney Company che trasmette nello Stato di New York. La percezione che Reggio abbia compiuto un atto di antisemitismo, dicono, è profonda. Hanno commentato gli insegnanti: “Ci siamo sentiti traditi, abbiamo provato un grande dolore”.
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