La geotermia toscana, una rinnovabile made in Italy (ancora) in cerca di slancio

Maggio 15, 2026 - 13:07
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La geotermia toscana, una rinnovabile made in Italy (ancora) in cerca di slancio

In occasione della Giornata nazionale del made in Italy 2026, la Casa del made in Italy di Firenze ha promosso il convegno istituzionale dal titolo Geotermia toscana: tradizione, innovazione e comunità locali. Il ruolo del Mimit nella valorizzazione della filiera energetica regionale. L’obiettivo dell’evento avrebbe dovuto essere quello di valorizzare la geotermia toscana e la relativa filiera industriale come eccellenza nazionale sotto il profilo produttivo, tecnologico e dell’innovazione.

Al convegno sono intervenuti rappresentanti ministeriali quali la Marina Sacco e Marcello Capra del Mase, insieme a Roberto Tatò del Mimit. Nel corso degli interventi è stato evidenziato come il ministero, pur in attesa delle direttive europee legate al recente pacchetto AccelerationEu, mantenga alta l’attenzione sul comparto geotermico e sulle sue diverse applicazioni.

Tra i temi richiamati, il convegno del 2024 dedicato alle potenzialità di estrazione del litio da brine geotermiche, la collaborazione con la Piattaforma geotermia che ha portato all’emanazione del recente decreto sulle sonde geotermiche, e le prossime aste dedicate agli impianti geotermici a emissioni nulle, previste per l’8 giugno.

L’ing. Capra ha inoltre sottolineato la necessità, per l’Italia, di sviluppare progetti applicativi e iniziative pilota. Un richiamo che però riporta inevitabilmente alla memoria il programma promosso dal Governo italiano nel 2011 per l’incentivazione di progetti geotermici a emissioni nulle: iniziative che, a causa delle lungaggini autorizzative e di un quadro normativo non sempre chiaro, non hanno ancora ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per l’avvio dei cantieri, a distanza di quindici anni.

Particolarmente interessante il contributo dei sindaci del territorio geotermico: Graziano Pacini, sindaco di Pomarance, Alberto Ferrini, sindaco di Castelnuovo Val di Cecina, e Francesco Guarguaglini, sindaco di Radicondoli. La posizione espressa dagli amministratori locali è apparsa sostanzialmente univoca: i sindaci hanno parlato positivamente del rinnovo delle concessioni geotermiche a favore di Enel green power, ribadendo come Egp venga considerata l’unica realtà dotata delle competenze tecniche necessarie per la coltivazione della risorsa geotermica toscana. È stato inoltre evidenziato il ruolo strategico delle royalty geotermiche nel mantenimento dei servizi e nella vitalità economica dei territori.

Non sono tuttavia mancate le criticità, in particolare sul tema del teleriscaldamento. Gli amministratori hanno segnalato aumenti dei costi di fornitura, cresciuti di circa il 100% negli ultimi due anni, evidenziando al contempo come una parte significativa del calore oggi dissipato e reiniettato dalle centrali potrebbe essere recuperata per ampliare e integrare le reti di teleriscaldamento esistenti.

Coerenti con il tema del convegno e particolarmente apprezzati gli interventi di Adele Manzella, primo ricercatore dell’Igg-Cnr, della dirigente CoSviG Loredana Torsello e di Paolo Conti dell’Università di Pisa, che hanno illustrato esempi concreti e applicazioni innovative dell’utilizzo del calore geotermico sia in ambito industriale sia urbano, con particolare riferimento al teleriscaldamento. Altri interventi, invece, sono apparsi meno pertinenti rispetto al focus dell’iniziativa e hanno contribuito marginalmente al dibattito sul futuro della geotermia regionale.

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