La nuova newsletter di Linkiesta per capire la notizia di cui parlano tutti

Una cosa che tra giornalisti diamo per scontato è come arrivano le notizie alle persone. Tutti abbiamo un lettore ideale in testa, che ha letto tutti i nostri articoli e conosce a menadito le sfumature della testata per cui scriviamo. Pensiamo di aiutare i lettori facendo un passo in più della concorrenza: dando una notizia prima di tutti o spiegando meglio il contesto, cercando il punto di vista più originale. A Linkiesta facciamo entrambe le cose, ma soprattutto la seconda. Poi però quando parliamo con professionisti che non hanno l’ossessione del giornalismo, l’illusione crolla: non tutti sono informati come vorremmo. Ed è giusto così. Le persone non leggono tutto il giorno i giornali: lavorano e studiano, cercando di sopravvivere al presente. Tanto le notizie arrivano ovunque, scrollando come una slot machine lo smartphone.
Succede anche ai giornalisti, quando non si tratta di argomenti che approfondiamo per lavoro. In metro leggiamo un titolo, la sera in tv ascoltiamo un commento, leggiamo un tweet sagace, ne sentiamo parlare a cena. Poi scoppia una polemica, la contropolemica e non abbiamo la forza e la pazienza di riunire tutti i frammenti. Qualche volta sappiamo cosa dire, altre ci arriviamo con l’intuito, ma raramente troviamo un contenuto che spieghi perché ne stanno parlando tutti.
I giornali fanno già benissimo il loro lavoro: raccontano i fatti, li analizzano, pubblicano spiegoni utili per fare il punto. E sanno già che quando si sfoglia il menù di un giornale, i lettori scelgono un antipasto veloce o un dolce raffinato in base a quanto si fidano del locale o dello chef. Ma forse c’è bisogno di un digestivo: una newsletter che, una volta alla settimana, prenda una notizia di cui parlano tutti, la riassuma senza sbrodolare, spieghi perché è diventata centrale e risponda alle domande che si fa chi non lavora nel giornalismo.
Sono risposte già presenti nei media, ma a volte sparse per strada perché il fatto è durato troppo a lungo e ci siamo persi le puntate precedenti. O perché siamo abituati a dare sempre un’analisi più originale, un taglio diverso dalla concorrenza. Ma proprio lì, nelle cose che sembrano ovvie a chi segue le notizie tutto il giorno, spesso si perde il lettore.
Ogni sabato mattina, alle 7, “Non ho capito”, proverà a farlo. Non è l’invenzione della ruota, ma un modo per far viaggiare il lettore su strade meno battute.
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