L’elettrico dà una spinta al mercato auto europeo, anche l’Italia accelera ma la distanza con gli altri Paesi Ue resta ampia

09 Giugno 2026 - 13:18
0
L’elettrico dà una spinta al mercato auto europeo, anche l’Italia accelera ma la distanza con gli altri Paesi Ue resta ampia

La paura dei rincari di benzina e gasolio, unita all’instabilità geopolitica, spingono in Europa l’interesse verso l’elettrico. Nei Paesi comunitari il mercato dell’auto mostra nei primi quattro mesi del 2026 una crescita complessiva guidata proprio dal comparto elettrico. Come viene evidenziato nell’ultimo report dell’International council on clean transportation (Icct), ad aprile le immatricolazioni di nuove autovetture nel Vecchio continente sono aumentate del 7%. I dati indicano un volume totale che ha superato quota 1,15 milioni di veicoli registrati. E la spinta maggiore arriva dalle vetture completamente elettriche, che hanno raggiunto una quota record vicina al 21% del mercato totale.

Guardando al dettaglio, col 24% la Germania si conferma il mercato nazionale più grande e solido per volume di vendite complessive. Il merito va soprattutto al fatto che qui si è sbloccato l’iter burocratico per l’erogazione dei sussidi statali attesi.

Per quanto riguarda l’Italia, anche qui la situazione mostra tassi di crescita rapidi e un’accelerazione forte sul fronte delle auto elettriche, soprattutto grazie al bonus rottamazione varato dal governo lo scorso autunno. Nel primo quadrimestre 2026 il market share dei veicoli a batteria ha registrato un incremento del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025, arrivando così a quota 8%. Un risultato positivo, ma la cui portata viene fortemente ridimensionata se si considera che corrisponde ad appena un terzo di quello presente in Germania (24%).

Non a caso, in un’analisi realizzata dal think tank italiano per il clima Ecco, viene sottolineato che quello registrato in Italia è «un risultato ancora distante dai livelli raggiunti da mercati di dimensioni comparabili come Germania e Francia, ma che offre indicazioni importanti sull’evoluzione della domanda nazionale delle Bev, suggerendo come la disponibilità di modelli competitivi e condizioni economiche favorevoli rendano il mercato più dinamico». In quest’ottica, scrivono gli esperti di Ecco, le difficoltà osservate negli ultimi anni appaiono «più legate a fattori contingenti, non da ultimo l’instabilità delle politiche di sostegno, che a una diffidenza strutturale verso la tecnologia».

Un altro elemento interessante segnalato dal think tank italiano per il clima è il fatto che il 64% delle nuove immatricolazioni Bev registrate tra gennaio e maggio 2026 si concentri nel segmento delle utilitarie, storicamente il più importante del mercato automobilistico italiano. Ciò è significativo perché tra le altre cose segnala che «in presenza di adeguate politiche di sostegno alla domanda, la crescita dell’elettrico può estendersi oltre i segmenti premium e interessare anche le fasce di mercato a maggiore diffusione». Si tratta di una dinamica coerente con gli investimenti annunciati da Stellantis per la produzione di modelli elettrici di piccole dimensioni negli stabilimenti italiani e che suggerisce l’esistenza di uno spazio di mercato concreto per veicoli elettrici prodotti nel Paese. Sottolineano però gli esperti di Ecco: «Affinché questi investimenti producano pienamente i benefici attesi sul piano industriale e occupazionale, sarà necessario accompagnarli con una programmazione degli incentivi all’acquisto stabile, prevedibile e di lungo periodo: una condizione essenziale per sostenere la domanda e orientare le scelte dei consumatori verso l’elettrico. Sarà inoltre necessario favorire una più rapida conversione della filiera della componentistica verso le tecnologie elettriche e introdurre strumenti efficaci di sostegno alla transizione delle competenze, a partire dalla formazione e riqualificazione dei lavoratori coinvolti nella trasformazione del settore».

Gli investimenti industriali, si legge nel report pubblicato da Ecco, richiedono orizzonti temporali lunghi e implicano decisioni difficilmente reversibili: «Per questo il quadro regolatorio europeo dovrà continuare a fornire un orientamento chiaro e credibile verso l’elettrificazione. La competitività di una filiera nelle tecnologie elettriche dipende dalla prevedibilità della domanda futura e dalla stabilità degli obiettivi normativi. Un ricorso eccessivo a meccanismi di flessibilità che attenuino la spinta all’elettrificazione nell’offerta dei costruttori rischierebbe di rallentare proprio quegli investimenti che rappresentano il nucleo della trasformazione industriale del settore automobilistico nazionale ed europeo». Ultima ma non ultima considerazione del think tank: «Con l’entrata in vigore nel 2025 della nuova fase degli obiettivi europei sugli standard di emissione di CO₂ delle auto (−15% rispetto al 2021), il settore automobilistico entra in una fase cruciale. Il target deve essere raggiunto come media delle emissioni nel triennio 2025-2027, richiedendo ai costruttori un’accelerazione nella diffusione dei veicoli a basse e zero emissioni».

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User