Lindsey Graham, morto a 71 anni: da rivale di Trump a consigliere su Iran e Russia, fino all’ultima missione a Kiev

12 Luglio 2026 - 11:55
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Lindsey Graham, morto a 71 anni: da rivale di Trump a consigliere su Iran e Russia, fino all’ultima missione a Kiev

Lindsey Graham è morto mentre preparava un’altra battaglia al Congresso. Venerdì era a Kiev per discutere sanzioni contro Mosca e difesa aerea. Sabato sera il suo ufficio ha annunciato il decesso dopo una malattia breve e improvvisa. Aveva compiuto 71 anni il 9 luglio.

Rimasto orfano a 22 anni, crebbe la sorella prima dell’Air Force e della scalata a Washington

Lindsey Graham è morto due giorni dopo il suo settantunesimo compleanno e il giorno successivo all’incontro con Volodymyr Zelensky a Kiev. Il suo ufficio non ha comunicato la causa del decesso e ha chiesto rispetto per la famiglia. Il senatore avrebbe dovuto affrontare a novembre la democratica Annie Andrews, dopo aver vinto il 9 giugno le primarie repubblicane per tentare la conquista di un quinto mandato.

La sua biografia politica era iniziata molto lontano dai palazzi di Washington. Graham nacque il 9 luglio 1955 a Central, una piccola città della South Carolina. I genitori gestivano il Sanitary Cafe, un locale che riuniva bar, ristorante e sala da biliardo. La famiglia abitò prima in una stanza dietro l’attività e successivamente in una casa mobile. Durante gli anni universitari perse entrambi i genitori nell’arco di quindici mesi. La madre morì per un linfoma di Hodgkin, il padre per un infarto. Graham aveva 22 anni e sua sorella Darline ne aveva 13. Diventò il suo tutore e organizzò gli studi in modo da restarle vicino. Fu il primo componente della famiglia a frequentare l’università.

Si laureò in psicologia nel 1977 e conseguì la laurea in legge nel 1981 all’Università della South Carolina. Entrò quindi nel corpo legale dell’Air Force, dove lavorò come avvocato difensore e procuratore. Prestò servizio attivo dal 1982 al 1988, passò alla South Carolina Air National Guard e proseguì nella Riserva fino al pensionamento del 2015 con il grado di colonnello. La sua carriera militare durò più di trent’anni. Dopo alcune esperienze come avvocato pubblico e privato, entrò nella Camera statale della South Carolina nel 1992. Nel 1994 venne eletto alla Camera dei Rappresentanti federale. Quattro anni più tardi fu tra i deputati incaricati di sostenere davanti al Senato l’impeachment del presidente democratico Bill Clinton. Nel 2002 conquistò il seggio lasciato da Strom Thurmond e venne rieletto nel 2008, 2014 e 2020. Al Senato costruì una reputazione da repubblicano interventista. Con John McCain e Joe Lieberman formò il gruppo soprannominato dei “Three Amigos”, impegnato a sostenere un ruolo militare e diplomatico più aggressivo degli Stati Uniti. Graham appoggiò gli interventi americani all’estero, la collaborazione con Israele e una linea dura contro l’Iran. Partecipò anche al gruppo bipartisan che nel 2013 elaborò una riforma complessiva dell’immigrazione, approvata dal Senato e poi bloccata alla Camera.

Durante le primarie presidenziali repubblicane del 2016 tentò brevemente la corsa alla Casa Bianca e attaccò duramente Donald Trump, definendolo inadatto alla presidenza. Dopo l’elezione di Trump cambiò posizione, diventando un interlocutore frequente del presidente, un compagno abituale sui campi da golf e uno dei suoi consiglieri su Iran, Russia e sicurezza internazionale. L’alleanza resistette anche alle divergenze sulla politica estera. Trump sostenne la sua nuova candidatura al Senato e l’8 giugno 2026 partecipò a un comizio telefonico organizzato alla vigilia delle primarie della South Carolina. Graham vinse il voto repubblicano il giorno successivo e si preparava ad affrontare la campagna per il quinto mandato.

Negli ultimi mesi aveva lavorato soprattutto sulle sanzioni contro la Russia. Venerdì 10 luglio aveva annunciato, insieme ai senatori Richard Blumenthal, Roger Wicker e Jeanne Shaheen, un’intesa con l’amministrazione Trump per portare avanti un nuovo pacchetto di misure contro Mosca. Graham sosteneva anche l’invio di armi all’Ucraina e aveva discusso con Zelensky delle necessità ucraine nel campo della difesa aerea.

Quello del 10 luglio era stato il suo decimo viaggio in Ucraina. Zelensky aveva scritto su X: “Ottimo incontro con il senatore statunitense Lindsey Graham a Kiev. Questa è già la sua decima visita nel nostro Paese e apprezziamo molto questo sostegno. Sono grato a Lindsey per aver riconosciuto il valore dei nostri soldati. Più forte sarà l’Ucraina sul campo di battaglia, maggiori saranno le possibilità che la diplomazia abbia successo. E in questo momento, è fondamentale che la pressione a lungo termine esercitata sulle sanzioni contro la Russia venga rafforzata attraverso nuove misure sanzionatorie da parte dei nostri partner. Lindsey mi ha informato sui lavori in corso al Congresso in merito al disegno di legge. Abbiamo anche discusso delle nostre urgenti esigenze di difesa aerea per proteggere la nostra popolazione. Durante il vertice Nato di Ankara, il presidente Trump e io abbiamo raggiunto un accordo politico sulla concessione di licenze per la produzione dei missili Patriot in Ucraina. Ora è fondamentale attuare tutto ciò a livello di squadra. Ringrazio gli Stati Uniti, il Presidente e il Congresso per il sostegno bipartisan e costante di entrambe le camere”.

Al momento della morte Graham presiedeva la commissione Bilancio del Senato. In precedenza aveva guidato la commissione Giustizia durante la conferma di Amy Coney Barrett alla Corte Suprema. Il suo incarico al Bilancio gli aveva affidato un ruolo diretto nell’approvazione dei provvedimenti economici e fiscali della seconda amministrazione Trump.

L’annuncio privo di dettagli medici arriva mentre a Washington si discute della trasparenza sulle condizioni di salute dei parlamentari. Il deputato repubblicano Tom Kean Jr. era rimasto assente per mesi prima di rendere pubblica una diagnosi di depressione. Il senatore del Kentucky Mitch McConnell era stato ricoverato poche settimane prima per motivi non precisati.

Prima della morte di Graham i repubblicani disponevano di 53 seggi al Senato. La legge della South Carolina permette al governatore di nominare un sostituto temporaneo in caso di morte o dimissioni di un senatore. Fino a quella nomina, la maggioranza repubblicana perde uno dei suoi voti più esperti sulla politica estera e sulle procedure di bilancio.

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