L’ondata di calore in corso rallenterà tra 9 e 10 agosto. Ma ne potrebbero seguire altre

03 Agosto 2026 - 17:30
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L’ondata di calore in corso rallenterà tra 9 e 10 agosto. Ma ne potrebbero seguire altre

Ventisette giorni con temperature massime superiori a 36°C e altrettante notti tropicali, durante le quali la minima non è mai scesa sotto i 20°C. A Firenze il caldo ha segnato quasi un giorno su due del bimestre giugno-luglio 2026, stabilendo il record della serie storica Lamma per le massime; soltanto il 2003, con 30 notti tropicali, ne aveva registrate di più. È il frutto avvelenato della crisi climatica in corso, dove a causa delle emissioni legate all’impiego dei combustibili fossili – gas, petrolio, carbone – gli eventi meteo estremi come le ondate di calore diventano più intensi e frequenti.

Sull’intera Toscana la temperatura media regionale si è attestata a 25,6°C. Si tratta del secondo giugno-luglio più caldo dall’inizio delle rilevazioni nel 1955, ancora una volta dietro al 2003, quando la media raggiunse 26,2°C.

I dati sono stati presentati oggi dal Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile (Lamma), nella sede di Sesto Fiorentino. L’aggiornamento meteorologico diffuso il 31 luglio prevede che l’anticiclone subtropicale continui a dominare almeno fino a sabato 8 agosto, con temperature massime comprese tra 38 e 40°C nelle zone interne della regione e minime diffusamente superiori a 20°C.

La fase calda, della durata complessiva stimata in 11-12 giorni, dovrebbe attenuarsi intorno al 9-10 agosto. I prossimi aggiornamenti dovranno chiarire quanto sarà marcata e duratura la pausa e se sarà seguita da nuove ondate di calore.

«Il dato che colpisce non è soltanto il picco, ma la durata: quando il caldo persiste anche nelle ore notturne si aggravano gli effetti sulla salute, sul lavoro e sulla vivibilità delle città – afferma Francesco Meneguzzo, commissario straordinario del Consorzio Lamma – Il compito del Lamma è trasformare dati, previsioni e scenari in strumenti utilizzabili dalla Regione e dagli enti locali, perché possano prepararsi e intervenire per tempo».

Le indicazioni scientifiche stanno alimentando le nuove politiche regionali di adattamento. All’inizio di settembre la Giunta intende presentare una legge sulla rigenerazione verde, con investimenti per aumentare le piantumazioni di alberi e gli spazi verdi nelle città, riducendo le temperature esasperate dalla concentrazione di cemento e asfalto.

«I dati del Lamma confermano con sempre maggiore evidenza che i cambiamenti climatici stanno modificando profondamente le condizioni con cui dobbiamo confrontarci – dichiara David Barontini, assessore all’Ambiente della Regione Toscana – Per questo la Regione Toscana sta rafforzando le proprie politiche di adattamento, traducendo la conoscenza scientifica in interventi concreti: dal nuovo Masterplan della costa, che sarà presentato a breve, agli investimenti per la qualità dell’aria e la mobilità sostenibile, come il recente finanziamento di un milione di euro per il rinnovo del parco mezzi a disposizione dei Comuni dell’area fiorentina».

L’adattamento del territorio – insieme alla mitigazione, che si fa installando rapidamente nuovi impianti rinnovabili – dovrà procedere insieme al rafforzamento delle capacità previsionali e del sistema regionale degli alert.

«Il Consorzio Lamma – conclude il presidente della Regione Eugenio Giani – non ha solo un compito previsionale, ma fornisce anche indicazioni su come operare a tutela del lavoro, della salute e dell'ambiente. All'inizio di settembre la Giunta intende presentare una legge sulla rigenerazione verde che punta a investimenti per far uscire le città dalla cappa di calore con nuove piantumazioni di alberi e verde, nuovi ambienti che da un punto di vista ambientale possano rendere più basse le temperature che invece oggi sono esasperate dal cemento, dall'asfalto e da un eccesso di concentrazione urbana. La Regione intende poi incrementare i progetti che già la vedono all’avanguardia a livello nazionale: la realizzazione di laghi, invasi e specchi d’acqua per fronteggiare periodi di siccità. La Toscana può contare oggi sui i 67 milioni di metri cubi di acqua contenuti nell’invaso di Bilancino e i 135 milioni di metri cubi di acqua ritenuti da Montedoglio. Stiamo pensando – continua Giani - a una serie di interventi che possano in modo capillare e diffuso fornire acqua. Qui si manifesta l’importanza di avere inaugurato nel giugno del 2025 il laghetto a un chilometro e mezzo da Asciano, vicino a dove si è verificato l'incendio tra i comuni di Vico Pisano e la provincia di Lucca, che ha consentito agli elicotteri di poter rifornirsi d’acqua senza doverla andare a prelevare dal mare a dieci chilometri di distanza».

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