Lotta al melanoma, UniPg formerà una nuova generazione di ricercatori
Perugia, 25 giugno 2026 – UniPg partecipa a “SPACE-Mel – SPAtial single-CEll omics research training for MELanoma precision medicine”, il programma internazionale d’eccellenza, finanziato dall’Unione Europea con circa 4,56 milioni di euro nell’ambito delle reti di dottorato Marie Skłodowska-Curie – Horizon Europe: il gruppo multidisciplinare coinvolto è coordinato dal prof. Mario Mandalà.
L’iniziativa, coordinata a livello globale dalla KU Leuven, nasce per superare le attuali barriere tecnologiche e cliniche nella cura del melanoma, focalizzandosi in modo particolare su varianti rare e aggressive come il melanoma mucosale. Il consorzio unisce 10 istituzioni accademiche europee d’élite per trasformare i dati biologici in terapie personalizzate. La ricerca si sviluppa attorno a tre obiettivi scientifici e tecnologici principali, mirati a colmare il divario che oggi rallenta il trasferimento delle scoperte di laboratorio alla pratica clinica.
Gli obiettivi scientifici del Progetto
Il programma unisce le più avanzate tecnologie biomediche con l’obiettivo di superare i limiti delle terapie tradizionali. L’analisi a singola cellula permette una profilazione molecolare ad altissima risoluzione che riesce a studiare le caratteristiche di ogni singola cellula tumorale, superando i limiti del sequenziamento di massa.
La biologia spaziale – Spatial Transcriptomics/Proteomics – consente invece la mappatura dell’esatta posizione geografica delle cellule all’interno del microambiente tumorale per capire come le cellule di melanoma comunicano e spengono il sistema immunitario. L’unione di queste tecniche punta alla medicina di precisione tramite l’identificazione di nuovi biomarcatori capaci di prevedere quali pazienti risponderanno alle immunoterapie o svilupperanno resistenza ai farmaci.
I tre pilastri della ricerca
Il passaggio dall’analisi 2D alla modellizzazione 3D: tradizionalmente, lo studio dei tessuti tumorali avviene tramite sezioni bidimensionali che compromettono la reale comprensione dell’architettura del tumore. Il progetto sviluppa tecniche per mappare la tridimensionalità del microambiente tumorale, tracciando l’esatta disposizione geometrica delle cellule maligne e delle cellule immunitarie.
Integrazione Multi-Omica su singolo campione: per evitare la perdita di informazioni cruciali dovuta alla scarsità di materiale biologico, i ricercatori stanno perfezionando protocolli sperimentali e computazionali in grado di estrarre e analizzare simultaneamente diversi strati molecolari – come trascrittomica e proteomica – dallo stesso identico frammento cellulare.
Big Data genomici e intelligenza artificiale: le tecnologie a singola cellula generano una mole massiva e complessa di dati. Parte centrale della ricerca è dedicata alla creazione di algoritmi di calcolo avanzati e modelli predittivi in grado di interpretare questi dataset, isolando i biomarcatori responsabili della resistenza ai farmaci e dell’evasione immunitaria.
Impatto sull’immunoterapia e la formazione dei ricercatori
Comprendere l’eterogeneità del melanoma permette di intercettare precocemente i meccanismi con cui il tumore ‘spegne’ le difese dell’organismo. Questo approccio permette di identificare ex ante quali pazienti risponderanno con successo alle immunoterapie e quali rischiano una recidiva, personalizzando la strategia terapeutica sin dalle prime fasi della diagnosi.
Oltre all’avanzamento scientifico, lo stanziamento europeo finanzia l’addestramento di 15 candidati dottorali, distribuiti nella rete del consorzio. Queste giovani scienziate e scienziati vengono formati in modo interdisciplinare tra biologia molecolare, patologia digitale, bioinformatica e scoperta di biomarcatori, creando la futura generazione di professionisti della biologia spaziale applicata all’oncologia di precisione.
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