Manchester-City-Inter, Maresca ha 6 attaccanti esterni e Chivu nessuno: ecco perché i nerazzurri ricercano Moussa Diaby sul mercato
Semenyo e McAidoo stellari nell'amichevole di Hong Kong, dove brilla anche Stankovic.
Ah, come gioca Stankovic!
Tornato a "casa" dopo aver giocato all'estero nelle ultime due stagioni prima al Lucerna in Svizzera e poi al Bruges in Belgio, il centrocampista serbo conferma subito di avere la stoffa del campione.
Schierato titolare da Chivu nel ruolo di Calhanoglu come regista davanti alla difesa nell'amichevole vinta ai rigori contro il Manchester City a Hong Kong, Aleksandar domina in mezzo a Barella e Mkhitaryan, di fronte a Kovacic e Reijnders.
Onorando alla grande la maglia numero 5 indossata da suo papà Dejan. Il ragazzo compie 21 anni proprio oggi e ha già tutte le carte in regola per ripercorrere le orme del padre, che ha scritto la storia dell'Inter.
SEI ALI A ZERO
Intanto è iniziato l'ultimo mese del calciomercato estivo e Chivu sta ancora aspettando un degno erede di Denzel Dumfries. Andy Diouf è un esperimento che merita di essere portato avanti, ma allo stesso tempo serve un altro elemento in grado di non far sentire troppo l'assenza del nazionale olandese passato al Real Madrid di Mourinho.
L'Inter è scoperta nel ruolo che fa la differenza nel calcio moderno a livello europeo e mondiale: quello di attaccante esterno con dribbling e cambio di passo per saltare l'uomo e creare superiorità numerica.
Vedere per credere l'azione del momentaneo vantaggio del Manchester City con Mubama che spinge in porta un perfetto assist di Semenyo.
Oltre al nazionale ghanese, in quel ruolo Maresca ha in rosa altri 5 calciatori: Doku, Savinho, Grealish, Monga e McAidoo. Quest'ultimo (classe 2008) ruba l'occhio nel secondo tempo, creando diversi grattacapi alla difesa nerazzurra.
Chivu aspetta e spera di averne uno. In questo senso si spiega il ritorno di fiamma dell'Inter per Moussa Diaby, il francese (classe 1999 scuola PSG ex Crotone e Bayer Leverkusen, passato dall'Aston Villa all'Al-Ittihad per 60 milioni di euro) già trattato invano nello scorso mercato invernale.
PIANO B
Finora l'Inter non possiede elementi di questo tipo, anche perché sarebbero di difficile collocazione nel sistema di gioco base: il 3-5-2. E poi si tratta di giocatori mediamente molto costosi, quindi servirebbero investimenti onerosi per delle alternative ai titolari.
Infatti gli altri possibili moduli (4-3-3, 4-2-3-1, 3-4-2-1 o 3-4-3) non si sposano bene con diverse pedine importanti nello scacchiere di Chivu: Bastoni e Dimarco rischiano di andare in difficoltà in una difesa a quattro, così come Barella e Calhanoglu (ma anche Zielinski e Mkhitaryan) in un centrocampo con due soli centrali; senza dimenticare che Lautaro e Thuram danno il meglio in una coppia d'attacco a due.
Ma avere in rosa delle vere ali di ruolo consentirebbe all'allenatore romeno di cambiare qualcosa a gara in corsa e di essere più imprevedibile. Ad esempio Bisseck o Pavard a destra e Carlos Augusto sulla sinistra sarebbero dei buoni terzini in una difesa a quattro, così come Stankovic e Sucic mediani a centrocampo. Assi nella manica da giocare quando c'è bisogno di un "piano B".
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