“Marine pollution” e interventi antinquinamento a fronte di sostanze chimiche sversate in mare: un’analisi

In precedenza, abbiamo avuto modo di vedere da vicino com’è organizzata e quali sono le procedure standard previste, in ambito nazionale, per le attività di contrasto e del contenimento degli idrocarburi sversati in mare.
In questa seconda pare vogliamo guardare da vicino gli aspetti tecnico-organizzativi da seguire in caso d’inquinamento da sostanze pericolose e nocive HNS (Hazardous and Noxious Substances) sversate in mare che, per loro natura, possono presentare comportamenti differenti in funzione delle loro caratteristiche chimico-fisiche e delle condizioni meteomarine presenti al momento dell’accaduto. Sappiamo, infatti, che una sostanza in acqua può, a seconda dei casi, galleggiare, evaporare, dissolversi nella colonna d'acqua, sedimentare, emulsionarsi o combinare due o più di tali comportamenti.
Ciò si riflette, conseguentemente, sulla risposta operativa da sceglier e che non deve essere determinata esclusivamente dall'aspetto superficiale dello sversamento, ma dovrà essere preceduta - per quanto possibile - dall'identificazione della sostanza, dalla valutazione delle sue proprietà di pericolosità e dalla previsione della sua evoluzione comportamentale nell'ambiente marino.
Per una compiuta e quanto più ampia possibile scelta d’intervento operativo, si dovranno considerare le seguenti variabili:
- volatilità e tensione di vapore;
- infiammabilità e possibilità di formazione di atmosfere esplosive;
- tossicità acuta e cronica;
- densità relativa all'acqua di mare;
- solubilità;
- viscosità;
- reattività con acqua o altre sostanze;
- persistenza e biodegradabilità;
- comportamento in relazione a temperatura, vento, moto ondoso e corrente;
- potenziale bioaccumulo e pericolosità per gli organismi marini.
La pianificazione della risposta deve essere integrata nel sistema nazionale di preparazione e intervento, previsto dal Contingency Plan (Piano nazionale di pronto intervento) e dai relativi piani operativi.
Pianificazione e valutazione dello scenario
In caso di sversamento di HNS, la prima fase dell'intervento consiste, quindi, nella messa in sicurezza dell'area e nella caratterizzazione dello scenario incidentale.
Prima di procedere a qualsiasi attività di contenimento o recupero dovranno essere acquisite - per quanto note – ogni utile informazione relativa a:
- identità e quantità della sostanza;
- modalità e durata dello sversamento;
- posizione e fonte dell'evento;
- stato fisico della sostanza;
- proprietà chimico-fisiche e tossicologiche;
- scheda dati di sicurezza e informazioni sul trasporto;
- condizioni meteorologiche e oceanografiche;
- presenza di navi, infrastrutture, aree portuali e popolazione esposta;
- sensibilità ambientale dell'area interessata.
La pianificazione del Contingency Plan dovrà quindi considerare non soltanto la superficie marina interessata, ma anche la possibile formazione di vapori o gas, la dispersione nella colonna d'acqua e l'eventuale trasferimento della sostanza verso la costa (spiaggiamento).
Particolare attenzione dovrà essere riservata alle sostanze volatili o infiammabili, per le quali l'intervento può comportare un rischio elevato per il personale; in simili circostanze la priorità sarà data alla protezione delle persone da impiegare e dovrà avvenire previa verifica dell'esposizione, da misurare prima dell’inizio delle operazioni di recupero vero e proprio del prodotto.
La pianificazione nazionale dovrà, inoltre, prevedere ruoli, responsabilità, procedure di comunicazione, disponibilità di mezzi e attrezzature, formazione ed esercitazioni alle quali deve essere prestata la massina attenzione. La ratio dell’OPRC-HNS richiede agli Stati la preparazione di sistemi adeguati a garantire una preparazione tecnica richiesta dalla complessità della risposta agli incidenti HNS.
Rilevamento, identificazione emonitoraggio dello sversamento
Non meno delicati sono anche gli aspetti relativi al monitoraggio, che dovranno essere finalizzati alla localizzazione e caratterizzare tramite osservazioni dirette, sistemi ti telerilevamento con l’impiego di sensori remoti, oltre che ai necessari campionamenti da effettuarsi in periodi di tempo diversi.
Tra le tecnologie più moderne che possono essere utilizzabili rientrano:
- SLAR (Side-Looking Airborne Radar), utile per la ricognizione della superficie marina e per individuare anomalie associate alla presenza di contaminanti;
- sensori UV, utilizzabili per rilevare caratteristiche ottiche differenti della superficie;
- sensori IR/thermal imaging e FLIR, utili in determinate condizioni per individuare anomalie termiche e tracce superficiali;
- sistemi elettro-ottici e multispettrali;
- droni e sistemi aerei a pilotaggio remoto, quando autorizzati e compatibili con le condizioni operative;
- osservazione satellitare, particolarmente utile per la ricognizione di aree estese;
- campionamento e analisi chimica per la conferma dell'identità della sostanza.
Tuttavia, occorre non confondere tra la rilevazione della macchia d’inquinante sversato con identificazione, vera e propri, della sostanza; infatti, un'anomalia osservata da un sensore remoto non costituisce di per sé una caratterizzazione chimica; l'identificazione dovrà, dunque, essere confermata mediante informazioni documentali, osservazioni specialistiche e, quando necessario, campionamento e analisi chimico-fisiche.
Il monitoraggio dovrà svilupparsi secondo direttrici dinamiche e si dovrà accompagnare l'intero ciclo dell'emergenza, consentendo di aggiornare la previsione della deriva dovuta all’azione combinata del mare e del vento in modo da poter verificare l'efficacia delle misure operative adottate.
Ricordiamo, infine, che per gli incidenti HNS risulta essere particolarmente importante l’azione di coordinamento fra monitoraggio ambientale, sicurezza dell'intervento e previsione della dispersione; infatti, l'IMO sottolinea che la risposta agli incidenti HNS richiede personale specializzato e attrezzature adeguate allo specifico scenario, incluse unità navali in possesso di specifiche attrezzature e modalità di costruzione.
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