Marisa Allasio, i 90 anni della diva di “Poveri ma belli” che fece innamorare l’Italia e poi sparì dalle scene
Novant’anni il prossimo 14 luglio per Marisa Allasio, icona del cinema italiano, resa celebre dal film di Dino Risi “Poveri ma belli” che conquistò un’intera generazione e non solo. Noi glieli facciamo con una settimana di anticipo gli auguri, avendo stampato negli occhi il suo sorriso aperto, la sua bellezza fatta di ingenuità che conquistò il cuore degli italiani. I suoi film vengono spesso riproposti dalle piattaforme e anche i più giovani oggi possono apprezzare un modello di femminilità elegante e di impatto al tempo stesso. La sua figura ha rotto gli schemi dell’epoca, in particolare grazie alle sue iconiche pose in costume da bagno sui set romani, come testimoniano le numerose immagini dell’Archivio Luce. La Allasio si ritirò poi a vita privata all’apice del successo dopo il matrimonio con il Conte Pier Francesco Calvi di Bergolo.
Marisa Allasio, “Poveri ma belli” la consegnò per sempre al cinema italiano”
“Poveri ma belli” la consegnò per sempre alla storia del cinema italiano. Con il sorriso luminoso di Giovanna, la ragazza capace di conquistare il pubblico con la sua bellezza, la sua spontaneità e quella naturale combinazione di ingenuità e vivacità che divenne il suo tratto distintivo, Marisa Allasio entrò nel cuore degli italiani. Era una delle attrici più amate degli anni Cinquanta, il volto di una nuova femminilità nata nel clima del boom economico: elegante, moderna, ma ancora profondamente legata ai valori di un Paese che stava cambiando. Eppure, proprio quando il successo sembrava aprirle le porte di una carriera ancora più grande, Marisa Allasio scelse una strada diversa. Nel 1958, a soli ventidue anni, sposò il conte Pierfrancesco Calvi di Bergolo, figlio della principessa Iolanda di Savoia, e lasciò definitivamente il cinema. Una decisione inattesa per una giovane interprete all’apice della popolarità, che trasformò la sua breve esperienza sul grande schermo in un mito destinato a durare nel tempo.
La sua bellezza mista di ingenuità e spontaneità entrò nel cuore degli italiani
I suoi novant’anni sono un traguardo che invita a riscoprire la storia di un’attrice capace, in appena quattro anni di attività cinematografica, di lasciare un segno profondo nell’immaginario collettivo, ricostruisce l’Adnkronos. Pochi interpreti hanno saputo rappresentare un’epoca con la stessa immediatezza: il suo volto richiama ancora oggi gli anni della rinascita italiana, delle commedie leggere, dei sogni di benessere e di una società pronta a lasciarsi alle spalle le difficoltà del secondo dopoguerra. Nata a Torino nel 1936 con il nome di Maria Luisa Lucia Allasio, Marisa crebbe in una famiglia legata al mondo dello sport. Suo padre Federico fu un calciatore di valore, centrocampista del Genoa e del Torino negli anni d’oro del calcio italiano. Seguendo gli spostamenti professionali del padre, Marisa visse tra Genova e Roma. Fu proprio nella capitale che iniziò ad avvicinarsi al mondo della recitazione, studiando con Wanda Capodaglio, una delle grandi figure del teatro italiano. Una formazione che contribuì a darle sicurezza e presenza scenica.
Il film che divenne uno dei simboli della commedia italiana
Nel 1952 il suo nome si impose al Lido di Venezia, una delle grandi vetrine dell’Italia dell’epoca, dove venivano celebrate le giovani protagoniste destinate a diventare nuove icone nazionali. La sua immagine fresca e raffinata attirò l’attenzione del pubblico e degli ambienti cinematografici. Dopo alcune esperienze come comparsa, il primo ruolo importante arrivò nel 1954 con “Cuore di mamma” di Luigi Capuano. Da quel momento iniziò una carriera rapidissima: tra il 1954 e il 1958 interpretò sedici film, lavorando con registi di primo piano e accanto ad alcuni degli attori più importanti del cinema italiano. La consacrazione arrivò grazie a Dino Risi e a “Poveri ma belli”, uscito nel 1956. Il film divenne uno dei simboli della commedia italiana del dopoguerra, raccontando con ironia la vita di giovani romani alle prese con l’amore, i sogni e le difficoltà quotidiane. Nel ruolo di Giovanna, Marisa Allasio incarnò perfettamente lo spirito di quella stagione. Il suo personaggio rappresentava una donna nuova: consapevole della propria bellezza, desiderosa di libertà e di indipendenza, ma senza rompere completamente con la morale tradizionale dell’epoca. Giovanna attirava gli sguardi, giocava con la propria femminilità, ma conservava una genuinità che la rendeva vicina al pubblico.
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