Meloni chiama l'ad di Ericsson e l'azienda ritira i licenziamenti. La vertenza era stata attenzionata da Silvia Salis
"A seguito delle interlocuzioni avviate personalmente dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con i vertici di Ericsson, la società ha deciso di ritirare la procedura di licenziamento collettivo che interessava 131 lavoratrici e lavoratori della sede di Genova". Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, spiegando che "di fronte alla strumentalizzazione politica che si è sviluppata attorno alla vicenda, con il rischio di alimentare tensioni sulla pelle dei lavoratori", la premier "è intervenuta personalmente, telefonando all'amministratore delegato di Ericsson, Andrea Missori". La vertenza è nata quando agli inizi di settembre la multinazionale delle telecomunicazioni Ericsson ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 131 dipendenti a Genova. Decisione che, ricordano le stesse fonti, ha suscitato "preoccupazione per le ricadute occupazionali e per le prospettive del presidio tecnologico e di ricerca presente a Genova".
La notizia è stata accolta con soddisfazione dalla sindaca di Genova Silvia Salis. "Apprezzo che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, abbia ascoltato la protesta dei lavoratori in occasione dell'inaugurazione del Salone Nautico di Genova e la ringrazio per il suo intervento. Questo risultato è stato possibile grazie alla lotta dei lavoratori, che hanno tenuto alta l'attenzione sulla vertenza". Salis ha partecipato in videocollegamento all'incontro convocato oggi a Roma dall'azienda, seguito in presenza dall'assessore Emilio Robotti, e già da tempo aveva attenzionato la vertenza. "L'ultima cosa di cui ha bisogno Genova è un disinvestimento di multinazionali che hanno preso quello che c'era da prendere e ora iniziano a lasciare a casa le persone. Non ce lo possiamo permettere", ha detto il 15 settembre a Palazzo Tursi in Consiglio comunale, annunciando che avrebbe a breve incontrato i sindacati, e di aver chiesto un incontro anche con i vertici dell'azienda. In quel contesto, all'unanimità il Consiglio comunale di Genova ha approvato un ordine del giorno straordinario firmato da tutti i capigruppo per esprimere "la massima solidarietà ai 131 lavoratori di Ericsson coinvolti nella nuova procedura di licenziamento annunciata dall'azienda l'11 settembre scorso". Il documento impegnava la sindaca e la Giunta ad "attivarsi con la massima urgenza nei confronti della proprietà e della dirigenza Ericsson per chiedere la sospensione o la revoca immediata della procedura di licenziamento, coinvolgendo senza indugio le organizzazioni sindacali, l'azienda stessa e le istituzioni competenti, anche attraverso la richiesta di un tavolo al ministero".
Il 16 settembre la sindaca e l’assessore al Lavoro Emilio Robotti hanno incontrato i lavoratori e poco dopo i vertici genovesi dell’azienda. “I dirigenti di Ericsson hanno dichiarato di non poter recedere dalla decisione, che rientra in una più ampia strategia del gruppo, e hanno riferito di aver avviato un confronto con il presidente di Confindustria Genova per individuare opportunità di ricollocamento sul territorio per i 131 lavoratori – spiega il Comune in una nota –. Secondo quanto affermato dai vertici locali, l’azienda è sana e non intende lasciare Genova: il ridimensionamento riguarderebbe esclusivamente la specifica area di prodotto interessata”. Salis ha poi detto: “Chiederemo a Ericsson di chiarire quali investimenti intenda fare e quale sia il suo piano industriale per l’Italia e per la sede di Genova". La sindaca ha dunque annunciato anche l'invio di una lettera ai ministeri dell'Economia, del Made in Italy e del Lavoro.
Il 23 settembre, i lavoratori hanno tenuto un presidio sotto la Prefettura, di Genova, in concomitanza con lo sciopero proclamato contro i 131 licenziamenti annunciati. Durante il tavolo convocato in Prefettura, i rappresentanti di Ericsson hanno chiesto l’esclusione di Comune e Regione dalla riunione. Richiesta definita dalla prima cittadina "un fatto inaudito e senza precedenti per la nostra città. Si tratta di un grave sgarbo istituzionale da parte dei vertici dell'azienda, ai quali avevamo garantito la massima disponibilità al dialogo in una vertenza cruciale per il tessuto lavorativo genovese", ha proseguito Salis. "Noi ci saremo in ogni fase di questo confronto, fianco a fianco con i sindacati e i lavoratori, e ci uniamo alla loro richiesta di un tavolo nazionale coordinato dal governo".
Il primo ottobre Salis ha incontrato i lavoratori di Ericsson in sciopero e presidio davanti all’ingresso del Salone Nautico Internazionale di Genova, nel giorno dell’inaugurazione, ribadendo la vicinanza dell’amministrazione alla vertenza. In quello stesso contesto emerge un piccolo incidente diplomatico tra Salis e la premier. In occasione del taglio del nastro per l'inaugurazione dell'edizione del Salone, sono stati invitati a salire sul palco la premier, il presidente di Confindustria nautica Piero Formenti e il governatore Marco Bucci, mentre la sindaca è rimasta in prima fila accanto alla vicepresidente del Senato Licia Ronzulli. Un'esclusione che ha generato imbarazzo istituzionale, precipitato poi nel dibattito politico: "Non voglio fare polemica – ha commentato Salis –. Vorrei solo ricordare che noi siamo in prestito alle istituzioni, le istituzioni non sono 'nostre'. Gli incarichi che abbiamo li serviamo, non servono a noi. Noi rappresentiamo le istituzioni per le quali siamo state votati. Non sono incarichi personali, non vanno personalizzati in nessun modo. Ma devo dire che se l'obbiettivo, come si vocifera, era quello di togliermi l'attenzione non credo sia stato raggiunto". Una nota di Palazzo Chigi ha sottolineato poi come Meloni sia "rimasta sorpresa e dispiaciuta nel constatare" l'assenza della prima cittadina. Tutto sarebbe stato legato a un errore dell'organizzazione del Salone: questa la spiegazione offerta alla presidente del Consiglio, che successivamente ha espresso il proprio dispiacere alla diretta interessata in una telefonata.
Oggi alle 16.30 a Roma, presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, si è tenuto il tavolo Ericsson voluto dal ministro Adolfo Urso per riprendere in mano la vertenza che riguarda Ericsson a Genova. "Siamo lieti che l'azienda abbia accolto la richiesta del presidente del Consiglio, annunciando al tavolo convocato al Mimit il ritiro dei licenziamenti e l'attivazione di procedure consensuali, con esodi incentivati e volontari", ha dichiarato il ministro.
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