Napoli, Conte e De Laurentiis in conferenza: confermato l'addio. "Non ho voluto sapere nulla. Chi getta veleno è un fallito"

24 Maggio 2026 - 21:14
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La vittoria contro l'Udinese sarà l'ultima sulla panchina del Napoli per Antonio Conte. Allenatore e presidente hanno confermato la separazione in conferenza stampa post partita.

La vittoria per 1-0 ottenuta dal Napoli contro l'Udinese con goal di Hojlund sarà l'ultima partita di Antonio Conte come allenatore del club azzurro. Al termine della gara, invece delle classiche interviste alle tv post-partita a cui l'allenatore non si è concesso, è andata in scena una conferenza stampa congiunta nella pancia dello stadio Diego Armando Maradona che ha visti protagonisti sia il patron Aurelio De Laurentiis che lo stesso Conte.


I due hanno annunciato ufficialmente la chiusura del rapporto lavorativo dell'ex-Juventus che chiude i due anni a Napoli con due titoli vinti, uno Scudetto e una Supercoppa Italiana e un secondo posto. Confermata la separazione e l'interruzione del contratto che, teoricamente, era in scadenza al 30 giugno 2027 ovvero con ancora un altro anno a disposizione.


LE PAROLE DI CONTE

Queste le parole di Conte in conferenza stampa:


DECISIONE PRESA - "Un mese fa ho chiamato il presidente e non ho chiesto niente. Ho detto: 'In virtù dell'amicizia che abbiamo il mio percorso sta per terminare'. Non mi interessava sapere niente perché era una decisione che avevo già preso".


I VELENI "DEI FALLITI" - Sul Napoli ho fallito su una cosa. Non sono riuscito a compattarvi, non sono riuscito a compattare l'ambiente e se non si porta compattezza non si può competere con le altre squadre. Io ho visto tanti veleni, tanta zizzania, chi sparge veleno è un fallito. Chi sparge veleno solo per poi dire in trasmissione "hai visto come ho attaccato Conte...". Napoli non ha bisogno di questo, ha bisogno di gente serie che deve aver voglia di voler bene alla squadra, come i tifosi che pagano il biglietto. Certe persone devono allontanarsi da Napoli perché sono nocive. Io non ci sono riuscito a compattare e nel momento in cui ho capito che non ce l'avrei fatta ho capito che non potevamo competere con le super-potenze che sono Juventus, Milan e Inter, ho alzato le mani. Ci metto la faccia su tutto, ce l'ho messa in due anni, ma quando mi rendo conto che le cose non possono essere cambiate chiudo. Ringrazio il presidente De Laurentiis per avere l'opportunità, ho potuto conoscere veramente Napoli sotto tutti gli aspetti. Il tifoso Napoletano mi ha capito. C'è la critica che è costruttiva e una che è distruttiva. Anche l'anno scorso... Hanno criticato Ancelotti? Ma Ancelotti è andato via e qui non ha vinto".


DOPO BOLOGNA - "Dopo Bologna quello che ho avvertito è che c'erano delle situazioni che non mi piacevano. Ho avuto il carattere di dire che le annate anonime non le volevo fare ed ero anche pronto a farmi da parte. Qualche innesto della campagna acquisti non è entrato in sintonia con il vecchio gruppo, poi ci siamo parlati in maniera chiara con i ragazzi ed eravamo tutti sulla stessa barca".


COM'È ANDATA - "C'è voluto poco, ci siamo incontrati e gliel'ho detto. Il presidente mi ha anche detto: "se cambi idea, fino all'ultimo questa è casa tua". Io ringrazierò sempre il presidente e la sua famiglia. "So che con questa proprietà il Napoli sarà sempre competitivo"

LE PAROLE DI DE LAURENTIIS

Queste le parole di De Laurentiis in conferenza stampa:


LA SOSTA POST BOLOGNA E LE SETTIMANE DI CONTE LONTANO DA NAPOLI - "Può capitare a tutti quanti di avere un momento di forte delusione. E quindi probabilmente Antonio in quel momento ha detto: "forse è una piazza che pretende troppo da me, avrà pensato: "io sono bravissimo ma non posso fare miracoli". Lo pregai di prendersi due settimane sabbatiche, 8 giorni quelli che erano. Gli dissi di stare tranquillo, stare a casa, riposarsi".


CRITICA AL GOVERNO - Il governo non fa da tappo ai procuratori. Poi ci si mette il ministro dello sport poi c'è Giorgetti che ha sulla sua scrivania la maglia del Southampton. Il governo è così miope da disattendere l'entusiasmo di 28 milioni di elettori?


SIPARIETTO - Il siparietto, un cellulare continua a suonare in sala: "Ma chi è questo qui? Sarà un rompico...i"


LE CRITICHE A CONTE?- "Il fatto di non avere la totalità della condivisione è un fatto tipico italiano. Hanno criticato Ancelotti, basta per capire che dicono un mare di cazz***e. Dovresti dire che se non avessimo avuto gli infortuni e gli incidenti, avresti rivinto il campionato".

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