Oro sopra i 125 €/g: la corsa del metallo spiegata in tre fattori

Maggio 18, 2026 - 09:24
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Oro sopra i 125 €/g: la corsa del metallo spiegata in tre fattori

lentepubblica.it

Prezzo oro oltre 125 euro al grammo: guerra, banche centrali e inflazione spingono il rally del metallo prezioso.


Dodici mesi fa un grammo d’oro fino valeva circa 88 euro. Oggi ne vale 126. Nel mezzo, un picco a quasi 150 euro a gennaio, una correzione violenta e una stabilizzazione su livelli che, appena due anni fa, sarebbero stati impensabili. Chi possiede gioielli in oro si trova seduto su un capitale rivalutato di oltre il 40% in un anno, spesso senza esserne consapevole. Ma per capire se convenga vendere oro adesso, aspettare o dimenticare l’idea, serve guardare cosa muove questi numeri.

Prezzo oro al grammo: tre forze dietro il rally

La crescita del prezzo dell’oro non è il frutto di un singolo evento. È la convergenza di tre dinamiche strutturali che si alimentano a vicenda.

La prima è la geopolitica. Il conflitto Iran-USA esploso a inizio 2026, con l’escalation militare in Medio Oriente e il quasi-blocco dello Stretto di Hormuz, ha riportato il premio per il rischio al centro delle scelte di investimento globali. L’oro ha toccato i 5.600 dollari l’oncia a fine gennaio, il massimo storico assoluto, proprio nei giorni più acuti della crisi. In euro al grammo, il picco si è tradotto in circa 148 euro: un livello che nessun modello previsionale indicava anche solo sei mesi prima.

La seconda forza sono le banche centrali. Dal 2022, gli istituti di emissione di tutto il mondo acquistano oro a ritmi senza precedenti, con una media superiore alle 800 tonnellate annue. Cina, India, Uzbekistan, Malesia e decine di economie emergenti stanno diversificando le proprie riserve, riducendo l’esposizione al dollaro. Nel solo 2025, gli acquisti ufficiali hanno raggiunto le 863 tonnellate. È una domanda strutturale, che non dipende dai titoli dei giornali e che fornisce un pavimento sotto il prezzo.

La terza è l’inflazione e la politica monetaria. Lo shock energetico provocato dalla crisi iraniana, ha riacceso l’inflazione negli Stati Uniti (i prezzi alla produzione sono cresciuti ad aprile al ritmo più rapido dal 2022) e il mercato ha completamente escluso tagli dei tassi da parte della Federal Reserve per l’intero anno. Alcuni operatori stanno addirittura scontando la possibilità di un rialzo dei tassi entro dicembre. L’oro, che non genera interessi, in teoria soffre quando i tassi salgono. Eppure resta sopra i 120 euro al grammo, segno che le altre forze sono più potenti del vento contrario dei tassi.

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La correzione di primavera: cosa è successo

Dopo il picco di gennaio, l’oro ha perso circa il 15% in euro nel giro di tre mesi. È stato il peggior trimestre per il metallo dal 2008. La ragione è contro-intuitiva: la guerra, invece di sostenere l’oro, lo ha penalizzato nel breve periodo attraverso il canale energetico. Il petrolio alle stelle ha alimentato l’inflazione, l’inflazione ha rafforzato il dollaro, e un dollaro più forte rende l’oro più caro per chi compra in altre valute, comprimendo la domanda.

La correzione, però, non ha cambiato il quadro di fondo. Goldman Sachs mantiene un target di 5.400 dollari l’oncia entro fine 2026 (circa 140 euro al grammo ai cambi attuali) sostenuto dalla domanda strutturale delle banche centrali. Il 70% degli istituti intervistati dall’analista Daan Struyven prevede un ulteriore aumento delle riserve auree globali nei prossimi dodici mesi.

Quotazione oro: cosa significa per chi possiede oro usato

La quotazione dell’oro in tempo reale non è un dato astratto per chi ha gioielli nel cassetto. Un bracciale in oro 18 carati da 30 grammi che a maggio 2025 valeva (al netto delle commissioni del compro oro) circa 1.480 euro, oggi ne vale circa 2.120. Sono 640 euro di differenza sullo stesso oggetto, fermi in un portagioie. Basta controllare il prezzo oro al grammoper rendersi conto di quanto le valutazioni nei compro oro siano cresciute rispetto a un anno fa.

Nei mesi di picco del prezzo, come racconta Valerio Saltari, founder di Orolivecompro oro, le richieste di valutazione aumentano in modo esponenziale. I dati interni lo confermano: a gennaio 2026, quando l’oro ha toccato i massimi, i volumi di vendita hanno raggiunto quasi il doppio della media annuale. Non è panico: è consapevolezza. Chi monitora il prezzo e sceglie il momento giusto, ottiene risultati molto diversi da chi vende d’impulso.

Quotazione oro da record: quanto può durare?

La risposta onesta è che nessuno lo sa con certezza. Ma le condizioni che hanno sostenuto il rally, non mostrano segnali di rientro rapido. Gli analisti sono divisi tra chi vede un consolidamento sopra i 120 euro al grammo e chi prevede un nuovo test dei massimi nella seconda metà dell’anno, soprattutto in caso di ulteriore escalation in Medio Oriente o di recessione nelle economie occidentali.

Per chi possiede oro usato e sta valutando se vendere, il dato più rilevante non è la previsione a sei mesi, ma il livello attuale rispetto alla media storica. L’oro è oggi al 40% sopra i livelli di un anno fa e al 70% sopra quelli di due anni fa. Che si tratti di un nuovo equilibrio o di un eccesso destinato a correggersi, il margine rispetto a qualsiasi punto di ingresso recente resta ampio.

 

 

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