Otto “uomini di Dio” al lavoro nella Costituente
La prima seduta dell'Assemblea costituenteNel panorama di opere, saggi e approfondimenti sulla nascita della Repubblica italiana si distingue un libro agile nel formato, ma con un’ambizione elevata: portare alla conoscenza di un pubblico più vasto il fatto che otto Padri costituenti hanno dato il loro apporto attingendo ai principi del cristianesimo, vissuto in prima persona.
Si tratta di Otto alla Costituente. Gli uomini di Dio che hanno fondato la Repubblica (Edizioni San Paolo, 144 pagine, 15 euro), nato da un’idea di Luigi Accattoli, vaticanista di lungo corso, che ha proposto a me di aiutarlo in una ricerca su come queste personalità hanno inciso sulla nostra Carta fondamentale e sul perché – già in vita, ma ancor più dopo la morte – sono state ammirate e stimate tanto che per cinque di esse sono state avviate le cause di beatificazione e canonizzazione (ma nessuno è ancora stato dichiarato beato o santo).
Da De Gasperi a Moro, come altri politici “santi”
Fin dalla copertina sono messi in evidenza i loro nomi, dal più anziano al più giovane al momento dell’elezione all’Assemblea Costituente: Alcide De Gasperi, Igino Giordani, Giorgio La Pira, Giuseppe Lazzati, Enrico Medi, Benigno Zaccagnini, Giuseppe Dossetti, Aldo Moro.
Nella prefazione, Accattoli riferisce come le loro storie personali si assomiglino pur nelle differenze: hanno tutti appartenenze ecclesiali molto radicate, in gran parte fanno riferimento all’Azione cattolica, in vario modo hanno avuto a che fare con Giovanni Battista Montini nelle varie fasi della sua vita fino al papato.

Nella postfazione, invece, ho avuto il compito di allargare lo sguardo oltre l’Italia, tratteggiando altre figure di parlamentari e politici, tutti appartenenti a istituzioni repubblicane (eccetto il patrono di governanti e politici, san Tommaso Moro), per i quali sono in corso le cause per dichiararli ufficialmente santi.
La trattazione su ognuno degli otto protagonisti del libro, dichiaratamente divulgativa e priva di apparato critico, è sviluppata su diversi piani: biografico, citazionistico (nella sezione Le parole del giusto, dove però sono indicate le fonti di quelle espressioni), apporto alla Costituente e fama di santità. I primi due sono di competenza di Accattoli, mentre gli altri due sono opera mia.
I loro rapporti con Milano
Quelli che hanno avuto maggiori rapporti con Milano sono, oltre a Lazzati, La Pira e Dossetti, in quanto membri del Pio Sodalizio dei Missionari della Regalità fondato da padre Gemelli; ma anche gli altri sono passati per la Diocesi ambrosiana a vario titolo. La Pira e Lazzati sono, a mio parere, quelli che godono di maggior fama di santità: non a caso Giuliano Pisapia, già sindaco di Milano, in un commento su Avvenire del 20 gennaio 2022 firmato insieme al giornalista Alberto Mattioli, considerava informalmente il primo “patrono dei sindaci”, sebbene al tempo (e lo è a tutt’oggi) fosse ancora Venerabile.
Quanto a Lazzati, definito nel titolo del suo capitolo «politico suo malgrado e giornalista per forza», è uno dei sei personaggi che Accattoli ha conosciuto di persona. Nella prefazione racconta un incontro con lui che gli è rimasto impresso: «Seduti l’uno accanto all’altro, ascoltavamo il cardinale Martini, a Milano, al Circolo della Stampa, nel gennaio del 1981, a un anno dalla sua nomina ad Arcivescovo, che invitava a non tacitare la domanda di Gesù: “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” (Luca 18,8). Ci guardammo a quelle parole, trovandoci d’accordo – a colpo d’occhio – sulla necessità di prenderle con la massima serietà».
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