Pensione, ecco come ottenere il recupero degli anni di servizio civile e militare

13 Giugno 2026 - 10:15
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lentepubblica.it

Molti cittadini che nel corso della propria vita hanno svolto il servizio militare oppure hanno partecipato a programmi di servizio civile si chiedono se quel periodo possa essere valorizzato ai fini pensionistici. La risposta è sì, ma le modalità cambiano sensibilmente a seconda dell’epoca in cui il servizio è stato svolto.


Per fare chiarezza su un tema che interessa migliaia di lavoratori, l’INPS ha diffuso una guida riepilogativa che illustra i criteri per ottenere il riconoscimento contributivo dei periodi trascorsi al servizio dello Stato. Si tratta di una possibilità che consente di evitare “buchi” nella carriera assicurativa e che, in alcuni casi, può contribuire ad anticipare il raggiungimento dei requisiti necessari per il pensionamento.

La disciplina distingue infatti tra servizio militare, servizio civile svolto prima del 2006 e servizio civile universale successivo a tale data, prevedendo strumenti differenti per ciascuna situazione.

Quando i contributi vengono riconosciuti gratuitamente

Per una parte dei cittadini esiste la possibilità di ottenere il riconoscimento dei periodi di servizio senza sostenere alcun costo.

La normativa prevede infatti il cosiddetto accredito figurativo, un meccanismo attraverso il quale lo Stato attribuisce contributi previdenziali senza richiedere versamenti da parte dell’interessato.

Questa opportunità riguarda innanzitutto chi ha svolto il servizio militare, compresi alcuni servizi equiparati nelle Forze Armate italiane, ma anche coloro che hanno partecipato al servizio civile entro il 31 dicembre 2005. La tutela si estende inoltre ai casi in cui l’avvio del servizio sia avvenuto nel 2005 e la conclusione nel corso del 2006.

Rientrano nel beneficio anche il servizio militare non armato e il servizio sostitutivo civile previsti dalla normativa vigente all’epoca.

L’accredito figurativo può essere richiesto da lavoratori ancora in attività, da pensionati e, in caso di decesso dell’interessato, anche dai superstiti aventi diritto.

A chi spetta il beneficio previdenziale

L’obiettivo della misura è colmare eventuali periodi privi di contribuzione.

Per questa ragione il riconoscimento è possibile soltanto quando il periodo interessato non sia già coperto da altre attività lavorative o da versamenti contributivi effettuati presso una gestione previdenziale.

In altre parole, il sistema evita qualsiasi forma di doppio conteggio. Se durante il periodo di servizio risultano già presenti contributi validi per la pensione, l’accredito figurativo non può essere utilizzato per gli stessi mesi.

Un altro requisito fondamentale riguarda la posizione assicurativa del richiedente. Per presentare la domanda è infatti necessario possedere almeno un contributo effettivamente versato in una delle gestioni previdenziali interessate.

Le gestioni previdenziali nelle quali è possibile ottenere l’accredito

I contributi figurativi possono essere riconosciuti all’interno di diversi fondi amministrati dall’INPS.

Tra questi figurano:

  • l’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) dei lavoratori dipendenti;
  • le gestioni dedicate ai lavoratori autonomi, come artigiani, commercianti e coltivatori diretti;
  • alcuni fondi speciali di previdenza, nei limiti previsti dai rispettivi regolamenti.

È importante evidenziare che questa possibilità non è prevista nella Gestione Separata INPS, circostanza che interessa numerosi professionisti e collaboratori iscritti a tale fondo.

Servizio Civile Universale: dopo il 2005 cambia tutto

La situazione è differente per coloro che hanno aderito al Servizio Civile Universale attraverso contratti stipulati dal 2006 in avanti.

Con il nuovo ordinamento è venuta meno la copertura contributiva automatica garantita dallo Stato. Di conseguenza, l’anno trascorso in servizio non genera automaticamente contribuzione figurativa.

Questo non significa però che il periodo vada perduto.

La legislazione consente infatti di recuperarlo attraverso il riscatto oneroso, uno strumento che permette di trasformare il periodo di servizio in contribuzione utile per la pensione mediante il pagamento di un importo calcolato secondo criteri stabiliti dall’INPS.

Quanto costa il riscatto e quali vantaggi offre

Il riscatto del servizio civile svolto dopo il 2005 comporta un esborso economico a carico dell’interessato, ma presenta alcune agevolazioni che ne riducono l’impatto.

L’importo può infatti essere determinato utilizzando modalità di calcolo agevolate previste dalla normativa. Inoltre, la somma versata è interamente deducibile dal reddito imponibile, generando quindi un vantaggio fiscale.

Un ulteriore elemento favorevole riguarda la possibilità di suddividere il pagamento in rate senza applicazione di interessi, rendendo più sostenibile il recupero contributivo anche per chi non dispone immediatamente dell’intera somma richiesta.

Le condizioni da rispettare per ottenere il riconoscimento

Prima di presentare l’istanza è opportuno verificare attentamente la presenza di tutti i requisiti richiesti dall’INPS.

Oltre alla necessità di possedere almeno un contributo effettivo, il periodo oggetto della domanda non deve essere già valorizzato ai fini di altre prestazioni pensionistiche.

L’istituto previdenziale esclude infatti i casi in cui gli stessi mesi siano stati già utilizzati per ottenere trattamenti pensionistici statali oppure prestazioni sostitutive, esclusive o esonerative rispetto all’Assicurazione Generale Obbligatoria.

Per quanto riguarda il servizio militare, esiste inoltre una specifica limitazione: l’accredito figurativo può essere riconosciuto soltanto quando non sia possibile costituire una posizione assicurativa nell’AGO secondo quanto previsto dalla normativa di riferimento.

Come presentare la domanda all’INPS

Le richieste devono essere inoltrate esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’INPS:

Non sono previste procedure cartacee né la presentazione presso gli sportelli territoriali.

Nel caso del servizio militare, durante la compilazione dell’istanza è necessario indicare con precisione:

  • le date del periodo di servizio da riconoscere;
  • il distretto militare o l’ufficio competente presso cui il servizio è stato svolto.

Una volta ricevuta la domanda, sarà direttamente l’INPS ad acquisire la documentazione necessaria presso le amministrazioni militari competenti.

Questo significa che il cittadino non dovrà procurarsi autonomamente certificati o attestazioni, poiché gli accertamenti verranno effettuati dall’Istituto attraverso i canali istituzionali.

Un’opportunità da non sottovalutare per la pensione futura

Molti lavoratori ignorano ancora oggi la possibilità di valorizzare i periodi trascorsi al servizio dello Stato. Eppure, soprattutto nelle carriere caratterizzate da contributi discontinui, il riconoscimento del servizio militare o civile può rappresentare un tassello importante per incrementare l’anzianità assicurativa.

La distinzione tra accredito figurativo gratuito e riscatto a pagamento resta il punto centrale da conoscere: chi ha svolto il servizio civile entro il 2005 o il servizio militare può beneficiare, in presenza dei requisiti previsti, di contributi riconosciuti senza alcun costo; chi invece ha aderito al Servizio Civile Universale negli anni successivi può comunque recuperare quel periodo attraverso il meccanismo del riscatto.

Verificare la propria posizione contributiva e valutare per tempo queste opportunità può fare la differenza nel percorso che conduce alla pensione.

La guida dell’INPS

Qui il documento completo.

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