Per Giorgetti il voto può aspettare, la priorità è l’autonomia differenziata

24 Giugno 2026 - 07:23
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Per Giorgetti il voto può aspettare, la priorità è l’autonomia differenziata

Le indiscrezioni su possibili elezioni anticipate non convincono Giancarlo Giorgetti. E il motivo, almeno ufficialmente, ha un nome preciso: autonomia. Intervenendo alla festa de La Verità, il ministro dell’Economia ha preso posizione dopo la ricostruzione pubblicata da Bloomberg, secondo cui Giorgia Meloni avrebbe affrontato il tema del voto anticipato durante un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un’ipotesi che Giorgetti ha liquidato con una considerazione politica molto netta: «Autonomia e federalismo assolutamente non sono passati di moda» e, per completarne l’iter parlamentare, «non si può votare ad aprile».

Come racconta il Corriere della Sera, le parole del ministro sono state lette anzitutto come un messaggio agli alleati di Fratelli d’Italia. Nella Lega l’autonomia resta infatti uno dei principali obiettivi politici della legislatura e molti dirigenti del partito ritengono impensabile tornare davanti agli elettori senza aver portato a casa almeno una prima attuazione della riforma.

Il tema è particolarmente sensibile nel Carroccio. Solo pochi giorni fa, durante il Tavolo dei territori voluto da Matteo Salvini, il presidente del Veneto Luca Zaia aveva ribadito la necessità di completare un percorso inseguito dal partito da oltre un decennio. Le dichiarazioni di Giorgetti sembrano andare nella stessa direzione e rafforzano le posizioni dell’ala più legata alle tradizionali battaglie del Nord.

Ma il ministro ha colto l’occasione anche per parlare dello stato di salute della Lega. E lo ha fatto con una formula che il Corriere definisce significativa. «La Lega non è un partito. È un movimento politico effervescente, solidamente radicato sul territorio», ha detto. Una descrizione che, dietro l’immagine positiva, sembra riconoscere anche le tensioni interne che attraversano il Carroccio.

Proseguendo nella metafora, Giorgetti ha spiegato che la Lega è come una pianta dalle radici profonde, capace di resistere alle tempeste e di ricrescere dopo le difficoltà. «Come sempre, troveremo la via giusta per tornare a tenere alta la nostra battaglia», ha detto.

Secondo il Corriere della Sera, nelle parole del ministro si possono leggere sia il richiamo alla storia del movimento sia un riferimento alle difficoltà attuali: il calo dei consensi registrato negli ultimi anni e la crescita di Futuro Nazionale, il progetto politico guidato da Roberto Vannacci. Non è un mistero, ricorda il quotidiano, che Giorgetti abbia guardato con preoccupazione all’ascesa dell’ex generale, tanto da dichiarare già alle elezioni europee del 2024 che non avrebbe votato per lui nonostante fosse candidato nelle liste della Lega.

Il messaggio del titolare dell’Economia sembra dunque doppio: da un lato frenare ogni ipotesi di accelerazione verso le urne, dall’altro ricordare che il rilancio del partito passa ancora dalle sue storiche parole d’ordine, a partire dall’autonomia e dal rapporto con il Nord produttivo.

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