Per il debutto nel mondo dell'Alta Moda, lo stilista Duran Lantink non si è limitato a stravolgere gli abiti, ma le stesse proporzioni del corpo umano. Nel segno di Maria Antonietta.
Se c’è una certezza nella settimana dell’Alta Moda di Parigi, è che la sfilata di Jean Paul Gaultier non passerà inosservata. Specialmente ora che Duran Lantink – altro stilista enfant terrible con uno spiccato gusto per la provocazione – ha preso le redini della Maison. Per il debutto nel mondo dell’Haute Couture non si è limitato a stravolgere gli abiti, ma i corpi stessi, inventando nuove anatomie attraverso code in tulle, braccia tubolari e protuberanze che imitano i glitch delle immagini generate con l’intelligenza artificiale.
A chi si è ispirato Lantink per la prima sfilata Couture
Da quando Duran Lantink è entrato a far parte di Jean Paul Gaultier, ha portato nelle collezioni un gusto per l’assurdo, ma anche l’amore per le illusioni ottiche e una riflessione costante sui corpi. Le forme vengono continuamente esposte, modificate, esasperate. «Voglio mettere alla prova il capo d’abbigliamento stesso – ha spiegato Lantink in una dichiarazione – Spingerlo al limite estremo del suo potenziale scultoreo».
La Couture gli ha fornito un ottimo terreno di gioco: dopo un rassicurante cappotto sartoriale, sono comparsi in passerella abiti con strutture in tulle come spazzole che “sparavano” la stoffa in ogni possibile direzione dal petto o dai fianchi. Le modelle sembravano creature degli abissi imprigionate in uno strano carapace, o addirittura aliene.

Un look dalla sfilata Jean Paul Gaultier Haute Couture 26-27
L’ispirazione arriva da molto lontano, come ha spiegato lo stilista: dalla regina più citata dalla moda, Maria Antonietta, e dai suoi abiti pensati per occupare lo spazio. I fiocchi sui capelli, i pantaloni in velluto, le rigide gonne damascate e le mules satinate strizzavano l’occhio al Settecento, ma con qualcosa di anomalo.
È impossibile non rivedere nei bustini deformati e nelle strutture tubolari che emergevano dai corpetti come tentacoli qualcosa di simile agli errori dell’intelligenza artificiale e del modo in cui deforma i corpi. In particolare nel bustier effetto nudo di un modello, improvvisamente “spostato” su un lato.

La sfilata Haute Couture Jean Paul Gaultier 2026-27
L’obiettivo di Lantink, dunque, era di far dialogare le più sofisticate tecniche artigianali con la più avanzata tecnologia a disposizione. Non sono mancati gli omaggi al fondatore e alla passione per i corsetti rigidi, accompagnati da riedizioni couture di capi di uso quotidiano, come una giacca di jeans, un giubbotto da motociclista in pelle e un tailleur gessato grigio.
In questo gioco di metamorfosi e illusioni ottiche, Lantink ha fatto sfilare abiti con due code rigide che si aprivano dai fianchi, gonne in tulle sospese da reggicalze e giacche con strutture tubolari che fasciavano il collo e le spalle. È già virale l’abito fenicottero, coperto da piume rosa e con protuberanze che ricordavano il collo piegato dell’uccello.

Un look dalla sfilata Jean Paul Gaultier Haute Couture 26-27
Alcuni pezzi hanno il potenziale per i futuri red carpet: lo straordinario abito colonna in plissé rosa, il vestito midi ricoperto di paillettes bianche, o la gonna con frange di perline. Tutto il resto appartiene al campo della sperimentazione artistica: non è forse questo, in fin dei conti, il vero scopo della Couture?

The post Maria Antonietta con l’intelligenza artificiale: la surreale sfilata Couture di Jean Paul Gaultier appeared first on Amica.
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