Mvc Group chiude il 2025 oltre i 113 mln (+6%). Foà (CEO): “Controllo diretto dei mercati chiave”
Mvc Group ‘cambia rapporto’. Il player specializzato in sportswear, specialmente ciclismo e outdoor, – e partecipato al 40% dal fondo Equinox dal 2019 – ha chiuso il 2025 con oltre 113 milioni di euro di fatturato, in crescita del 6% su tutti i brand del portafoglio, con un ebitda superiore al 12% e una posizione finanziaria netta positiva e in miglioramento. È il quadro dipinto a Pambianconews dal CEO Emilio Foà, entrato al timone dell’azienda da poco più di un anno – il primo dirigente esterno alla società e simbolo di una scelta strategica di rafforzamento della governance. “Sono stati due anni intensi e positivi per l’azienda”, commenta il dirigente, sottolineando come il gruppo abbia superato la fase di destocking post-pandemica “senza mai danneggiare i brand”. Sul primo semestre 2026, Foà parla di “cauto ottimismo”: i risultati sono sostanzialmente in linea con il piano di crescita per la maggior parte dei brand.
Il gruppo bellunese, fondato nel 1946 dalla famiglia Cremonese, compie quest’anno 80 anni di attività e all’anniversario si aggiunge quello dei 150 anni di Castelli, il brand di punta acquisito nel 2003 e che pesa oggi quasi il 60% delle vendite complessive. L’azienda sta portando avanti una strategia di crescita fondata su tre pilastri: l’accelerazione del canale diretto, che dal 25% attuale del fatturato punta a raggiungere il 30% nel 2028; l’internazionalizzazione attraverso filiali dirette, con quattro operazioni perfezionate nell’ultimo anno; e un piano industriale con un incremento organico sul ventaglio dei brand.
Nello specifico, questo piano triennale proietta il gruppo a 150 milioni di euro di fatturato, con una crescita cagr di almeno il 10% su tutti i marchi – Castelli, Sportful, Karpos e Zoot – e un aumento della profittabilità nonostante gli investimenti previsti di circa 50 nuove assunzioni, in particolare su marketing, digitale e IT, oltre a un nuovo sistema di pianificazione delle risorse d’impresa (Erp) di gruppo – già live negli Stati Uniti, in estensione a Canada e Italia – e a un re-platforming del sito web atteso in autunno. “È un piano a crescita totalmente organica, autofinanziato e con generazione di cassa”, sottolinea Foà, ricordando che il modello di business resta capital-light: “la produzione è in gran parte esternalizzata – continua -, a eccezione dello stabilimento nelle Filippine, la cui capacità è stata raddoppiata nell’ultimo anno, e la presenza retail diretta è limitata a tre store: un multibrand vicino alla sede di Fonzaso un monobrand Castelli a Girona, la patria del ciclismo, e un monobrand a Berlino, aperto nella primavera 2025”.

Con una lente sulle acquisizioni, perno strategico di crescita degli ultimi anni, il player ha messo a segno tre operazioni in meno di dodici mesi, tutte finalizzate al passaggio da un modello wholesale a un controllo diretto della distribuzione nei mercati chiave. Mercati, specifica Foà, che si identificano prevalentemente in quello italiano, statunitense e tedesco, seguiti dall’area iberica, dal Benelux e dal Regno Unito. Nello specifico, a ottobre 2025 Zoot Sports – il brand californiano per il triathlon acquisito da Mvc Group nel 2023, gestito con struttura autonoma a San Diego – ha rilevato Tailwind Brands GmbH, storico distributore europeo, dando vita a Zoot Europe. L’operazione punta a colmare uno scompenso geografico: “Il mercato europeo del triathlon vale circa due terzi di quello statunitense – spiega Foà -, ma lo scorso anno Zoot in Europa ha realizzato meno del 10% di quanto fatturato negli Usa”, un gap che il gruppo considera un’opportunità di crescita e che punta a colmare triplicando il fatturato europeo del brand nel prossimo triennio. Un obiettivo ambizioso ma coerente con le dinamiche di un mercato in forte espansione: “Il triathlon sta crescendo a un tasso del 7-8% annuo e si prevede che nel 2030 il mercato europeo di abbigliamento ed accessori supererà il fatturato di 500 milioni di dollari (circa 438 milioni di euro)”, ha dichiarato Doug Vargo, CEO di Zoot Sports, al momento dell’annuncio dell’acquisizione.
A febbraio 2026 è seguita l’acquisizione di Wolvenberg, storico distributore Benelux di Castelli e Sportful per quasi 30 anni, con la nascita di Mvc Benelux, nona filiale estera del gruppo guidata da Christof Bergmans (già direttore commerciale di Wolvenberg). L’obiettivo dichiarato è superare i 10 milioni di euro di fatturato locale entro il 2028 con una crescita a doppia cifra annua, in un mercato – quello dell’abbigliamento da ciclismo – che vale globalmente circa 2,5 miliardi di dollari e cresce al 6% annuo fino al 2030.
Il terzo tassello, annunciato lo scorso 7 luglio, è la costituzione di Mvc Uk Group Ltd, decima filiale estera del player bellunese, che gestirà la distribuzione diretta di Castelli e Sportful in Gran Bretagna e Irlanda subentrando a Saddleback, storico distributore che ha cessato l’attività. “Con questa nuova operazione – la terza perfezionata in meno di un anno – raggiungiamo un importante obiettivo: il controllo diretto della distribuzione in specifici mercati strategici su cui, da oggi, puntiamo a crescere ancora più velocemente”, ha commentato Foà al momento dell’annuncio.
Infine, a completare il quadro delle mosse commerciali degli ultimi mesi, Mvc ha inaugurato a giugno nuovi uffici e showroom in Spagna, vicino a Barcellona – un investimento nato dall’occasione di step down del responsabile della filiale che già gestiva Sportful e Karpos nel Paese, e che ha portato all’inserimento di un nuovo country manager (il cui nome, al momento dell’intervista, non era ancora ufficiale). “È una mossa che testimonia un maggior commitment, investimento e volontà di dare visibilità e forza ai brand sul mercato spagnolo”, spiega Foà, sottolineando come la nuova sede non serva solo la filiale diretta, ma diventi una piattaforma condivisa anche per il distributore storico di Castelli nel Paese: “abbiamo voluto offrire una piattaforma – continua -, in particolare lo showroom, non solo alla filiale che gestisce i due brand, ma anche al distributore che gestisce Castelli”. Un segnale di attenzione su un mercato che, pur collocato in una “seconda fascia” di priorità rispetto ai tre poli principali, resta strategico nel disegno di consolidamento commerciale che ha guidato le altre operazioni dell’ultimo anno.
Con queste operazioni, oggi Mvc Group opera con filiale diretta in tutti i mercati principali – i già citati Stati Uniti, Italia e Germania, che insieme valgono il 55-60% del fatturato di gruppo, seguiti da Francia, Benelux, Iberia e Uk – restando la Francia l’unico mercato rilevante ancora gestito tramite distributore. “La linea è chiara: finché la partnership con un distributore locale è efficace, non c’è necessità di subentrare. Quando si presenta l’opportunità o la necessità nei mercati principali, agiamo”, sintetizza il CEO. Diverso il posizionamento sull’Asia, area in cui il gruppo si considera “un po’ sottorappresentato”: Castelli, pur leader mondiale nel ciclismo di fascia alta, ha una quota di mercato inferiore alla propria media globale in Giappone e Corea del Sud, mentre Karpos guarda con interesse crescente alla Cina. Il gruppo ha già filiali dirette in Giappone e Cina e valuta l’apertura di una filiale in Australia, individuando in Corea del Sud, Taiwan, Indonesia e Malesia le prossime aree di accelerazione nel triennio.
Tirando le fila, la scacchiera delle strategie di crescita resta differenziata in base al brand. Castelli, che pesa quasi il 60% del fatturato di gruppo, punta a consolidare la leadership già acquisita in Europa e Stati Uniti guardando all’Asia come nuova frontiera di espansione: “Se guardo la quota di mercato di Castelli in giro per il mondo, abbiamo una posizione assolutamente dominante in Europa e molto forte negli Stati Uniti, mentre in Asia siamo leggermente sottorappresentati”, spiega Foà, che individua in Giappone, Cina, Corea del Sud, Taiwan, Indonesia e Malesia le aree su cui accelerare nei prossimi tre anni, pur riconoscendo “qualche incertezza geopolitica” su alcuni di questi mercati. Sportful resta invece focalizzato sul mercato europeo, mentre Karpos – forte in Italia ma con una brand awareness ancora da costruire all’estero – concentra gli investimenti su Germania e Austria, “il mercato dell’outdoor più importante in Europa”, e sul Canada, dove il brand può contare su una nuova country manager. Per Zoot, infine, l’Europa resta la priorità assoluta, in coerenza con l’operazione Tailwind e con l’obiettivo di triplicare il fatturato nell’area entro il 2028. E a presidiare l’integrazione tra i canali, elemento che Foà indica come cruciale per la fase attuale del gruppo, è stata introdotta sei mesi fa la figura del chief brand officer, responsabile – per i tre brand italiani, con l’eccezione di Zoot che mantiene una gestione autonoma – di tutti i canali e tutti i mercati. Una scelta organizzativa che rompe con un passato più frammentato.
Infine, sul fronte geopolitico, il dirigente esclude per ora impatti economici materiali legati a dazi Usa e tensioni sulle materie prime, pur mantenendo alta l’attenzione: “Ci sono degli elementi di preoccupazione, c’è un’attenzione costante a quello che accade nel mondo, ma non abbiamo avuto impatti economici materiali nel breve periodo, e non cambiamo il nostro piano a tre anni a causa di questo”, sintetizza Foà. Il mercato americano, in particolare, resta in crescita sia sul dtc sia attraverso il partner retail Backcountry – uno dei principali retailer sportswear negli Stati Uniti – nonostante le dinamiche tariffarie legate alla presidenza Trump. Diverso il discorso sui costi delle materie prime: dopo le tensioni legate alla chiusura, poi rientrata, dello stretto di Hormuz, alcuni fornitori hanno chiesto aumenti di prezzo, “in particolare per prodotti con una componente plastica, oltre che per aspetti di costi logistici”, spiega Foà. La risposta del gruppo è stata rapida: ” Nel giro di un paio di settimane, avendo valutato i materiali presenti su più prodotti continuativi, che sicuramente vivranno per due-quattro stagioni, abbiamo deciso di anticipare gli acquisti a 12-18 mesi, di fatto fissando il prezzo ed evitando rischi e volatilità ulteriore nel futuro”.
Mvc Group chiude un anno di consolidamento strutturato – tre acquisizioni, una decima filiale, un nuovo assetto di canale – tenendo la barra dritta su un piano che guarda a 150 milioni di euro entro il 2028 attraverso crescita organica, internazionalizzazione diretta e un rafforzamento progressivo del canale dtc. Resta sullo sfondo, ma non per questo meno rilevante, il tema delle acquisizioni: “I numeri del piano non prevedono acquisizioni – precisa Foà -, riteniamo che i brand del gruppo abbiano gambe e spazio per crescere e rinforzarsi in autonomia”. Questo non significa escluderle in assoluto: il gruppo continua a valutare le opportunità che arrivano sul tavolo, ma solo a condizioni precise – complementarietà di categoria, con un interesse potenziale verso scarpe, caschi e accessori hardware per il ciclismo o verso borse e backpack, oggi assenti dal portafoglio, e un posizionamento distintivo, escludendo aziende in difficoltà o operazioni motivate dal solo incremento di fatturato. Tanto la famiglia Cremonese quanto il fondo Equinox restano disponibili a valutare eventuali dossier, ma la priorità – conferma Foà – resta un’altra: “Il nostro piano, generando profittabilità e cassa, ci dà la benzina per approcciare possibili operazioni di M&A. Ma prima vogliamo dimostrare che questi 150 milioni sappiamo raggiungerli da soli”, conclude il CEO.
In chiusura, l’anniversario degli 80 anni è stato accompagnato da due iniziative: l’istituzione della Borsa di Studio ‘Olindo e Irma Cremonese’, che finanzia integralmente una retta del master in Strategie per il business dello sport organizzato da Verde Sport con Ca’ Foscari, e il lancio di ‘Back on track’, servizio di riparazione e riuso dei capi Castelli, Sportful e Karpos attivo presso l’Mvc Store di Seren del Grappa.
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