Perché i cavi USB avevano quel cilindro nero che ora, invece, è sparito
Per anni li abbiamo usati senza farci troppo caso, ma ora che quasi nessun cavo USB per la trasmissione dati ha più quel curioso rigonfiamento cilindrico vicino a una delle estremità, beh la domanda sorge quasi spontanea: a cosa serviva?
Se di recente ne avete tenuto in mano uno o lo avete nascosto in uno degli armadi in cui conservate ancora dei vecchi prodotti informatici, il cilindro in questione lo avete presente di sicuro. Fino a qualche decennio fa era diffusissimo nei cavi VGA per i monitor, o ancora negli USB (quasi sempre USB-A - USB-A, altro che USB-C!) per stampanti, alimentatori, monitor o fotocamere. Cavi “premium” ai tempi, che dovevano condurre energia, certo, ma anche e soprattutto impulsi importanti, la cui qualità era determinante per il risultato finale.
Beh, cos’è dunque? È un nucleo di ferrite, principalmente materiali ceramici o ossidi del ferro usati parecchio in passato proprio nei cavi. La sua qualità principale, o almeno quella che ha indotto i progettisti ad integrare nei cavi questo strano cilindretto composto da ferrite, è quella di ostacolare le interferenze elettromagnetiche, sia in ingresso nel cavo che in uscita dallo stesso, isolandolo il più possibile da elementi di disturbo.
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