Permessi di soggiorno “facili” e contratti fantasma: un altro blitz contro l’immigrazione illegale, quattro arresti a Nuoro

02 Luglio 2026 - 16:55
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Permessi di soggiorno “facili” e contratti fantasma: un altro blitz contro l’immigrazione illegale, quattro arresti a Nuoro

Permessi di soggiorno “facili” e contratti fantasma: un altro blitz contro l’immigrazione illegale, quattro arresti a Nuoro

A Nuoro è scattata un’altra operazione contro il traffico di esseri umani, con i carabinieri che all’alba hanno effettuato misure cautelari per quattro persone  sospettate di aver organizzato un ramificato e redditizio meccanismo finalizzato ad aggirare la normativa nazionale sull’immigrazione. I militari, per portare a termine il proprio compito, hanno ricevuto il sostegno di un elicottero del 10° Nec di Olbia. Nello specifico, L’autorità giudiziaria nuorese ha disposto la custodia cautelare in carcere per tre degli indagati e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per il quarto. Tra i reati, di cui sono accusati a vario titolo i soggetti coinvolti, figurano il concorso in favoreggiamento aggravato e continuato dell’immigrazione e della permanenza illegali di numerosi extracomunitari nel territorio nazionale e l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Favoreggiamento dell’immigrazione: quattro arresti a Nuoro

L’operazione arriva dopo quelle dei giorni scorsi  di Taranto e Bologna che hanno inferto un duro colpo al favoreggiamento dell’immigrazione illegale . Il blitz è nato da una complessa indagine condotta dai carabinieri di Siniscola avviata nell’aprile del 2025, che ha permesso di scoprire un vero e proprio ‘mercimonio’ che ruotava attorno alle pratiche anagrafiche e per l’immigrazione. Secondo le ricostruzioni e dell’autorità giudiziaria, gli indagati avrebbero regolarmente predisposto contratti fittizi di locazione e di comodato d’uso, con false dichiarazioni di ospitalità. Sarebbero stati proprio i documenti illeciti ad essere fondamentali per consentire a molti extracomunitari di ottenere un’iscrizione fittizia all’anagrafe di Orosei. Si trattava di un requisito formale necessario per il rilascio o il rinnovo dei permessi di soggiorno, nonché per le documentazioni di ricongiungimento di familiari extracomunitari ancora all’estero.

Gli ingressi illegali e il pagamento dei compensi agli sfruttatori

Per ora, le indagini hanno accertato l’ingresso e la permanenza illegale a Orosei di almeno 26 cittadini arrivato in Sardegna da Marocco, Tunisia ed Egitto, ma il numero è riduttivo rispetto alla realtà, visto che le investigazioni sono ancora in corso. Inoltre, il sodalizio criminale avrebbe usato la connivenza di due proprietari di immobili nel comune di un dipendente di un locale Caf e del concorso materiale di certi impiegati pubblici, attualmente sotto indagine ma non raggiunti da misure cautelari.

Lo sfruttamento della condizione di irregolarità dei migranti avrebbe portato grandi profitti: per ogni richiesta gestita, gli indagati avrebbero richiesto agli extracomunitari interessati un compenso variabile tra i 500 ed i 5.200 euro, dividendosi il ricavato. Per nascondere la provenienza delittuosa del denaro, i capitali sarebbero stati movimentati in un flusso continuo con due conti correnti bancari e un conto di gioco online sulla piattaforma Sisal, nella prova di farne perdere le tracce.

Tra i reati anche una bomba

L’inchiesta ha consentito non solo di descrivere i ruoli precisi in capo a ciascun indagato, ma anche di chiarire sul movente di un gravissimo atto intimidatorio, i cui autori materiali restano tuttora ignoti. La grave intimidazione riguarda il collocamento e deflagrazione di un ordigno rudimentale sotto la porta di casa, che sarebbe stata rivolta contro il Responsabile dell’Area Pianificazione Urbanistica e Suape del Comune di Orosei nella notte del 7 aprile 2025. Era stato considerato ‘colpevole’ di aver indicato un abuso edilizio in uno degli stabili usati dagli indagati.

La verifica tecnica avrebbe infatti appurato la perdita dell’agibilità dell’immobile, pregiudicando di fatto la possibilità di utilizzarlo per giustificare le fittizie dichiarazioni di ospitalità. Per completare l’attività investigativa, al fine di bloccare le condotte delittuose e aggredire i patrimoni illecitamente accumulati, i carabinieri hanno effettuato la requisizione preventiva di due immobili a Orosei e di tre conti correnti, acquisendo contemporaneamente un’altra documentazione ritenuta di fondamentale valore probatorio per il proseguimento delle indagini, anche presso la prefettura nuorese.

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