Premio Buone Pratiche City Vision 2026: candidature aperte fino al 31 luglio
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Ancora in tempo fino al 31 luglio per l’invio delle candidature al Premio Buone Pratiche City Vision 2026 per PA, imprese e progetti innovativi dei territori.
Le idee che stanno cambiando città, borghi e territori italiani possono salire sul palco nazionale dell’innovazione urbana. Sono aperte fino al 31 luglio 2026 le candidature al Premio Buone Pratiche City Vision, l’iniziativa che valorizza progetti, soluzioni e modelli capaci di migliorare la vita delle comunità e accompagnare la trasformazione intelligente dei territori.
Il premio è rivolto a Comuni, enti pubblici, aziende, startup e organizzazioni pubbliche e private che abbiano sviluppato iniziative concrete nei campi dell’innovazione urbana, della sostenibilità, della digitalizzazione, dell’inclusione sociale, della salute, dell’educazione, della cultura e dei servizi ai cittadini. L’obiettivo è semplice: individuare le esperienze che funzionano davvero e portarle all’attenzione di una community nazionale composta da pubbliche amministrazioni, imprese, innovatori, mondo della ricerca e attori dello sviluppo territoriale.
Premio Buone Pratiche City Vision 2026: perché candidarsi
Partecipare al Premio Buone Pratiche City Vision 2026 non significa soltanto concorrere a un riconoscimento. Significa entrare in un ecosistema di confronto, visibilità e collaborazione nel quale le esperienze locali possono diventare patrimonio condiviso. Le buone pratiche selezionate avranno infatti l’opportunità di essere raccontate a Padova, durante gli Stati generali delle città intelligenti 2026, davanti a una platea attesa di circa 1.500 persone tra amministratori, imprese, esperti, innovatori e rappresentanti dei territori.
Il valore dell’iniziativa sta proprio nella possibilità di far emergere ciò che spesso resta confinato dentro i singoli enti o nelle reti locali. Un progetto di rigenerazione urbana, una piattaforma digitale per semplificare i servizi, una soluzione per la mobilità sostenibile, un modello di partenariato pubblico-privato o un’iniziativa per l’inclusione possono diventare esempi replicabili. City Vision punta a dare spazio a queste esperienze, trasformandole in casi studio utili per altre amministrazioni e per l’intero sistema dell’innovazione territoriale.
Come candidare una buona pratica entro il 31 luglio
La candidatura è stata pensata per essere accessibile e rapida. Non servono procedure complesse o documentazioni infinite: basta raccontare il progetto, spiegare perché merita attenzione e indicare l’impatto generato o atteso per cittadini, imprese e comunità locali. Ogni realtà può presentare anche più di una proposta, a condizione che le iniziative siano coerenti con la trasformazione intelligente dei territori.
La candidatura si effettua online attraverso la pagina dedicata al premio, compilando il form e descrivendo la buona pratica proposta. Non è necessario presentare dossier complessi: ciò che conta è spiegare in modo chiaro il valore dell’iniziativa, il problema affrontato, le soluzioni adottate e i risultati raggiunti o attesi.
Per gli enti locali si tratta di un’occasione importante per dare visibilità al lavoro svolto spesso lontano dai riflettori. Molte amministrazioni stanno già sperimentando soluzioni avanzate su digitalizzazione, sostenibilità, servizi pubblici, welfare territoriale, partecipazione e gestione dei dati. Candidare una buona pratica significa far conoscere queste esperienze, confrontarle con altre realtà e contribuire alla costruzione di una nuova cultura dell’innovazione pubblica.
Il Premio Buone Pratiche conclude il percorso dei City Vision Roadshow
Prima di arrivare agli Stati generali di Padova, il confronto sull’innovazione dei territori attraversa l’Italia con i City Vision Roadshow, appuntamenti che coinvolgono amministratori pubblici, imprese, università, centri di ricerca e operatori dell’innovazione per discutere le principali sfide delle città intelligenti. Ogni tappa approfondisce temi strategici come digitalizzazione, intelligenza artificiale, cybersicurezza, mobilità, sostenibilità, infrastrutture digitali e servizi pubblici, offrendo l’occasione di condividere esperienze concrete e modelli replicabili.
Gli Stati generali rappresentano il momento conclusivo di questo percorso. È proprio sul palco dell’evento nazionale che le migliori esperienze selezionate attraverso il Premio Buone Pratiche City Vision 2026 verranno presentate davanti a una platea composta da amministratori locali, imprese, innovatori e rappresentanti delle istituzioni. Per questo motivo il premio non è soltanto un riconoscimento, ma l’opportunità di portare all’attenzione nazionale progetti che hanno già dimostrato di produrre risultati concreti nei territori.
Un esempio è emerso durante la tappa romana dei City Vision Roadshow dedicata a innovazione, 5G e smart city, che ha riunito istituzioni, amministrazioni e imprese per confrontarsi sul futuro delle città intelligenti e della trasformazione digitale della Pubblica amministrazione.
Dalle città ai borghi: le buone pratiche arrivano agli Stati generali
I progetti selezionati tra quelli candidati al Premio Buone Pratiche City Vision 2026 saranno dunque protagonisti degli Stati generali delle città intelligenti 2026, in programma il 19 e 20 ottobre a Padova. La settima edizione dell’appuntamento nazionale promosso da City Vision sarà dedicata all’innovazione dei territori e alla costruzione di città più sostenibili, inclusive e connesse.
L’edizione 2026 sarà la più ampia di sempre. Per la prima volta, l’evento si svilupperà su due giornate complete e sarà preceduto dalla City Vision Week, una settimana di appuntamenti diffusi in città dal 12 al 17 ottobre. Il programma prevede incontri, tavoli di lavoro, talk, momenti di networking, spazi dedicati alle imprese e occasioni di confronto tra chi amministra, chi innova e chi progetta soluzioni per il futuro dei territori.
Tra i temi al centro del confronto figurano energia sostenibile, intelligenza artificiale, dati e governance, manutenzione intelligente, mobilità del futuro, clima, sicurezza urbana, salute, partecipazione pubblica, borghi, attrattività territoriale, infrastrutture digitali e alfabetizzazione digitale. In questo scenario, il Premio Buone Pratiche rappresenta una delle porte d’ingresso più importanti per portare sul palco le esperienze concrete già avviate nei territori.
La call 2026 assume inoltre una dimensione ancora più ampia grazie all’apertura verso esperienze internazionali e al collegamento con reti europee dedicate all’innovazione sociale. Questo passaggio rafforza il ruolo del premio come vetrina non solo nazionale, ma anche europea, capace di favorire scambio, reputazione e nuove connessioni tra territori.
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