Primo semestre in crescita per Reda nonostante i forti rincari della lana Merino
Anche Reda è tra i protagonisti di Milano Unica, la cui 43esima edizione è in corso fino ad oggi presso i consueti spazi espositivi di Fiera Milano Rho.
Sullo sfondo, la collezione autunno/inverno 2027-28 dell’azienda biellese, e soprattutto un primo semestre positivo seppur adombrato dalle criticità di comparto: “Il listino delle materie prime segna rincari tra il 10% e il 12% rispetto a sei mesi fa. È da tempo che non si registrava un rincaro così netto”, ha raccontato a Pambianconews il CEO, Ercole Botto Poala. Protagonista proprio la produzione di lana merino, cruciale per Reda, da tre anni inferiore del 10-15% e quest’anno rincarata per via di un balzo in avanti della domanda.
Eppure, l’andamento della filiera non è una scienza esatta, a consentire un cauto ottimismo: “Il primo semestre è andato bene, con una crescita single digit ma un miglioramento soprattutto in termini di marginalità, indicatore ancora più strategico”. E per quanto riguarda la seconda parte dell’anno, le previsioni restano tutte da confermare: “Gli Stati Uniti sono il mercato che sta tirando un po’ per tutti, sia per i clienti americani sia per chi esporta in America. L’Asia è più in difficoltà: il Giappone, che andava bene per turismo e sell-out, oggi paga il 50% in più rispetto a tre-quattro anni fa e si è spostato verso fornitori più economici. La Cina è ancora in evoluzione, soprattutto nel mercato maschile: la donna ha ingranato di più, mentre alcuni brand che avevano puntato sul cliente del lusso aspirazionale ne stanno pagando l’allontanamento con l’aumento dei prezzi. Il cliente del lusso vero, invece, resta fedele ai soliti fornitori”.
Il segmento maschile, spiega ancora Botto Poala, deve fare i conti con un megatrend globale: il su misura. “Paradossalmente oggi un abito su misura è spesso più conveniente di uno ready-to-wear, tra costi di marketing, brand e negozi, sia in Asia sia in Nord America. In Europa sta arrivando: non tanto il su misura prodotto in Italia, quanto una nuova generazione di operatori che prendono le misure e fanno poi realizzare il capo in Cina, consegnandolo in tre-quattro settimane a un prezzo contenuto”. Anche Reda ha investito nell’ambito della confezione con Lanieri, “ma l’Italia resta un po’ più lenta rispetto ad altri mercati”.
Intanto, l’azienda guarda al futuro integrando gradualmente anche l’intelligenza artificiale. Sviluppato al momento un sistema di riconoscimento della difettosità basato, “per ora attivo solo in alcune fasi, con l’obiettivo di renderlo un processo continuo lungo tutta la produzione”. Parallelamente è in corso lo sviluppo di un nuovo Crm che integrerà ampiamente l’intelligenza artificiale. “In generale vedo un’AI capace di alleggerire alcuni tipi di lavoro, ma alcuni compiti restano ineliminabili: le figure più tecniche, paradossalmente, saranno quelle meno toccate”. Tra gli sviluppi allo studio, un agente in grado di incrociare i dati di collezione e di vendita con i segnali di tendenza, “anche se nella moda resta sempre una componente di imprevedibilità”.
In fiera, oltre alla proposta stagionale, Reda porta anche un progetto di tracciabilità sviluppato con la start-up Dust Identity, presente anch’essa a Milano Unica: attraverso una polvere di diamante è possibile tracciare il prodotto in tutto il suo ciclo di vita, superando i limiti delle tecnologie precedenti, spesso compromesse dai processi di tintura e finissaggio.
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