Quando il corpo presenta il conto dello stile di vita

C’è chi passa gran parte della giornata seduti davanti a uno schermo e chi, al contrario, trascorre ore in piedi, magari sottoposto a uno sforzo fisico continuo. C’è chi fa sport con grande intensità, spingendosi regolarmente oltre i limiti della vita quotidiana. Sono situazioni molto diverse, ma hanno un elemento in comune: il modo in cui viviamo può finire per lasciare tracce sul nostro corpo.
Il rapporto tra abitudini quotidiane e salute, del resto, è ormai al centro di molta della ricerca sulla prevenzione. Anche l’Organizzazione mondiale della sanità considera l’attività fisica regolare uno dei fattori fondamentali per il benessere fisico e mentale e segnala come ’aumento della sedentarietà sia associato a un maggior rischio di diverse patologie. Non significa necessariamente trasformare la propria giornata in una sequenza di allenamenti: camminare, spostarsi in bicicletta, fare le scale o interrompere i periodi prolungati trascorsi seduti sono tutte forme di movimento. Sarebbe insostenibile praticamente per chiunque. Anche l’alimentazione ha un ruolo importante: una dieta varia ed equilibrata contribuisce a prevenire diverse malattie croniche e, insieme a uno stile di vita attivo, rappresenta una delle basi della prevenzione.
È da questa constatazione che nasce il progetto di Studio Mobilitas, realtà specializzata nei trattamenti osteopatici che ha fatto della personalizzazione del percorso uno dei propri elementi distintivi. L’idea di partenza è che il dolore non debba essere considerato necessariamente come qualcosa con cui convivere, ma come un segnale che può invitare a capire meglio che cosa sta succedendo e, quando possibile, a modificare alcune abitudini.
Lo studio ha costruito un metodo che punta a lavorare su circa sessanta diversi problemai di salute, per ognuna delle quali è prevista una procedura strutturata. L’approccio parte da una prima visita caratterizzata da un’anamnesi particolarmente approfondita e dal primo trattamento. Secondo Studio Mobilitas, questa fase dura più del doppio, e in alcuni casi anche il triplo, rispetto agli standard abituali, proprio per ricostruire con maggiore precisione la situazione della persona e arrivare alla definizione di un percorso personalizzato.
È un’impostazione che cambia anche il ruolo dello studio. L’obiettivo dichiarato non è soltanto intervenire sul problema per cui il paziente si presenta, che può essere un dolore alla schiena o al collo, una pubalgia oppure una difficoltà di natura posturale, ma accompagnarlo in un percorso più ampio. Il principio è sintetizzato nello slogan scelto da Mobilitas: «Un tocco. Una trasformazione».
Il tocco è quello dell’osteopata, naturalmente, e rappresenta il punto di partenza. La trasformazione, invece, riguarda tutto ciò che viene dopo. Secondo la filosofia dello studio, infatti, un problema fisico può essere anche l’occasione per prestare maggiore attenzione a una serie di aspetti della vita quotidiana: il movimento, l’alimentazione, la gestione dello stress, la qualità del sonno e persino le relazioni.
È un approccio che richiede anche una particolare organizzazione del lavoro. Studio Mobilitas non si presenta come un insieme di professionisti indipendenti che utilizzano una stanza ciascuno, ma come un’azienda in cui tutti lavorano secondo lo stesso metodo. Prima di entrare operativamente nello studio, i professionisti affrontano mesi di formazione e, una volta iniziato il lavoro con i pazienti, vengono seguiti quotidianamente. L’idea è garantire una continuità nell’approccio e permettere di individuare, caso per caso, il professionista più adatto alle esigenze della persona.
La specializzazione è infatti uno degli elementi su cui Mobilitas insiste maggiormente: gravidanza, neonati, anziani, atleti, sportivi e persone sedentarie possono avere esigenze molto differenti, e per questo il percorso viene costruito in funzione del singolo caso.
Alla base c’è una convinzione che riguarda non soltanto l’osteopatia, ma il modo in cui consideriamo la salute. Nella vita quotidiana siamo abituati a intervenire quando compare un problema, mentre molto più raramente ragioniamo sulle condizioni che lo hanno preceduto. Per Studio Mobilitas, invece, la salute non è qualcosa che arriva una volta per tutte, ma un processo che si costruisce anche attraverso le decisioni quotidiane.
Da qui l’idea di sviluppare una catena nazionale di studi osteopatici, con l’obiettivo dichiarato di costruire un modello condiviso e un contesto di lavoro specializzato. Un progetto che parte da una domanda molto concreta: che cosa succederebbe se, invece di aspettare che il corpo presentasse il conto, imparassimo ad ascoltarne prima i segnali?
È anche in questa direzione che Studio Mobilitas sta per introdurre un ulteriore servizio dedicato ai percorsi posturali, ampliando un’offerta che nasce dall’idea di mettere il trattamento all’interno di un percorso più ampio. Perché intervenire su un dolore può essere il primo passo, ma l’obiettivo dichiarato è aiutare la persona a capire meglio il proprio corpo e a prendersene cura anche una volta uscita dallo studio.
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