Quattro anni al marinaio lettone che aveva tentato di hackerare i computer della nave Gnv

Quattro anni e quattro mesi di reclusione per aver avuto un ruolo tutt’altro che marginale nel tentativo di penetrare nei sistemi informatici di una nave passeggeri. È la condanna inflitta dal gup di Genova Giorgio Morando, con rito abbreviato, a E.L., 23 anni, marinaio lettone accusato di accesso abusivo aggravato ai sistemi informatici della Gnv Fantastic, impegnata nei collegamenti tra Francia e Algeria.
La vicenda era emersa nel dicembre 2025, quando la stessa compagnia di navigazione aveva individuato e neutralizzato un tentativo di intrusione nei sistemi di bordo. L’attacco non aveva provocato conseguenze grazie al livello di protezione della rete aziendale, ma Gnv aveva presentato denuncia facendo partire l’inchiesta della Procura di Genova.
Al centro degli accertamenti c’erano quattro tentativi di accesso effettuati attraverso alcuni mini-computer collegati ai sistemi della nave. Secondo gli investigatori, i dispositivi avrebbero consentito a persone all’esterno di collegarsi alla rete di bordo, raccogliere informazioni sull’architettura informatica della nave e acquisire dati e credenziali. Una capacità che, secondo l’accusa, avrebbe potuto consentire anche di intervenire sui sistemi di bordo.
Il primo arresto era avvenuto il 12 dicembre 2025 nel porto francese di Sète. Un marinaio lettone era stato sorpreso mentre armeggiava con uno dei dispositivi utilizzati per l’intrusione. Sarebbe stato lui a indicare agli investigatori il nome di un secondo marinaio, poi arrestato tre giorni dopo a Napoli e trasferito a Genova. Si tratta di E.L., detenuto nel carcere di Marassi.
Il 23enne aveva cercato di ridimensionare il proprio ruolo, sostenendo di aver agito seguendo le indicazioni di altre persone. Una versione che, secondo quanto emerso dall’inchiesta e da un’ordinanza del Tribunale del Riesame della scorsa estate, non avrebbe retto. Tra gli elementi raccolti c’è anche l’invio a un complice di componenti hardware utilizzati nell’operazione.
L’inchiesta non si è però fermata alla condanna di ieri. La Procura di Genova ha ottenuto a maggio l’estradizione dalla Spagna di un terzo marinaio lettone, arrestato sulla base di un mandato d’arresto europeo e attualmente detenuto in custodia cautelare. Le indagini hanno coinvolto anche le autorità francesi.
Resta soprattutto da chiarire il movente. La condanna riguarda il ruolo di E.L. nell’accesso abusivo ai sistemi informatici, ma non spiega chi avesse organizzato l’operazione e per quale ragione. Il coinvolgimento di più persone, l’uso di dispositivi installati a bordo e la possibilità di accesso dall’esterno hanno portato gli investigatori a considerare anche l’ipotesi di uno scenario di spionaggio internazionale.
Per ora c’è una prima condanna. Ma il vero giallo della Fantastic resta aperto: chi voleva entrare nei sistemi della nave e per fare cosa?
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