Ray-Ban Meta: rimosso in 24 ore il riconoscimento facciale nascosto nell'app

12 Giugno 2026 - 11:23
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I Ray-Ban Meta sono nuovamente al centro di pesanti controversie relative al tema della privacy. Dopo lo scandalo di maggio in cui era emerso che dei revisori analizzavano ore e ore di video privati degli utenti, questa volta la scintilla è partita da un'inchiesta di WIRED che ha svelato l'esistenza di una modalità segreta dedicata al riconoscimento facciale nascosta nel codice dell'app Meta AI. L'aspetto interessante è che, appena 24 ore dopo l'inchiesta, la funzione è sparita del tutto, ma andiamo con ordine.

LA SCOPERTA DI NAMETAG

La funzione in questione prendeva il nome di NameTag e si occupava di analizzare i volti ripresi dagli occhiali e convertirli in firme biometriche univoche, in modo da poterli classificare e, successivamente, associare ad identità ben precise. Il tutto avveniva in locale sul dispositivo collegato agli occhiali, probabilmente con lo scopo di creare un database da utilizzare per migliorare le interazioni tra l'utente e Meta AI nel momento in cui viene richiesta qualche informazione riguardante una persona presente tra quelle analizzate in precedenza. Ma non solo, dal momento che NameTag includeva anche la possibilità di salvare a parte anche i volti non noti, al fine di indicizzarli in futuro.

Ovviamente salta subito all'occhio il motivo per cui tale sistema possa essere quanto meno problematico, dal momento che agisce senza che la persona interessata abbia idea di essere indicizzata all'interno di un database che, per quanto gestito in locale, risulta sempre collegato a Meta.


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