Riforma dei tributi locali 2026: la nota di lettura

02 Ottobre 2026 - 13:50
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lentepubblica.it

Disponibile la nota di lettura della fondazione IFEL – ANCI dedicata alla riforma che si occupa delle “disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale”.


Il decreto legislativo n.147 del 7 agosto 2026 costituisce uno dei principali provvedimenti attuativi della delega fiscale (legge n. 111/2023, come modificata dalla legge n. 120/2025) relativamente al riordino dei tributi regionali e locali e all’attuazione del federalismo fiscale.

Il testo interviene sia sulla disciplina generale del rapporto tributario sia sulle singole entrate regionali e comunali, introducendo numerose modifiche organizzative e procedurali che incidono direttamente sull’attività degli enti territoriali.

Nella seduta della Conferenza Unificata del 28 luglio 2026 l’ANCI ha espresso mancata intesa. Lo schema di decreto attuativo della Delega fiscale relativo alla fiscalità degli enti territoriali (art. 14 della Delega) era stato portato all’esame della Conferenza unificata già lo scorso anno, a seguito di un confronto durato alcuni mesi

Il giudizio dell’associazione dei Comuni

La configurazione del decreto non è nella sostanza cambiata, anche a seguito dell’accelerazione cui si è assistito prima della sottoposizione dello schema alla Conferenza Unificata:

  • sono state recepite alcune proposte Anci di carattere ordinamentale ed interpretativo, in larga parte “dovute” per l’evoluzione normativa e giurisprudenziale intervenuta: transazioni fiscali in caso di “crisi d’impresa” applicabili anche ai tributi locali, interventi sul Canone unico patrimoniale, definito “tributo” da una recente sentenza della Cassazione, mentre altre di importanza fondamentale per la gestione dei Comuni risultano non accolte (incentivi al personale dei Comuni dedicato alla riscossione delle entrate, mantenimento della quota fissa TARI per le attività che producono rifiuti speciali in coerenza con ripetute pronunce della Cassazione ecc.);
  • resta il diniego sulla introduzione di una compartecipazione comunale all’IRPEF, in evidente attrito con l’esplicita previsione dell’art. 119 della Costituzione;
  • la “fiscalizzazione” dei trasferimenti alle Regioni che finanziano strutturalmente funzioni fondamentali dei Comuni è articolata in due fasi: immediata per i fondi TPL (circa 5 mld. di euro), rimandata al 2028 per i fondi sociali e scuola.

Nel complesso, dunque, restano irrisolte questioni di primaria importanza. In particolare, l’immediata fiscalizzazione del fondo TPL, comprendente ben 2,6 mld. destinati ai Comuni che esercitano la funzione (medie e grandi città):

  • cristallizza l’attuale riparto delle risorse tra le regioni che era in corso di analisi a fini di razionalizzazione anche alla luce della mancata definizione dei fabbisogni standard e dei “Livelli adeguati di servizio”;
  • non pone rimedio all’evidente sottodotazione delle risorse già ampiamente rilevata;
  • non mette al riparo i Comuni da scelte allocative eventualmente penalizzanti, in assenza di parametri di riferimento per la dimensione delle risorse da assegnare ai vari segmenti di trasporto all’interno di ciascuna regione.

L’Anci ha espresso la propria contrarietà a un intervento così invasivo in un momento di
evidente instabilità e inadeguatezza dell’ammontare e del riparto del fondo TPL.

Riforma dei tributi locali 2026: la nota di lettura

La nota di lettura illustra le novità intervenute e contiene spunti di riflessione e suggestioni per le modifiche regolamentari che dovranno essere effettuate.

Qui il documento completo.

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