Roberto Baggio: "Marcello Lippi mi chiese di fare la spia nello spogliatoio dell'Inter, gli dissi no e me la fece pagare col mobbing"
Il Divin Codino racconta il burrascoso rapporto con l'allenatore toscano.
Roberto Baggio racconta un curioso aneddoto su Marcello Lippi.
Il Pallone d'Oro 1994 scrive nel nuovo libro autobiografico 'Luce nell'oscurità': "L'amore popolare mi ha dato tanto nella vita e mi commuove ogni volta per la sua potenza. Ho sempre fatto il massimo per ricambiarlo: questo attraeva, inevitabilmente, molta invidia. Che acceca, corrompe, corrode il cuore di chi non sa fare i conti con il proprio ego".
CON LIPPI ALL'INTER
"Marcello Lippi volle incontrarmi a marzo e mi chiese di fargli i nomi di chi, nello spogliatoio, avrebbe potuto remare contro di lui. Risposi a modo mio: 'Mister, io mi alleno al massimo, lei valuterà se merito di giocare o no, ma non mi chieda altro'".
MOBBING TANGIBILE
"Indispettito, Lippi cercò fin dall'estate di provocarmi, per istigare una mia reazione. Un giorno mi urlò con toni arroganti e aggressivi: 'Fenomeno, dillo ai compagni che cosa non ti sta bene'. Io risposi con la massima tranquillità: 'Mister, dica lei ai compagni cosa mi ha chiesto di fare'".
SPAREGGIO CHAMPIONS
"Quando feci una battuta a un giornalista, dicendo che l'Inter era come una Ferrari pilotata da un vigile urbano, alla ripresa degli allenamenti fui messo a centrocampo per un pubblico processo davanti ai compagni. Poi Lippi fu praticamente costretto a schierarmi nello spareggio contro il Parma a Verona per la qualificazione in Champions League, furono mie le due reti decisive. Io giocavo per la mia squadra, per onorare la maglia e i tifosi. Facevo solo il mio dovere, con la passione di sempre: giocare a calcio e far divertire gli spettatori".
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