Roberto Baggio: "Marcello Lippi mi chiese di fare la spia nello spogliatoio dell'Inter, gli dissi no e me la fece pagare col mobbing"

21 Maggio 2026 - 10:36
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Il Divin Codino racconta il burrascoso rapporto con l'allenatore toscano.

Roberto Baggio racconta un curioso aneddoto su Marcello Lippi.


Il Pallone d'Oro 1994 scrive nel nuovo libro autobiografico 'Luce nell'oscurità': "L'amore popolare mi ha dato tanto nella vita e mi commuove ogni volta per la sua potenza. Ho sempre fatto il massimo per ricambiarlo: questo attraeva, inevitabilmente, molta invidia. Che acceca, corrompe, corrode il cuore di chi non sa fare i conti con il proprio ego".

CON LIPPI ALL'INTER

"Marcello Lippi volle incontrarmi a marzo e mi chiese di fargli i nomi di chi, nello spogliatoio, avrebbe potuto remare contro di lui. Risposi a modo mio: 'Mister, io mi alleno al massimo, lei valuterà se merito di giocare o no, ma non mi chieda altro'".

MOBBING TANGIBILE

"Indispettito, Lippi cercò fin dall'estate di provocarmi, per istigare una mia reazione. Un giorno mi urlò con toni arroganti e aggressivi: 'Fenomeno, dillo ai compagni che cosa non ti sta bene'. Io risposi con la massima tranquillità: 'Mister, dica lei ai compagni cosa mi ha chiesto di fare'".


SPAREGGIO CHAMPIONS

"Quando feci una battuta a un giornalista, dicendo che l'Inter era come una Ferrari pilotata da un vigile urbano, alla ripresa degli allenamenti fui messo a centrocampo per un pubblico processo davanti ai compagni. Poi Lippi fu praticamente costretto a schierarmi nello spareggio contro il Parma a Verona per la qualificazione in Champions League, furono mie le due reti decisive. Io giocavo per la mia squadra, per onorare la maglia e i tifosi. Facevo solo il mio dovere, con la passione di sempre: giocare a calcio e far divertire gli spettatori".


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