Roberto Scano alla guida della commissione nazionale per l’accessibilità

17 Settembre 2026 - 16:20
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lentepubblica.it

Roberto Scano presiede adesso la commissione nazionale che valuta le città italiane candidate al premio europeo per l’accessibilità.


Non basta digitalizzare un servizio, installare una rampa o rendere più leggibile un modulo: l’accessibilità richiede una visione complessiva, capace di trasformare città, uffici e strumenti online in luoghi realmente utilizzabili da ogni persona. È da questa prospettiva che va letta la nomina di Roberto Scano alla guida della commissione nazionale incaricata di esaminare le candidature italiane al premio europeo riservato alle città più inclusive.

Veneziano, nato nel 1975 e originario di Sant’Elena, Scano porta nel nuovo incarico un patrimonio di esperienza maturato in oltre due decenni tra sviluppo del Web, formazione, consulenza e normazione tecnica. Un percorso che incrocia direttamente le sfide quotidiane della Pubblica Amministrazione: dall’accessibilità dei siti istituzionali alla qualità dei servizi digitali, fino alla necessità di progettare spazi urbani e procedure senza lasciare indietro nessuno.

La commissione avrà il compito di valutare le amministrazioni che aspirano a rappresentare l’Italia nella successiva selezione europea. Il riconoscimento guarda alle città che hanno saputo ridurre ostacoli fisici, digitali e organizzativi, migliorando in concreto la vita delle persone con disabilità, degli anziani, dei cittadini con difficoltà temporanee e, più in generale, dell’intera comunità.

Dall’accessibilità digitale alla qualità della città

Per gli enti locali, il tema non può più essere considerato una materia riservata agli addetti ai lavori. Un portale comunale non accessibile, una piattaforma di prenotazione difficile da usare, una comunicazione incomprensibile o un servizio pubblico progettato senza attenzione alle diverse esigenze producono esclusione. E spesso producono anche inefficienza, richieste di assistenza aggiuntive e un rapporto più fragile tra cittadino e istituzione.

È proprio qui che la figura di Roberto Scano assume un rilievo particolare. La sua attività professionale si è concentrata sulla traduzione degli standard in soluzioni applicabili, aiutando soggetti pubblici e privati a coniugare obblighi normativi, competenze tecniche e attenzione alle persone. Oggi opera come professionista ai sensi della legge 4/2013, affiancando organizzazioni e amministrazioni con attività di consulenza e formazione.

Nel tempo ha approfondito gli standard sviluppati da organismi quali W3C, ISO e CEN, senza perdere il collegamento con il quadro normativo italiano e con le esigenze operative di chi deve gestire servizi ICT. Un punto decisivo: le regole, da sole, non cambiano l’esperienza dell’utente. Occorrono progettazione, verifiche, aggiornamenti e la consapevolezza che l’accessibilità non rappresenta un adempimento da spuntare una volta sola.

La valutazione delle candidature sarà condotta su più ambiti, con punteggi da zero a venti per le diverse tematiche. Le città che raggiungeranno la soglia prevista potranno accedere alla fase europea. Il lavoro della commissione, dunque, non si limiterà a certificare buone intenzioni: dovrà misurare la coerenza tra politiche pubbliche, interventi realizzati e capacità di garantire una fruizione effettiva dei servizi.

Un profilo costruito tra norme, istituzioni e formazione

Il curriculum di Scano restituisce bene la complessità di questa sfida. Nel 2015 UNI lo ha premiato come normatore tecnico; fino ad aprile 2020 ha collaborato con AgID come esperto per la normazione e la diffusione delle competenze digitali. Attualmente presiede, in ambito UNINFO, le commissioni dedicate alle attività professionali non regolamentate e all’e-accessibility.

Rappresenta inoltre l’Italia nel gruppo europeo WADEX, impegnato sui temi collegati alla direttiva europea sull’accessibilità del Web. A questo si aggiungono incarichi di consulenza per la Presidenza della Repubblica sui temi dell’accessibilità ICT e il ruolo di esperto tecnico del Comitato Settoriale di Accreditamento Certificazione e Ispezione di Accredia per il settore ICT.

Un’esperienza che ha trovato spazio anche nella divulgazione. Scano ha curato per l’Enciclopedia Italiana Treccani la voce relativa all’accessibilità informatica, contribuendo a rendere più chiaro un argomento spesso affrontato con un linguaggio troppo specialistico. Ed è un elemento tutt’altro che secondario: per migliorare davvero la PA digitale occorre far dialogare competenze tecniche, diritto, comunicazione e organizzazione dei servizi.

La sua nomina arriva in una fase nella quale l’inclusione deve diventare un criterio stabile della trasformazione amministrativa. Non basta intervenire quando emerge una criticità o quando si avvicina una scadenza. Le amministrazioni sono chiamate a considerare l’accessibilità fin dall’inizio: nell’acquisto di software, nella realizzazione di un’app, nella pubblicazione di documenti, nella progettazione degli sportelli e nella pianificazione degli spazi cittadini.

Il legame con Lentepubblica e l’attenzione ai servizi accessibili

Roberto Scano è stato anche collaboratore di Lentepubblica.it, contribuendo alla riflessione della testata su un tema che riguarda da vicino dirigenti, funzionari, professionisti e fornitori della PA. Nel corso degli anni ha partecipato a diversi webinar promossi da Lentepubblica, portando un contributo tecnico e concreto sui percorsi necessari per rendere i servizi pubblici più inclusivi.

Tra gli approfondimenti video già pubblicati figura il webinar dedicato ai temi dell’accessibilità, utile per comprendere quanto il rispetto delle regole debba andare di pari passo con la qualità dell’esperienza offerta agli utenti.

La collaborazione si è tradotta anche in contenuti editoriali dedicati alle dichiarazioni di accessibilità. Restano particolarmente attuali gli approfondimenti sui capoluoghi regionali e sulle Regioni italiane, che hanno acceso i riflettori sul livello di attenzione riservato dalle istituzioni alla piena fruibilità dei propri strumenti digitali.

La nuova responsabilità affidata a Scano offre quindi anche una chiave di lettura più ampia: accessibilità non significa intervenire soltanto sulle barriere, ma costruire amministrazioni e città più semplici da abitare, capire e utilizzare. È una prova di maturità per le politiche pubbliche. E il premio europeo può diventare, per le realtà locali, non soltanto una competizione, ma l’occasione per misurarsi seriamente con la qualità dei diritti garantiti ogni giorno.

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