Sanzioni UE contro la Russia per le attività informatiche maligne

13 Luglio 2026 - 20:45
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Bruxelles – Sanzioni dell’Unione europea alla Russia per le minacce informatiche. Le ha annunciate a nome dei Ventisette l’Alta rappresentante UE per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas. In una dichiarazione ufficiale, l’ex premier estone ora alla guida della diplomazia a dodici stelle e i Paesi membri “denunciano le attività informatiche dannose della Russia e lo sfruttamento di un ecosistema informatico che comprende attori statali e non statali, dai servizi segreti ai gruppi di criminali informatici, dagli hacktivisti alle aziende private”.

In particolare, oggi (13 luglio), “smascheriamo il 16° Centro del Servizio di Sicurezza Federale (FSB) russo, che controlla diversi gruppi di minacce informatiche, tra cui TURLA”, ha scritto Kallas spiegando che “per anni, l’FSB ha condotto un’ampia gamma di attività informatiche dannose, di gravità crescente, che hanno colpito l’UE, i suoi Stati membri e i partner internazionali, in particolare l’Ucraina”. Si tratta di attività che hanno incluso l’infiltrazione nelle reti governative e il sabotaggio di infrastrutture critiche. Ad essere presi di mira, tra gli altri: Francia, Germania, Polonia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania e Finlandia. “In Francia, il 16° Centro ha condotto attività di spionaggio informatico contro enti governativi strategici dal 2010 e contro l’industria della difesa nel 2025”, mentre “in Germania, ha preso di mira enti governativi” e, “recentemente, in Polonia, il 16° Centro ha effettuato operazioni di sabotaggio contro infrastrutture critiche, tra cui centrali termoelettriche”. Per l’UE, si tratta di “criminali informatici, sedicenti attivisti informatici e società private legate alla Russia, inclusi soggetti che operano sotto le sue istruzioni, direzione o controllo” che “hanno anche perpetrato, agevolato e reso possibili numerose attività illecite”.

In questo quadro, “condanniamo fermamente il comportamento della Russia e l’abuso di questo ecosistema informatico, che prende di mira i servizi pubblici e le infrastrutture critiche, causando interruzioni e perdite finanziarie”. Perciò, in risposta l’Unione “sta imponendo misure restrittive a nove individui e quattro entità“. Si tratta di sanzioni che “includono ufficiali dell’intelligence del GRU, nonché criminali informatici, sedicenti attivisti informatici e società private che contribuiscono agli sforzi della Russia per destabilizzare l’UE, i suoi Stati membri e i partner internazionali”.

In questo lavoro, l’UE non è sola, ma instretta collaborazione con il Regno Unito“. E Bruxelles e Londra condividono la valutazione “della crescente convergenza tra attori non statali e statali”. Perciò “continueremo a rafforzare la cooperazione con i partner internazionali, inclusa la NATO, nel pieno rispetto dei principi guida concordati, a sostegno di un cyberspazio globale libero, aperto, stabile e sicuro”.

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