Scandalo mascherine, nuovi dettagli inquietanti. FdI va avanti e presenta un interrogatorio sulla malagestione del covid

Da una parte il silenzio assordante dell’ex premier Giuseppe Conte (che va da Nicola Porro e non dice assolutamente nulla, salvo perdere le staffe) e dell’allora commissario con pieni poteri Domenico Arcuri. Dall’altra le inchieste giornalistiche (della stampa libera fuori dal coro mainstream) che ogni giorno scodellano novità e dettagli importanti sull’allegra gestione dell’emergenza covid. A partire dallo scandalo delle mascherine. Fratelli d’Italia non molla la presa di fronte alle sinistre che vorrebbero sciogliere la commissione parlamentare per non disturbare il manovratore.
Covid, FdI: quadro inquietante, subito un interrogatorio urgente
”Il quadro che emerge oggi dalla puntuale e attenta ricostruzione dal quotidiano La Verità e dal settimanale Panorama è a dir poco inquietante. Ritardi negli incidenti probatori, legami personali ricorrenti e archiviazioni pentite. Temi affrontati dalla Commissione Covid che le inchieste giornalistiche approfondiscono e ricostruiscono in maniera fondamentale. Offrendo un quadro d’insieme così coerente e lineare da richiedere necessariamente un’indagine istituzionale”. Parola di Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera che annuncia la presentazione di un interrogatorio su tutta la vicenda. Obiettivo: fare piena luce rispetto alle numerose anomalie che stanno emergendo. “Gli italiani – conclude – meritano di conoscere tutta la verità”.
Bignami e Ciancitto: mala gestione del covid, gli italiani devono sapere
Posizione riassunta anche dal vicepresidente della commissione parlamentare d’inchiesta Francesco Ciancitto di Fratelli d’Italia. “Ogni giorno emergono particolari inquietanti sulla gestione del Covid da parte di Giuseppe Conte e del suo governo. Da alcune testate anche oggi apprendiamo elementi nuovi della mala gestione del periodo pandemico che ci inducono, come componenti nella commissione Covid , a presentando un’interrogatorio per far luce su una serie di vicende che necessitano di un ulteriore approfondimento in commissione”. Fatti poco nitidi – spiega- che devono essere esaminati urgentemente e approfonditamente. “A maggior ragione se coinvolgono figure di spicco della procura di Roma”.
Gli strani rapporti con l’avvocato Di Donna e gli incontri con Arcuri
Come è emerso chiaramente dalle carte l’avvocato Luca Di Donna, collega di studio di Conte, si muoveva con disinvoltura tra imprenditori, generali dei servizi segreti e parlamentari. E spendeva il nome del suo ex collega di studio, dimostrando di avere il piglio di chi stava riorganizzando M5s. E come tale veniva percepito da chi lui aveva aiutato a fare affari con Arcuri. Il leader 5Stelle dice da sempre che da quando ha lasciato lo studio del suo mentore Guido Alpa, dove Di Donna lavorava, non ha avuto più contatti con lui. Lo ripete a ogni occasione. Ma di più non dice. E si guarda bene dal presentarsi in audizione in commissione dietro lo scudo di farne parte. Ma potrebbe, come hanno fatto altri, dimettersi per essere audito.
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