Schemi standard per inconferibilità e incompatibilità: cosa cambia per i RPCT con la Delibera ANAC 92/2026
lentepubblica.it
Con i dieci modelli approvati da ANAC, gli Enti dispongono finalmente di uno standard comune per le dichiarazioni obbligatorie. La fase di sperimentazione volontaria è l’occasione per ripensare il processo interno di raccolta, verifica e pubblicazione.
Nella maggior parte dei soggetti obbligati del settore pubblico, dalle PA al settore sanitario fino agli Enti di diritto privato in controllo pubblico, la gestione delle dichiarazioni di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi si riduce a una raccolta documentale senza un formato condiviso: ogni organizzazione utilizza modelli propri, con strutture diverse e dati difficilmente confrontabili.
Come risultato, il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza si trova a verificare manualmente dati eterogenei e a pubblicare informazioni che, seppur corrette da una prospettiva formale, richiedono aggiornamenti gestiti caso per caso e non consentono un monitoraggio efficace.
Con la Delibera n. 92 dell’11 marzo 2026, ANAC è intervenuta su questo problema approvando dieci schemi di pubblicazione standard per le dichiarazioni previste dall’art. 20 del D.Lgs. 39/2013. I modelli, disponibili in formato editabile, sono in fase di sperimentazione volontaria per dodici mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 1° aprile 2026.
Delibera 92/2026: dieci modelli differenziati per tipologia di Ente e natura dell’incarico
I dieci schemi sono organizzati in due gruppi: cinque per le dichiarazioni di assenza di cause di inconferibilità, da acquisire al momento della nomina, e cinque per le dichiarazioni di assenza di cause di incompatibilità, da aggiornare con cadenza annuale.
La standardizzazione della struttura rende le dichiarazioni confrontabili nel tempo e tra Enti diversi, senza dover rielaborare ad ogni occorrenza le informazioni raccolte, e produce dati leggibili dai sistemi di analisi automatizzata di ANAC, incluso TrasparenzAI.
Ogni modello è calibrato sulla tipologia di soggetto obbligato: Pubblica Amministrazione, Enti pubblici, Enti di diritto privato in controllo pubblico, strutture del Servizio Sanitario Nazionale, e sulla natura dell’incarico: dirigenziale interno ed esterno, di vertice, di governance sanitaria.
I modelli non sono obbligatori, ma la pubblicazione delle dichiarazioni in Amministrazione/Società Trasparente costituisce un obbligo. ANAC ricorda inoltre che i soggetti interessati devono “oscurare l’eventuale firma autografa del sottoscrittore in fase di pubblicazione dei modelli nelle sezioni dedicate dei propri siti Web”.
Come TrasparenzaPA supporta il RPCT nella gestione delle dichiarazioni
TrasparenzaPA è il software di DigitalPA progettato per supportare RPCT e collaboratori nell’assolvimento degli adempimenti di Trasparenza Amministrativa.
Sul tema specifico delle dichiarazioni di inconferibilità e incompatibilità, il software interviene per semplificare tre aspetti relativi alla gestione quotidiana delle pubblicazioni.
Notifiche automatiche sulle scadenze
Le dichiarazioni di incompatibilità richiedono aggiornamenti annuali. TrasparenzaPA tiene traccia delle scadenze e invia notifiche automatiche, evitando che gli aggiornamenti vengano tralasciati o gestiti fuori tempo massimo.
Pubblicazione guidata in Amministrazione Trasparente
L’alberatura dei contenuti è aggiornata agli schemi ANAC vigenti. Il software guida ogni inserimento nel percorso corretto, riducendo il rischio di errori di collocazione o di formato.
Controlli automatici sui contenuti
TrasparenzaPA verifica la presenza e la completezza delle informazioni obbligatorie prima della pubblicazione, segnalando eventuali lacune prima che si traducano in rilievi da parte di ANAC.
La sperimentazione volontaria come occasione per strutturare il processo interno
I dodici mesi di sperimentazione volontaria rappresentano per gli Enti un’opportunità per mettere alla prova i nuovi schemi e adeguare i processi interni prima che la disciplina diventi vincolante. DigitalPA affianca gli Enti in questo percorso con TrasparenzaPA e con il supporto di consulenti specializzati in materia di Trasparenza e Anticorruzione, per chi ha necessità di un affiancamento normativo e operativo oltre che tecnologico.
Dal modello Word al processo: cosa rimane in carico al RPCT
Disporre di uno schema comune semplifica la raccolta delle dichiarazioni e rende i dati omogenei e confrontabili.
Per il Responsabile, questo si traduce nella possibilità di:
- confrontare dichiarazioni riferite a incarichi analoghi senza dover reinterpretare ogni volta i dati raccolti
- svolgere verifiche periodiche su informazioni organizzate sulla base di uno schema ricorrente
- gestire gli aggiornamenti annuali senza dover ricostruire ogni volta il quadro delle dichiarazioni già pubblicate
Il processo che ne consegue resta tuttavia interamente in carico al RPCT: distribuire il modello ai soggetti interessati, verificare la completezza delle dichiarazioni ricevute, pubblicarle correttamente nella sezione Amministrazione/Società Trasparente, gestire gli aggiornamenti annuali obbligatori per le dichiarazioni di incompatibilità.
In molti Enti queste attività sono concentrate su un’unica figura, che le gestisce in parallelo agli altri adempimenti in materia di Trasparenza e Anticorruzione.
Gestire gli schemi di pubblicazione ANAC e gli obblighi di Trasparenza senza aumentare il carico di lavoro
Grazie al supporto del software TrasparenzaPA, il RPCT può inserire i contenuti in modo guidato all’interno di un’alberatura già allineata agli schemi ANAC obbligatori, gestire gli aggiornamenti senza ricostruire ogni volta struttura e formati, e avere sempre visibilità su ciò che è pubblicato, su ciò che manca e su chi è responsabile.
Richiedi una demo di TrasparenzaPA
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