La guida completa agli Esami di Maturità 2026 della FLC CGIL
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Dalla composizione delle commissioni fino alla struttura del colloquio orale, passando per nuovi obblighi per gli studenti e una diversa organizzazione delle prove, il 2026 segna una delle trasformazioni più significative degli ultimi anni.
Disponibile adesso la guida completa agli Esami di Maturità 2026 a cura della FLC CGIL Ecco cosa devono sapere maturandi, docenti e famiglie.
Una maturità diversa rispetto al passato
L’anno scolastico 2025/2026 inaugura una nuova fase per l’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo d’istruzione. Le modifiche introdotte dalla normativa approvata negli ultimi mesi incidono su diversi aspetti della procedura, ridefinendo sia il percorso degli studenti sia l’organizzazione delle commissioni incaricate della valutazione.
Tra le innovazioni più rilevanti emerge la revisione della composizione delle commissioni, che diventano più snelle rispetto al passato. Se fino allo scorso anno ogni commissione era composta da sette membri, il nuovo modello prevede cinque componenti complessivi: due commissari interni, due esterni e un presidente nominato dall’amministrazione scolastica.
Si tratta di una scelta che punta a ridurre il numero complessivo degli esaminatori coinvolti nelle operazioni d’esame, con effetti diretti anche sui costi sostenuti dal sistema scolastico nazionale. Secondo le stime, il personale impegnato nelle sessioni d’esame dovrebbe passare da circa 130 mila a poco più di 80 mila unità.
Il colloquio orale cambia completamente impostazione
La novità che sta attirando maggiore attenzione riguarda però la prova orale.
Il tradizionale colloquio multidisciplinare lascia spazio a una formula più circoscritta. L’esame non sarà più costruito come una verifica trasversale che coinvolge l’intero percorso scolastico, ma si concentrerà su quattro discipline specificamente individuate.
L’avvio del colloquio prenderà spunto dal Curriculum dello Studente, documento che raccoglie informazioni sul percorso formativo, le certificazioni conseguite e le attività svolte al di fuori della scuola. Successivamente la commissione approfondirà le materie previste, oltre ai temi legati all’educazione civica e alle esperienze di formazione scuola-lavoro.
Un elemento destinato a far discutere riguarda l’introduzione di un obbligo particolarmente stringente: chi si rifiuta di sostenere il colloquio viene automaticamente bocciato, indipendentemente dai risultati ottenuti nelle prove scritte.
Calendario delle prove: le date da segnare
Per gli studenti delle classi quinte il percorso verso il diploma inizierà ufficialmente il 18 giugno 2026, giorno in cui si svolgerà la prima prova scritta nazionale di Italiano.
Il calendario prevede poi:
- 19 giugno 2026: seconda prova scritta caratterizzante l’indirizzo di studi;
- 25 giugno 2026: eventuale terza prova per i percorsi EsaBac e per alcune sezioni internazionali.
Le sessioni suppletive sono invece programmate nei primi giorni di luglio, precisamente l’1, il 2 e il 7 del mese.
Chi può essere ammesso all’esame
Per accedere alla maturità restano validi alcuni requisiti fondamentali.
Gli studenti devono aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale previsto, aver partecipato alle prove INVALSI e aver svolto le attività di formazione scuola-lavoro.
Sul fronte delle valutazioni, è necessario conseguire almeno sei decimi nelle discipline curriculari. Tuttavia il consiglio di classe mantiene la possibilità di autorizzare l’ammissione anche in presenza di una insufficienza, purché la decisione sia adeguatamente motivata.
Particolare attenzione viene riservata al comportamento. Chi ottiene un voto inferiore a sei decimi non può essere ammesso all’esame. Nel caso in cui la valutazione sia esattamente pari a sei, lo studente dovrà affrontare un approfondimento specifico sulla cittadinanza attiva e solidale durante il colloquio finale.
Come viene assegnato il punteggio finale
La struttura del voto conclusivo non subisce modifiche sostanziali.
Il punteggio massimo resta fissato a 100 punti, distribuiti secondo il seguente schema:
- fino a 40 punti per il credito scolastico maturato nel triennio;
- fino a 20 punti per la prima prova scritta;
- fino a 20 punti per la seconda prova;
- fino a 20 punti per il colloquio orale.
Viene invece ridimensionato il sistema dei bonus. Gli studenti con una carriera scolastica particolarmente brillante potranno ottenere un’integrazione massima di tre punti, contro i cinque previsti in passato.
Resta inoltre confermato che gli esiti delle prove INVALSI, pur figurando nel Curriculum dello Studente, non incidono sul voto finale.
Il nuovo diploma e il peso del Curriculum dello Studente
Tra le novità introdotte per il 2026 figura anche un modello aggiornato di diploma.
Il titolo conserva pienamente il proprio valore legale, ma viene accompagnato da un sistema documentale più articolato. Il Curriculum dello Studente assume infatti un ruolo centrale durante l’esame e diventa uno strumento consultabile dai commissari per personalizzare domande e approfondimenti.
Il documento è suddiviso in diverse sezioni dedicate al percorso scolastico, alle certificazioni conseguite e alle esperienze extrascolastiche maturate nel corso degli anni. L’obiettivo dichiarato è offrire una rappresentazione più completa del profilo dello studente oltre ai semplici risultati numerici.
Commissioni più piccole e nuove regole per docenti e presidenti
La riduzione del numero dei commissari rappresenta uno dei cambiamenti organizzativi più significativi.
Ogni commissione opererà generalmente su due classi e potrà gestire fino a 70 candidati complessivi. I commissari interni saranno individuati dai consigli di classe, mentre quelli esterni verranno nominati dagli Uffici scolastici regionali seguendo criteri basati su anzianità di servizio, disciplina insegnata e territorialità.
Anche per i presidenti vengono confermati rigorosi criteri di incompatibilità. Non potranno essere assegnati alle scuole in cui prestano servizio o dove abbiano lavorato recentemente, né a sedi in cui siano presenti candidati legati da rapporti di parentela.
L’incarico continua a essere considerato un obbligo di servizio. Rinunce e abbandoni sono ammessi esclusivamente in presenza di documentati impedimenti, come malattia, maternità o altre situazioni riconosciute dalla normativa.
Quanto guadagnano presidenti e commissari
Sul piano economico non si registrano particolari aggiornamenti.
Per una commissione composta da due classi il compenso previsto è pari a:
- 1.249 euro per il presidente;
- 911 euro per ciascun commissario esterno;
- 798 euro per ogni commissario interno.
A tali importi possono aggiungersi le indennità di trasferta, calcolate sulla base del tempo necessario per raggiungere la sede d’esame. Nei casi più complessi il rimborso può superare i duemila euro.
Formazione obbligatoria per gli esaminatori?
Tra le innovazioni previste dalla recente normativa compare anche un percorso formativo specifico dedicato ai docenti.
La partecipazione non è obbligatoria nell’immediato, ma diventerà un elemento preferenziale per le future nomine nelle commissioni d’esame a partire dall’anno scolastico successivo. I corsi vengono erogati online attraverso la piattaforma Scuola Futura e saranno accessibili fino alla fine di settembre.
Una riforma destinata a far discutere
Le modifiche introdotte per la maturità 2026 ridisegnano profondamente il momento conclusivo del percorso scolastico. Da un lato l’amministrazione punta a rendere più efficiente l’organizzazione, riducendo costi e personale coinvolto; dall’altro si rafforza il ruolo del Curriculum dello Studente e si modifica l’impostazione del colloquio orale.
Il risultato è un esame che mantiene la struttura tradizionale delle prove scritte ma cambia significativamente nella valutazione finale e nell’approccio al percorso individuale di ciascun candidato. Una trasformazione che, inevitabilmente, continuerà ad alimentare il confronto tra scuola, famiglie, studenti e organizzazioni sindacali nei prossimi mesi.
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